Gozzo della tiroide o struma tiroideo

Che cosa è il gozzo della tiroide?

Il gozzo della tiroide o struma tiroideo è una frequente patologia tiroidea che si caratterizza per un aumento volumetrico della tiroide che può essere di tipo diffuso o nodulare, definendosi “uninodulare” se è presente un solo nodulo, o “multinodulare” se sono presenti più noduli. In ognuno di questi casi la funzionalità della ghiandola può essere normale, aumentata o ridotta.

Il gozzo multinodulare è il risultato di un cronico e continuo stimolo da parte della Tireotropina (TSH), l’ormone stimolante della tiroide che induce un ingrandimento. In seguito alla continua stimolazione da parte del TSH, tuttavia, la tiroide può andare incontro ad iperplasia e, successivamente, può evolvere verso una quadro di gozzo multinodulare.

Quali sono le cause del gozzo della tiroide?

L’incidenza del gozzo della tiroide dipende dalla quantità di iodio introdotto con la dieta ma può anche essere legato a fattori “endemici”, vale a dire legato a fattori ambientali.

Si ricorda che il fabbisogno di iodio giornaliero è di 90 mcg per un uomo adulto.

Dati epidemiologici indicano una prevalenza del gozzo endemico in Italia del 10%, fino a punte del 75% in alcune regioni come la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige.

Come può essere individuato il gozzo della tiroide?

La diagnosi del gozzo della tiroide si fonda su una serie di valutazioni clinichelaboratoristiche e strumentali.

È importante inoltre effettuare un’accurata anamnesi familiare per valutare un’eventuale familiarità e una anamnesi patologica remota del paziente che possono essere condotte dal medico di medicina generale il quale potrà richiedere la consulenza dello Specialista Endocrinologo, in modo da poter sottoporre il paziente a una razionale procedura diagnostica. Un corretto esame obiettivo consente di valutare le dimensioni della tiroide, la consistenza e l’eventuale presenza di noduli.

Gli esami di laboratorio permettono di valutare la funzionalità tiroidea (dosaggio di TSH riflesso), fondamentale per definire il gozzo non tossico, tossico o pre-tossico.

Tra gli esami strumentali particolare importanza è oggi rivestita dall’ecografia della tiroide, l’esame più adatto a rilevare la presenza di noduli, definirne morfologia, dimensione, struttura e valutare ulteriori alterazioni a carico della ghiandola.

Sulla base delle caratteristiche ecografiche e degli esami di laboratorio si può valutare l’eventuale necessità della scintigrafia tiroidea o dell’agoaspirato tiroideo. La prima fornisce informazioni morfo-funzionali sulla tiroide, distinguendo aree fredde (ipofunzionanti) che possono nascondere un tumore e che pertanto richiedono una successiva valutazione con agoaspirato (FNAB), ed aree calde (iperfunzionanti), solitamente benigne.

L’agoaspirato è una semplice procedura effettuata con ago sottile per prelevare del tessuto da sottoporre a esame citologico, ed è l’unica procedura in grado di distinguere la natura maligna di una lesione nodulare.

Come si può curare il gozzo della tiroide?

In caso di struma normofunzionante e una tiroide di dimensioni solo di poco superiori alla norma, non è necessaria alcuna terapia farmacologica.

Nei gozzi di grandi dimensioni normofunzionanti ma condizionanti sintomi compressivi, può essere indicato un trattamento chirurgico per la tempestiva e radicale correzione del quadro patologico. L’approccio chirurgico alla tiroide rappresenta un impegno notevole per il chirurgo dedicato a questa patologia, sia per la posizione anatomica della ghiandola, sia per le sue caratteristiche di vascolarizzazione e innervazione. Estrema delicatezza ed esperienza sono necessarie per rispettare integralmente i decorsi dei nervi laringei ricorrenti (che garantiscono la perfetta mobilità delle corde vocali) e per salvaguardare le 4 ghiandole paratiroidi, fondamentali per il corretto metabolismo del calcio e del fosforo.

Nel gozzo uninodulare o multinodulare tossico vi è indicazione alla terapia chirurgica o ablativa con radio-iodio.

Per maggiori informazioni visitare l’area medica di riferimento