Malattie della tiroide

Che cosa è la tiroide?

La tiroide è una ghiandola endocrina che si trova nel collo e la cui funzione è produrre ormoni che regolano il metabolismo.

Gli ormoni tiroidei, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3) esercitano i loro effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di tutti gli apparati del corpo e influiscono particolarmente sulla funzione cardiovascolare, il meccanismo del sonno e il metabolismo delle ossa.

Questi due ormoni regolano l’intensità del metabolismo, cioè il modo e la velocità con cui l’organismo utilizza sostanze alimentari e chimiche per produrre energia; intervengono inoltre nei processi di accrescimento e sviluppo, in particolare del sistema nervoso, di produzione di calore corporeo ed energia muscolare, di distribuzione e accumulo di acqua e sali minerali.

 

Come funziona la tiroide?

L’attività della tiroide è regolata da un ormone dell’ipofisi, il TSH, a sua volta regolato da un neurotrasmettitore ipotalamico, il TRH, con un meccanismo di controllo retrogrado detto feed back.

Se il TSH è ridotto, significa che la ghiandola sta funzionando troppo: ipertiroidismo; in caso contrario invece, se il TSH è alto, la tiroide sta lavorando poco: ipotiroidismo.

La tiroide può subire infiammazioni (tiroiditi) o ingrandirsi (gozzo), o produrre una o più tumefazioni (noduli). Alcuni di questi noduli possono essere sede di tumori maligni.

Queste patologie sono caratterizzate ognuna da un quadro clinico a volte ben evidente, ma spesso da sintomi sfumati, di incerta interpretazione che rendono la diagnosi delle tireopatie non facile e quindi di pertinenza strettamente specialistica.

La diagnosi precoce e, ancor meglio, la prevenzione, rappresentano il presidio più efficace nei confronti di queste patologie.

Dati epidemiologici indicano una prevalenza del gozzo endemico in Italia del 10% , fino a punte del 75% in alcune regioni come la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.

L’ipertiroidismo si manifesta clinicamente nel 2-3 % della popolazione generale nelle forme più lievi, e nel 5-6 % della popolazione in età più avanzata, con una frequenza più elevata nelle aree con carenza iodica.

Per quanto riguarda l’ipotiroidismo, si manifesta clinicamente nell’1,7-3% della popolazione (soprattutto donne anziane) e nella forma subclinica nell’ 8-17% della popolazione (e fino al 20% in età superiore ai 55-60 anni).

 

Come possono essere individuate le malattie della tiroide?

La diagnosi di malattie della tiroide si fonda soprattutto su un’accurata anamnesi familiare e patologica remota del paziente che può essere agevolmente condotta dal medico di medicina generale che potrà, a suo giudizio, richiedere la consulenza dello specialista endocrinologo, in modo da poter sottoporre il paziente a una razionale procedura diagnostica.

Il percorso consiste in una visita, raccolta dati precedenti e programmazione di esami ematochimici, ormonali, strumentali, radiologici e medico-nuclearistici atti a giungere in breve tempo a una corretta definizione diagnostica e ad una appropriata prescrizione terapeutica.

Nell’ambito della diagnosi radiologica, particolare importanza è oggi rivestita dall’ecografia della tiroide o tiroidea.

 

Come si possono curare le malattie della tiroide?

Trattamento medico

La terapia degli stati di ipertiroidismo si avvale di farmaci di uso consolidato quali il metimazolo e il propiltiouracile in associazione con beta bloccanti. Un ruolo importante è svolto dallo iodio radioattivo e dall’intervento chirurgico.

L’ipotiroidismo è ben controllato con l’impiego della levo-tiroxina da sola o in associazione con la triiodotironina.

quadri infiammatori si avvalgono della terapia con steroidi e FANS, mentre la patologia nodulare soprattutto maligna è di stretta pertinenza chirurgica, con eventuale successivo ausilio radioterapico con iodio radioattivo.

La profilassi del gozzo endemico si effettua con l’impiego di sale iodato o sale marino grezzo.

Trattamento chirurgico

Se l’endocrinologo svolge un ruolo fondamentale nella diagnosi e cura delle malattie tiroidee, il chirurgo è invece essenziale per la tempestiva e radicale correzione di una serie di quadri patologici che vanno dal semplice gozzo uni o multinodulare, solido o cistico, fino al carcinoma differenziato, papillare o follicolare, e al carcinoma midollare. Non va dimenticato che l’intervento chirurgico può essere richiesto per risolvere difficili situazioni di ipertiroidismo non altrimenti curabile.

L’approccio chirurgico alla tiroide rappresenta un impegno notevole per il chirurgo dedicato a questa patologia, sia per la posizione anatomica della ghiandola, sia per le sue caratteristiche di vascolarizzazione e innervazione. Estrema delicatezza ed esperienza sono necessarie per rispettare integralmente i decorsi dei nervi laringei ricorrenti (che garantiscono la perfetta mobilità delle corde vocali) e per salvaguardare le quattro ghiandole paratiroidi, fondamentali per il corretto metabolismo del calcio e del fosforo.

Per maggiori informazioni visitare l’area medica di riferimento