Ipertiroidismo

Che cos’è l’ipertiroidismo?

L’ipertiroidismo è un quadro clinico caratterizzato da un’eccessiva quantità di ormoni tiroidei in circolo, dovuta nella maggior parte dei casi a ipersecrezione di tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) da parte della tiroide in toto (malattia di Graves-Basedow) o di noduli tiroidei iperfunzionanti (Malattia di Plummer)) e più raramente a una loro liberazione da parte della ghiandola per una distruzione del tessuto (tiroidite sub acuta, tiroidite post partum, tiroidite da farmaci).

La forma più comune di ipertiroidismo, il “morbo di Graves-Basedow”, è una patologia autoimmune dovuta alla produzione di auto anticorpi contro il recettore del TSH (TRAb). Questi anticorpi si comportano come il TSH ipofisario e stimolano la ghiandola a produrre ormoni tiroidei. Nelle forme classiche si ha un aumento del volume della ghiandola stessa.

In una quota minore di pazienti gli anticorpi TRAb possono causare un’infiammazione dei tessuti retro orbitari provocando una protusione dei bulbi oculari verso l’esterno (esoftalmo). L’esoftalmo può essere di varia entità, dall’irritazione degli occhi alla forma più grave di protrusione del bulbo oculare per cui è impossibile la chiusura delle palpebre. L’esoftalmo è più frequente nei soggetti fumatori, pertanto è da bandire il fumo.

 

Quali sono le cause dell’ipertiroidismo?

L’ipertirodismo può essere causato anche dalla presenza di un nodulo iperfunzionante “Malattia di Plummer”, con iperproduzione di T3 e T4 e TSH ridotto (adenoma tossico), nel caso di un nodulo iperfunzionante con T3 e T4 ancora nella norma si parla di “adenoma autonomo”.

L’ipertiroidismo può anche essere causato dal “Gozzo multinodulare tossico”, vale a dire da un gozzo nodulare in cui uno o più noduli divengono iperfunzionanti. Questo è più comune nelle persone anziane e si verifica nelle zone a carenza iodica.

Altra patologia che può causare ipertiroidismo è la “Tiroidite sub acuta di De Quervein” e la “tiroidite post partum” che sono caratterizzate da una fase iniziale di ipertiroidismo, seguita, in genere, da una fase di ipotiroidismo.

Un cenno a parte merita l’ipertiroidismo da incongrua somministrazione di iodio o prodotti iodati (dentifrici, colluttori, antisettici, sale iodato), capaci di innescare l‘iperproduzione di ormoni tiroidei da parte di una tiroide iperplastica o sede di struma plurinodulare: “ipertiroidismo iatrogeno”.

Tra i farmaci più frequentemente responsabili di ipertiroidismo va ricordato l’amiodarone, particolarmente impiegato nella terapia delle aritmie cardiache e in grado di provocare sia ipertiroidismo che ipotiroidismo.

 

Quali sono i sintomi dell’ipertiroidismo?

sintomi più frequenti dell’ipertiroidismo sono perdita di pesostanchezza e debolezza muscolare, stati d’ansia e nervosismo, battito cardiaco accelerato, intolleranza al caldo, aumento della sudorazione, anche notturna e aumento dell’appetito.

L’ipertiroidismo si manifesta clinicamente nel 2-3 % della popolazione nelle forme più lievi, e nel 5-6 % della popolazione in età più avanzata, con una frequenza più elevata nelle aree con carenza iodica.

 

Come può essere individuato l’ipertiroidismo?

La diagnosi dell’ipertiroidismo si fonda soprattutto su un’accurata anamnesi familiare e patologica del paziente che può essere condotta dal Medico di Medicina Generale che potrà richiedere la consulenza dello Specialista Endocrinologo, in modo da poter sottoporre il paziente a una razionale procedura diagnostica.

Il percorso consiste in una visita, raccolta di dati precedenti e programmazione di esami ematochimici (TSH, FT3, FT4 e anticorpi TPO, TRAb), strumentaliradiologici e medico-nuclearistici atti a giungere in breve tempo a una corretta definizione diagnostica e a un’appropriata prescrizione terapeutica.

Nell’ambito dell’indagine radiologica, particolare importanza è oggi rivestita dall’ecografia della tiroide, l’esame più adatto a rilevare la presenza di noduli, definirne morfologia, dimensione, struttura e valutare ulteriori alterazioni a carico della ghiandola.

La scintigrafia tiroidea con TC99 o con I131 (iodocaptazione) è lo strumento a tutt’oggi più attendibile per la diagnosi differenziale tra Malattia di Graves Basedow e Malattia di Plummer e per svelare eventuali ipertiroidismi iatrogeni.

 

Come si può curare l’ipertiroidismo?

La terapia dell’ipertiroidismo può essere farmacologicaradiometabolica e chirurgica.

La terapia farmacologica si avvale di farmaci di uso consolidato quali il metimazolo e il propiltiouracile in associazione con beta bloccanti. La terapia va in genere proseguita per parecchi mesi (fino a 18-24) mentre nel caso di nodulo tossico la terapia medica serve solo a ridurre gli ormoni tiroidei circolanti, in preparazione alla terapia elettiva che è o chirurgica o radiometabolica con Iodio 131.

L’intervento chirurgico può essere richiesto per risolvere difficili situazioni di ipertiroidismo non altrimenti curabile. L’approccio chirurgico alla tiroide rappresenta un impegno notevole per il chirurgo dedicato a questa patologia, sia per la posizione anatomica della ghiandola, sia per le sue caratteristiche di vascolarizzazione e innervazione.

Estrema delicatezza ed esperienza sono necessarie per rispettare integralmente i decorsi dei nervi laringei ricorrenti (che garantiscono la perfetta mobilità delle corde vocali) e per salvaguardare le 4 ghiandole paratiroidi, fondamentali per il corretto metabolismo del calcio e del fosforo.

Per maggiori informazioni visitare l’area medica di riferimento