Quando arriva la bella stagione, con le prime giornate di sole, si rinnovano gli interrogativi di sempre, quelli che riguardano il modo di gestire l’esposizione della nostra pelle ai raggi solari.

Un comportamento che deve essere eseguito con attenzione, soprattutto dalle persone che sono caratterizzate da una pelle più chiara e delicata e che quindi sono più esposte al rischio di scottature.

Come dobbiamo difenderci dai raggi del sole? A questa e altre domande ha risposto la dottoressa Marzia Baldi, Responsabile dell’Ambulatorio di Dermatologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo, nel corso di una diretta Facebook andata in onda lo scorso 22 maggio.

Dottoressa Baldi, partiamo dall’inizio: che cos’è l’abbronzatura?

«L’abbronzatura è un meccanismo di difesa della nostra pelle, che produce uno strato più scuro della sua superficie così da proteggere meglio le cellule che sono in profondità, quelle più sensibili, il cui danneggiamento potrebbe causare eventuali danni al DNA ed essere alla base di formazione di tumori della pelle».

Fino a quale livello è giusto proteggere la pelle dal sole?

«Ciascuno di noi deve essere in grado di capire il grado di sensibilità della propria pelle al sole. L’obiettivo è evitare le scottature, senza però dimenticare che il sole apporta al nostro organismo anche tanti benefici. Il principale è dovuto al fatto che l’esposizione ai raggi solari contribuisce ad attivare la vitamina D, importante perché fissa il calcio nelle ossa. Un’azione fondamentale per prevenire l’osteoporosi che, se una volta era un problema per lo più legato alle donne in menopausa, oggi riguarda anche persone più giovani, sia uomini sia donne, e addirittura anche i bambini».

Quali sono le pelli più esposte al rischio di danni procurati dall’esposizione ai raggi del sole?

«Il diverso colore della pelle, degli occhi e dei capelli, dal punto di vista scientifico viene distinto in sei gruppi chiamati fototipi. I fototipi più chiari corrispondono alle pelli più chiare, quelle che sono incapaci di produrre grandi quantità di melanina in modo genetico e che per questo sono destinate a scottarsi per prime in caso di esposizione solare. Quelli più scuri, al contrario, sono caratterizzati da una maggiore capacità produttiva di melanina e per questo sono fisiologicamente più attrezzati alla protezione della pelle».

Come abbronzare una pelle delicata senza incorrere in scottature?

«È possibile ottimizzare la pur scarsa produzione di melanina iniziando a esporre la propria pelle anche prima di andare in vacanza. Si tratta di preparare la pelle all’esposizione in modo graduale, utilizzando sempre buone protezioni e favorendo la produzione di melanina anche con l’assunzione di integratori per via alimentare».

La protezione della pelle è una precauzione che deve essere adottata solo da chi ha la pelle più chiara?

«No, lo devono fare tutti. Quelle esposte a maggiori rischi sono le persone con tanti nei, che di solito hanno anche la pelle più chiara e sensibile, ma anche i soggetti con la pelle più scura non devono sottovalutare il problema, perché rischiano anch’esse di scottarsi».

La pelle deve essere protetta anche quando si va in montagna?

«Sì, e in alcune circostanze è necessario addirittura prestare maggiore attenzione rispetto al mare perché l’altitudine aumenta la percezione e l’assorbimento dei raggi sulla nostra pelle. Un’attenzione che va prestata anche quando il cielo è nuvoloso, perché i raggi UVA penetrano attraverso le nuvole».

La corretta routine si deve concludere con l’utilizzo di un doposole?

«L’utilizzo di un buon doposole è fondamentale. Bisogna idratare la pelle per rallentarne l’invecchiamento, mantenerla in salute e donarle il giusto benessere».

 

Le conseguenze di una cattiva esposizione al sole

Tra le conseguenze di una cattiva esposizione al sole ci sono le cosiddette cheratosi attiniche. Di che cosa si tratta, nel dettaglio?

«Le cheratosi attiniche sono danni cronici alla pelle provocate dal sole. Il danno acuto è la scottatura, l’eritema che si sviluppa dopo un’esposizione incauta al sole. Il danno cronico, invece, è l’insieme di tanti danni acuti che si sono sviluppati nel corso degli anni che si manifestano nelle parti del corpo più fotoesposte, con lesioni bianche, sormontate da una squamocrosta, che può dare prurito. Sono tipiche dei fototipi più chiari e sono da non sottovalutare».

Come possono essere dagnosticate le cheratosi attiniche? Serve una visita specialistica? E come possono essere curate?

«Di solito la diagnosi viene fatta da un dermatologo durante una visita specialistica. I metodi di intervento variano a seconda della profondità e del grado di interessamento della superficie cutanea. Si va da trattamenti locali, che il paziente può eseguire da sé a casa propria, a trattamenti medici che vengono eseguiti in ambulatorio e che possono spaziare dall’utilizzo di forze fisiche, come l’elettricità della termocoagulazione, all’utilizzo della luce, come nel caso dei laser, o della luce led, come quando si interviene con una terapia fotodinamica».

Eritema: che cosa deve fare una mamma per proteggere i suoi bambini?

«L’eritema è la prima fase di una scottatura. Nei primi giorni di vacanza i bambini devono essere iperprotetti e nel caso in cui abbiano già sviluppato un eritema non devono essere più esposti al sole. Possono quindi utilizzare indumenti performanti – anti raggi UVA e anti raggi UVB – quando fanno il bagno in mare o in piscina. Può anche essere necessario ricorrere a terapie farmacologiche per contenere un prurito che, nei più piccoli, può essere fastidioso, quasi insopportabile».

Che cosa bisogna fare quando si formano bolle da ustione?

