Oncologia medica

Qual è l’attività dell’Unità Operativa di Oncologia Medica?

L’attività dell’Unità Operativa di Oncologia Medica di Humanitas Gavazzeni Bergamo viene svolta sia in regime di ricovero ordinario sia nei regimi di day hospital e macroattività ambulatoriale complessa (MAC).

L’attività ambulatoriale viene erogata sia per prime visite e impostazione terapeutica sia per visite di follow up. La degenza ordinaria dispone di 10 posti letto, il Day Hospital e la Macroattività Ambulatoriale Complessa di 14 postazioni.

Vengono effettuati trattamenti per le principali patologie neoplastiche secondo le linee guida nazionali e internazionali e sono attivi alcuni protocolli sperimentali, mentre altri sono in fase di attivazione.

L’oncologia è un ambito molto vasto e la maggior parte delle patologie tumorali coinvolge più specialisti. Mettere insieme le competenze, confrontarsi sulle diverse situazioni cliniche ed elaborare un percorso terapeutico che aiuti il paziente ad affrontare al meglio la propria malattia è pratica acquisita nella quotidianità del lavoro medico.

Per tale motivo l’Unità Operativa di Oncologia medica di Humanitas Gavazzeni Bergamo è stata dall’inizio organizzata per aree di patologia al fine di meglio organizzare l’attività multidisciplinare sottostante la gestione del singolo caso clinico.

Sono dunque tre le unità attivate nell’ambito dell’Area Oncologia Medica per seguire i pazienti oncologici:

  • Unità Operativa Oncologia Gastroenterologia
  • Unità Operativa Oncologia toracica e urologica
  • Unità Operativa Oncologia Senologia e forme di tumori rari.

Unità Funzionale Oncologia Gastroenterologica

L’Unità si occupa di tutte le neoplasie dell’apparato digerente e opera in stretto contatto sia in ambito diagnostico con la Radiologia e l’Endoscopia sia in ambito terapeutico con chirurgo, radioterapista, epatologo, gastroenterologo.

Anche l’endoscopia può spesso avere un ruolo terapeutico, oltre che diagnostico e non mancano le procedure di radiologia interventistica che, in alcuni casi, svolgono un ruolo rilevante.

L’ambito delle neoplasie dell’apparato digerente comprende infatti un’ampia varietà di malattie il cui approccio è differente a seconda della localizzazione, dell’estensione, della tipologia.

Nei tumori del fegato la collaborazione con gli epatologi, i radiologi e i chirurghi è in grado di attuare trattamenti all’avanguardia. La stretta collaborazione con i chirurghi e i radioterapisti può garantire un’ottimizzazione delle procedure terapeutiche consentendo trattamenti individualizzati e, pertanto, un miglior rapporto tra benefici ed effetti collaterali. In particolare la decisione condivisa delle strategie terapeutiche può consentire, particolarmente nelle neoplasie dell’esofago e del retto, trattamenti pre-operatori che, in alcuni stadi di malattia, rappresentano la migliore terapia.

Sono in fase di attivazione protocolli di ricerca multicentrici in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali atti a valutare l’impatto di nuovi farmaci e l’ottimizzazione della sequenza terapeutica.

Unità Funzionale Oncologia Toracica e Urologica

Il tumore del polmone è la neoplasia con più elevata mortalità in termini assoluti. Esiste una correlazione certa con l’abitudine al fumo e pertanto la sua abolizione è l’arma più potente per combattere questa malattia.

Quando invece un tumore polmonare è diagnosticato, le conseguenti decisioni terapeutiche sono condivise dall’oncologo con il chirurgo, il radioterapista, l’anatomo-patologo, il radiologo, il medico nucleare e tutti gli specialisti che possono dare un contributo alla cura del paziente.
Sempre maggiore importanza hanno acquisito la definizione del sottotipo istologico e i test di biologia molecolare (quali definizione dello stato dei geni EGFR e ALK), poiché il trattamento è sempre più differenziato a seconda del tipo di paziente.

