Tumore della tiroide

Che cos’è il tumore della tiroide?

Il tumore della tiroide è una neoplasia considerata rara che colpisce la tiroide, ghiandola a forma di farfalla che è posta sotto il pomo d’Adamo e che, attraverso la produzione degli ormoni tiroidei, gioca un ruolo fondamentale nel controllo del metabolismo.

Si tratta di un carcinoma che si può presentare a qualsiasi età, ma che ha la sua incidenza maggiore nella fascia compresa tra i 25 e i 60 anni, con una prevalenza nel sesso femminile.

La maggior parte dei tumori della tiroide origina dalle cellule follicolari che compongono il tessuto tiroide e si presentano sotto varie forme:

  • carcinoma papillare, la più frequente, ha una crescita lenta e può dare origine a metastasi che interessano i linfonodi del collo
  • carcinoma follicolare, colpisce soprattutto persone con più di 50 anni e può dare luogo con maggior frequenza del papillare a metastasi a distanza
  • carcinoma anaplastico, è una forma rara ma particolarmente aggressiva per rapida evolutività e scarsa risposta alle cure.

Una piccola parte di tumori tiroidei origina dalle cellule parafollicolari come il carcinoma midollare, che è caratterizzato dalla presenza di elevati livelli circolanti di calcitonina. Questo tumore può essere la manifestazione di sindromi genetiche e può avere, in alcuni casi, un andamento familiare.

 

Quali sono i fattori di rischio del tumore della tiroide?

Un fattore di rischio riconosciuto del tumore alla tiroide è l’esposizione a radiazioni ionizzanti. Le persone sottoposte a radioterapia sul collo (soprattutto se in età infantile) hanno infatti un rischio maggiore di sviluppare noduli maligni della tiroide, come le persone che siano state esposte a ricadute di materiale radioattivo (come ad esempio quando ci fu l’esplosione della centrale nucleare di Cernobyl).

Ma, naturalmente, l’esposizione alle radiazioni non è l’unica causa che determina le modifiche cellulari alla base della crescita di un tumore maligno.

 

Quali sono i sintomi del tumore della tiroide?

Il sintomo più evidente del tumore della tiroide è la presenza di un nodulo tiroideo che, se abbastanza voluminoso, può anche essere visibile o riscontrabile al tatto.

Bisogna però ricordare che solo il 3-5% dei noduli della tiroide rappresenta forme tumorali maligne.

Un altro sintomo può essere la presenza di masse linfonodali, anche di dimensione e consistenza importanti, che si formano in sede laterocervicale.

 

Come può essere individuato il tumore della tiroide?

La presenza di un nodulo tiroideo richiede che vengano eseguiti approfondimenti diagnostici che possono consistere in:

Esami fondamentali

  • ecografia tiroidea, con cui valutare le dimensioni e le caratteristiche ecostrutturali dei noduli
  • l’esame del sangue indispensabile per valutare la funzione della ghiandola è l’analisi del TSH così richiesta (TSH riflesso) che viene associata a quella degli ormoni liberi tiroidei (FT3 ed FT4) solo in caso di alterazioni. Il TSH è infatti il primo ormone ad alterarsi se esiste una patologia funzionale della tiroide che viene invece esclusa se risulta nei limiti della norma.
  • misurazione dei livelli di calcitonina, sostanza che rappresenta un marker specifico del carcinoma midollare della tiroide
  • agoaspirato con ago sottile, da eseguirsi in presenza di un nodulo singolo o di un nodulo sospetto nell’ambito di un gozzo multinodulare, cui fa seguito un esame citologico a seguito del quale, nella quasi totalità dei casi, diviene possibile distinguere un nodulo benigno da uno maligno.

Esami da eseguire in particolari situazioni

  • anticorpi anti Tireoglobulina e anti Tireoperossidasi, nell’atto diagnostico, in caso di sospetto di tiroidite autoimmune
  • scintigrafia tiroidea, solo in caso di tireotossicosi (iperfunzione tiroidea) clinica o sub clinica per evidenziare eventuali noduli iperfunzionanti
  • scintigrafia Total Body con 131 I, solo in pazenti già operati per carcinoma e sottoposti a tiroidectomia, con sospetto clinico o biochimico di metastati, per identificare le sedi metastatiche
  • tomografia computerizzara (TC), Risonanza magnetica (RM) e PET/CT che, in casi selezionati, consentono di individuare le sedi di diffusione della malattia o i suoi rapporti con le strutture contigue
  • test genetici, solo in particolari indicazioni, se si sospetta un tumore familiare o una sindrome genetica con neoplasie endocrine multiple.

 

Come si può curare il tumore della tiroide?

Il primo approccio terapeutico al tumore della tiroide è solitamente chirurgico seguito, a volte, in base alla diagnosi istologica post operatoria da un trattamento con 131 iodio in medicina nucleare.

Clicca qui per approfondimenti sul trattamento chirurgico del tumore della tiroide.

Clicca qui per approfondimenti sulla terapia radiometabolica con 131-Iodio.

 

Per maggiori informazioni sul tumore della tiroide

Maggiori informazioni sul tumore della tiroide sono presenti nell’area dedicata al Centro Tiroide di Humanitas Gavazzeni Bergamo.