Angina pectoris e infarto sono due condizioni cardiache strettamente collegate tra loro, ma non sono la stessa cosa. Entrambe sono legate a una riduzione del flusso di sangue nelle arterie coronarie, i vasi che portano ossigeno al muscolo cardiaco, ma hanno caratteristiche e conseguenze differenti.
Con l’aiuto della dottoressa Alessia Azzano, medico dell’Unità di Emodinamica di Humanitas Gavazzeni, vediamo che cosa sono l’angina pectoris e l’infarto miocardico, quali sono i sintomi principali e perché è importante intervenire tempestivamente.
Che cos’è l’angina pectoris?
L’angina pectoris, conosciuta anche come angina stabile, è un sintomo causato da una temporanea e reversibile riduzione del flusso di sangue al muscolo cardiaco. L’ostruzione delle coronarie è spesso dovuta all’aterosclerosi, cioè alla formazione di depositi di grassi, come colesterolo e trigliceridi, all’interno delle arterie. Quando il restringimento del vaso diventa significativo, il flusso di sangue può ridursi e provocare ischemia del muscolo cardiaco.
Si manifesta tipicamente con un dolore al petto dovuto a un ridotto apporto di ossigeno al cuore. Il dolore dell’angina ha in genere caratteristiche simili a quello dell’infarto: è un dolore costrittivo localizzato al centro del petto, che può irradiarsi anche a braccia, collo, schiena e mandibola.
L’angina pectoris si manifesta soprattutto sotto sforzo, per esempio durante attività fisica intensa o in situazioni di forte stress emotivo, e tende a migliorare con il riposo o con l’assunzione di farmaci.
Può presentarsi anche con altri sintomi, come:
- affaticamento
- difficoltà a respirare
- senso di oppressione al petto
- rigidità o fastidio a braccia, gomiti e polsi, soprattutto sul lato sinistro.
Come viene diagnosticata l’angina pectoris?
Per individuare l’angina pectoris e comprenderne le cause possono essere utilizzati diversi esami cardiologici. Tra questi:
- elettrocardiogramma (ECG), che permette di valutare il ritmo cardiaco e la presenza di eventuali anomalie indicative di ischemia
- elettrocardiogramma sotto sforzo, eseguito durante attività fisica su pedana o cyclette, per verificare il comportamento del cuore durante lo sforzo
- ecocardiogramma, che consente di visualizzare il cuore e valutarne il funzionamento
- scintigrafia cardiaca, che permette di evidenziare le aree del cuore meno ossigenate.
L’esame di riferimento per valutare direttamente lo stato delle arterie coronarie è però la coronarografia, che attraverso l’iniezione di mezzo di contrasto permette di individuare eventuali restringimenti delle coronarie.
Come si cura l’angina pectoris?
Il trattamento dell’angina pectoris dipende dalla presenza e dall’entità dei danni alle coronarie.
I farmaci possono aiutare a prevenire o ridurre il dolore, ma non intervengono sulla causa che può essere alla base del problema.
Quando sono presenti alterazioni coronariche può essere necessario ricorrere a procedure come:
- angioplastica coronarica
- innesto di bypass aorto-coronarico.
Che cos’è l’infarto miocardico?
L’infarto miocardico è una patologia cardiaca causata dall’ostruzione parziale o totale di una coronaria, che determina un’improvvisa riduzione del flusso di sangue e ossigeno al muscolo cardiaco.
Nella maggior parte dei casi l’ostruzione è dovuta alla formazione di un coagulo, chiamato trombo, che si sviluppa in corrispondenza di una placca aterosclerotica.
La conseguenza è un danno al muscolo cardiaco che può essere parziale o irreversibile. La parte di cuore colpita dall’infarto non può essere riparata, per questo è fondamentale intervenire nel più breve tempo possibile: prima si interviene, migliore può essere la prognosi del paziente.
Quali sono i sintomi dell’infarto?
Il principale sintomo dell’infarto miocardico è un dolore al petto improvviso, intenso e prolungato. Il dolore:
- si localizza generalmente al centro del torace
- può irradiarsi al braccio sinistro, al dorso, al collo o alla mandibola
- non tende a scomparire con il riposo o con l’assunzione di farmaci.
Può essere accompagnato da:
- mancanza di fiato
- stanchezza
- dolore allo stomaco
- sensazione di ansia.
Qual è la differenza tra il dolore dell’angina e quello dell’infarto?
La principale differenza tra angina e infarto miocardico riguarda la durata e l’intensità del dolore.
Il dolore dell’angina pectoris è in genere breve, compare spesso durante lo sforzo e può migliorare con il riposo. Il dolore dell’infarto, invece, è più intenso, dura più a lungo e non scompare con il riposo.
In caso di un dolore sospetto per infarto è fondamentale chiamare il 118 nel più breve tempo possibile, anche se i sintomi dovessero ridursi o scomparire dopo pochi minuti.
Come viene trattato l’infarto miocardico?
Il trattamento dell’infarto ha l’obiettivo di ripristinare il prima possibile il flusso di sangue nella coronaria ostruita.
La terapia principale è l’angioplastica coronarica, una procedura che permette di riaprire il vaso attraverso l’utilizzo di un palloncino e il posizionamento di uno stent, una piccola struttura metallica che mantiene aperta l’arteria.
La massima efficacia del trattamento si ottiene quando viene eseguito nelle prime ore dall’evento ischemico.
Quali sono i fattori di rischio per angina e infarto?
Tra i principali fattori di rischio cardiovascolare ci sono:
- fumo
- obesità
- ipertensione
- aumento del colesterolo e dei trigliceridi
- diabete
- scarsa attività fisica
- stress
- abuso di alcol
- familiarità per patologie cardiache.
Esistono inoltre fattori di rischio non modificabili, come età, sesso e familiarità.
Conoscere i sintomi e i fattori di rischio delle patologie coronariche è fondamentale per riconoscere tempestivamente situazioni che richiedono un intervento medico. Una diagnosi precoce e un trattamento rapido possono contribuire a ridurre le conseguenze di eventi cardiovascolari come l’infarto.