«La bolla è un’ustione di secondo grado che progredisce trasformandosi in crosta, prima di scomparire da sé. Anche in presenza di bolle bisogna evitare l’esposizione al sole. Con il trascorrere degli anni lì dove ci si è scottati si formano le cosiddette lentiggini solari che hanno una caratteristica di benignità e un impatto, quindi di sola natura estetica».

Le conseguenze negative peggiori possono essere i tumori della pelle, come si sviluppano e come possono essere diagnosticati?

«Ci sono tumori della pelle che hanno una forte relazione con le scottature solari. I tumori della pelle fotoindotti sono legati all’effetto dei raggi solari sulle cellule della pelle cosiddette bianche, mentre i melanomi originano dai nei che contengono cellule “scure”. Le più colpite sono le persone adulte o anziane, tendenzialmente nelle parti della pelle più esposte al sole. La diagnosi viene posta durante una visita dermatologica accompagnata da un esame in epiluminescenza, sino all’asportazione ed esecuzione di esame istologico in caso di dubbio».

Come possono essere prevenuti i tumori della pelle?

«Dal punto di vista della prevenzione bisogna investire sui giovani, evitando che si scottino fin dalla tenera età e fare in modo, quindi, che non abbiano conseguenze negative in età adulta o comunque più avanzata».

 

Luoghi comuni, veri o falsi

Le carote fanno abbronzare.

«Le carote sono molto ricche di sali minerali e di vitamine per cui svolgono un’azione globale sul benessere della pelle. Devono dunque essere consumate sempre, indipendentemente dal discorso legato alla prevenzione alle scottature o alla preparazione all’abbronzatura».

L’uso di una crema solare ritarda l’abbronzatura.

«Non sempre è vero: i migliori filtri solari oggi in commercio sono molto performanti e consento di proteggere la pelle dalle scottature senza impedire che questa si abbronzi».

Chi è già abbronzato non si scotta.

«È in parte falso, dipende sempre dal fototipo. Il fatto che siano già un po’ abbronzate, non protegge le pelli più delicate da una lunga esposizione al sole nelle ore centrali della giornata. Un po’ meglio va alle pelli già in origine un po’ più scure, ma questo non significa che queste siano del tutte immuni dal rischio di scottature».

Quando si sta in acqua non ci si abbronza.

«Completamente falso. In acqua il rischio di scottature aumenta perché la sua superficie crea riverbero e contribuisce ad aumentare la portata e quindi gli effetti anche negativi dei raggi UVA e di quelli UVB».

 

Domande provenienti da Facebook

Emilia chiede: Quale genere di protezione devo mettere sulle cicatrici?»

«Dipende dalla fase di guarigione delle stesse cicatrici. Se sono relative a ferite recenti, quindi tendenzialmente sono ancora rosse e quindi in fase di rimodellamento, bisogna proteggerle completamente, evitando del tutto la loro esposizione al sole. Se sono invece cicatrici di ferite di vecchia data, di colorito biancastro, generate mesi o addirittura anni prima, è sufficiente proteggerle con gli stessi accorgimenti utilizzati per il resto della pelle».

Barbara chiede: «Mio figlio, 25 anni, nonostante la protezione 50 si scotta sempre sulle spalle e sulla schiena. La scorsa estate è finito al pronto soccorso con ustioni, impazziva dagli stili che sentiva sulla schiena e ha preso anche l’antistaminico. Che cosa può fare per prevenire questo problema prima di partire per il mare?»

«Per rispondere correttamente bisognerebbe conoscere il fototipo di suo figlio. In generale però, bisogna ricordare che tra l’esposizione al sole e la produzione di melanina, essendo un meccanismo di difesa, trascorrono circa 48 ore. Per questo nei primi giorni di vacanza sarebbe utile esporsi in modo ancor più graduale e attento. Importante è inoltre sapere che non ci si può affidare alla sola protezione alta delle creme. Volendo proteggere la propria pelle è necessario osservare altri accorgimenti fondamentali, come evitare di esporsi nelle ore centrali della giornata – in particolare dalle 11 alle 16 circa –, proteggersi con un cappello, con occhiali da sole e, nelle prime ore se non nei primi giorni, con un abbigliamento anti raggi UVA (che agiscono in profondità) e anti raggi UVB (che colpiscono la superficie della pelle). Importante infine ricordarsi che la crema di protezione deve essere applicata più volte durante la giornata, anche ogni due-tre ore, perché ci sono delle condizioni, come il sudore o l’acqua del mare, che contribuiscono a diminuirne se non escluderne del tutto l’efficacia».

Chiara chiede: «In menopausa occorre prendere maggiori precauzioni?»

«In genere sì. Durante la menopausa i meccanismi che portano alla produzione di melanina tendono a divenire meno performanti per cui è più facile scottarsi. La menopausa si associa inoltre a squilibri di tipo ormonale, per cui in questa fase è meglio porre molta più attenzione alla protezione della pelle, da effettuare sia con schermi fisici sia con schermi clinici».

Sabina chiede: «Mia figlia soffre tantissimo di eritema solare, da sempre. Ormai ha 18 anni ma dopo qualche giorno di sole, nonostante la crema protettiva, esce questo eritema in ogni parte del corpo. Volevo chiedere se c’era qualche metodo preventivo per poter provare a passare un’estate tranquilla».

«Date per assodate e recepite tutte le regole precedentemente elencate, direi che la ragazza potrebbe prepararsi all’estate con integratori a base di antiossidanti e beta carotene, indossare nelle ore centrali gli indumenti anti UVA e UVB e assumere qualche giorno prima dell’esposizione solare degli anti-istaminici per evitare la sintomatologia pruriginosa tipica dell’eritema».