Fondamentale è infine l’inquadramento complessivo del paziente, poiché frequentemente coloro che sono affetti da tumore polmonare sono portatori anche di altre patologie (prevalentemente cardio-vascolari), proprio per l’effetto devastante del fumo su tutti questi apparati dell’organismo.

Una neoplasia toracica più rara ma con incidenza crescente è il mesotelioma pleurico, la cui insorgenza è strettamente legata a una esposizione, professionale o ambientale, all’amianto, spesso risalente a qualche decennio prima.

Humanitas Gavazzeni dispone di competenze e protocolli di cura ad alto livello, con la possibilità di accesso anche a trattamenti sperimentali grazie a una rete di collaborazioni a livello nazionale e internazionale.

Come in tutte le neoplasie, l’approccio multidisciplinare alla diagnosi e alla cura è quello vincente: per questo in Humanitas Gavazzeni è nato il Gruppo Interdisciplinare di Oncologia Toracica (GIOT), dove settimanalmente vengono discussi i casi più complessi di neoplasie toraciche, alla presenza di tutti gli specialisti coinvolti.

Anche per le neoplasie urologiche esiste in Humanitas Gavazzeni un approccio multidisciplinare di condivisione dei casi clinici fra urologi, anatomo-patologi, oncologi e radioterapisti per il trattamento di queste neoplasie; in particolare per il carcinoma prostatico e per il tumore del rene per i quali la ricerca ha compiuto passi da gigante negli ultimi dieci anni, con la disponibilità di diverse nuove molecole che hanno cambiato la prospettiva di cura dei pazienti con entrambe queste patologie.

Unità Funzionale Oncologia Senologica e forme di tumori rari

Radiologia, chirurgia generale e ricostruttiva, radioterapia, oncologia medica con l’anatomia patologica sono in campo nella lotta alla più diffusa neoplasia femminile: il tumore della mammella. Tutte le fasi del tumore alla mammella vengono seguite in Humanitas Gavazzeni utilizzando metodiche all’avanguardia.

L’oncologia senologica in particolare si occupa dei trattamenti perioperatori (neoadiuvanti ovvero preoperatori o adiuvanti ovvero postoperatori) che vengono consigliati alle pazienti che si sono sottoposte a un intervento chirurgico al seno per la rimozione di un tumore. Questa cura ha l’obiettivo di consolidare nel tempo il buon risultato dell’operazione chirurgica, dando quindi una maggiore garanzia di una completa guarigione.

La terapia postoperatoria del carcinoma mammario radicalmente operato può essere considerato uno dei maggiori successi in oncologia negli ultimi trent’anni. Infatti, nonostante il costante aumento dei casi di tumore al seno, la mortalità nell’ultimo decennio è diminuita sensibilmente non soltanto per effetto della diagnosi precoce attraverso programmi di screening, ma anche per l’efficacia della terapia adiuvante.

Una volta definito il rischio di ripresa sistemica della neoplasia mammaria attraverso l’analisi dei fattori prognostici e delle caratteristiche biologiche della neoplasia asportata (dimensioni, grado di differenziazione, stato linfonodale, stato recettori ormonali, stato di HER2-neu) viene definito il programma terapeutico adiuvante. Il programma valuta anche il potenziale beneficio, i possibili effetti collaterali secondari al trattamento e le preferenze della paziente.

Tre sono i principali trattamenti medici nel tumore della mammella – chemioterapiaormonoterapia e terapia biologica – proposti alle pazienti in base allo studio del singolo caso, delle caratteristiche del tumore, delle condizioni fisiche della donna, dei suoi desideri e necessità.

Sono attivi inoltre studi sperimentali nelle varie fasi della malattia in collaborazione con altri centri nazionali e internazionali a elevata specializzazione.

L’Unità Funzionale segue inoltre i cosiddetti tumori rari (ad esempio sarcomi, GIST) che, pur caratterizzati singolarmente da una bassa incidenza, rappresentano una porzione non trascurabile della patologia oncologica.