Il cuore batte circa centomila volte al giorno, pompando sangue attraverso le coronarie che lo nutrono di ossigeno. Quando queste arterie si restringono o si ostruiscono, il cuore perde di capacità contrattile e la sua funzione di pompa di riduce, portando a sintomi e scenari clinici molto complessi. Tra questi troviamo anche la cardiopatia ischemica, patologia che si manifesta quando il muscolo cardiaco riceve meno sangue e ossigeno di quanto gli servano per funzionare correttamente.
Ne parliamo con la dottoressa Erika Bertella, responsabile dell’Imaging Cardiovascolare ed Ecocardiografia Avanzata di Humanitas Gavazzeni.
Cardiopatia ischemica, quali i sintomi e i fattori di rischio?
La causa più diffusa di questa cardiopatia è l’aterosclerosi. Depositi di colesterolo o calcio si distribuiscono sulle pareti delle coronarie, restringendo il lume vascolare fino a ostacolare il flusso sanguigno.
I sintomi più comuni della cardiopatia ischemica comprendono:
- dolore o oppressione al petto, spesso irradiato al braccio sinistro, alla mandibola o alla schiena
- affanno
- sudorazione fredda
- senso di affaticamento
- tachicardia.
Tra i fattori di rischio figurano:
- fumo
- ipertensione
- diabete
- colesterolo alto
- sedentarietà, obesità
- familiarità per malattie cardiovascolari.
TC coronarica e risonanza magnetica, esami cruciali per impostare il percorso di cura
Oggi la tecnologia gioca un ruolo cruciale per una diagnosi sempre più precisa e una cura più efficace e personalizzata. È indispensabile saper indirizzare il paziente verso il percorso diagnostico più adatto, conoscendo potenzialità e limiti delle diverse metodiche disponibili.
Tra gli strumenti che negli ultimi anni hanno cambiato il modo di diagnosticare la cardiopatia ischemica c’è la TC coronarica, la tomografia computerizzata dedicata allo studio del cuore. Con gli scanner di ultima generazione, capaci di acquisire l’intera immagine cardiaca in pochi secondi o addirittura su un solo battito, l’esame permette di visualizzare il vaso coronarico e individuare restringimenti critici, con un’esposizione alle radiazioni ormai ridotta al minimo. Rispetto alle apparecchiature di vecchia generazione, le tecnologie più recenti consentono di eseguire l’esame con ottima qualità di immagine e una minima dose radiante. La TC coronarica sta sempre più diventando un esame di screening, specifico per pazienti con fattori di rischio, capace di orientare in modo rapido le scelte cliniche successive.
Le frontiere più recenti spingono la TC coronarica oltre la fotografia dei vasi: oggi è possibile calcolare, dagli stessi dati acquisiti e con il supporto dell’intelligenza artificiale, sia la composizione di un’eventuale placca sia il suo volume, oltre che alla riserva frazionale di flusso, un valore che stima quanto sia effettivamente limitato l’afflusso di sangue al cuore, sia in condizioni di riposo sia in condizioni di stress. Informazioni di grande supporto nella pianificazione del percorso terapeutico.
Accanto alla TC, un altro strumento fondamentale è la risonanza magnetica, che permette di riconoscere quali aree del miocardio non stanno ricevendo sufficiente ossigenazione durante condizioni di stress. In questo modo le due tecniche si integrano e completano nel percorso diagnostico del paziente.
Tecnologie sempre più accurate per il trattamento della cardiopatia ischemica
Una volta confermata la diagnosi di cardiopatia ischemica, il trattamento prevede una coronarografia e, in seguito, una rivascolarizzazione coronarica, con angioplastica e stent o bypass chirurgico, per i casi più complessi.
Le malattie cardiovascolari restano tra le prime cause di morte nel mondo, ma sono a disposizione oggi tecnologie sempre più accurate, capaci di fare una diagnosi precoce e guidare le terapie, scelte su misura per il paziente. La prevenzione resta il primo alleato: uno stile di vita sano, senza fumo, con un’alimentazione equilibrata e attività fisica regolare, riduce il rischio di sviluppare cardiopatia ischemica».
Il convegno del 12 settembre sulla TC coronarica
Il tema delle nuove frontiere diagnostiche è stato al centro del convegno “La TC coronarica: dalla diagnosi avanzata alla pianificazione procedurale integrata“, andato in scena sabato 12 settembre 2026 presso l’Auditorium Villa Elios di Humanitas Gavazzeni.
Con la dottoressa Erika Bertella come responsabile scientifica, l’evento ha riunito cardiologi, radiologi, cardiochirurghi ed emodinamisti, che hanno fatto il punto sulle applicazioni più recenti della TC coronarica: dal calcolo della riserva frazionale di flusso alla caratterizzazione della placca con intelligenza artificiale, fino al ruolo dell’esame nella pianificazione di interventi di cardiologia strutturale e cardiochirurgia robotica.

