L’alluce valgo è la malattia che porta il dito più grande del piede, l’alluce, ad assumere posizioni innaturali, rivolte verso le altre dita, procurando disagi dal punto di vista estetico ma, soprattutto, forti dolori e difficoltà a camminare.

Una patologia su cui si interviene chirurgicamente, oggi anche con tecniche mini invasive, e che può prevedere l’utilizzo di uno strumento specifico, chiamato divaricatore, cui è affidato il compito di mantenere la giusta distanza tra l’alluce e le altre dita.

Quando e fino a quando è giusto utilizzare il divaricatore?

Una domanda cui ha risposto il dottor Vincenzo Ruggiero Perrino dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo, nella rubrica “Domande & risposte Salute” del settimanale “Viversani & Belli”.

 

Ecco un riassunto della risposta:

«L’uso del divaricatore viene disposto dal medico ortopedico che abbia riscontrato la presenza di alluce valgo nel corso di una visita specialistica ortopedica. In quel contesto lo specialista procede a una valutazione baropodometrica, che permette di verificare se i piedi sono appoggiati a terra in modo corretto.

Nel caso in cui vi sia uno scompenso nell’appoggio, dovuto ad alluce valgo, il medico può consigliare l’uso di un divaricatore, da posizionare tra alluce e indice nelle fasi iniziali del disturbo e in tutto il periodo che precede l’intervento chirurgico.

Il divaricatore non è dunque in grado di guarire il piede valgo: il suo compito è semplicemente quello di ridurne i sintomi – insieme all’uso di farmaci antidolorifici e antinfiammatori, o di terapie come ultrasuoni e onde d’urto sempre su indicazione del medico – in attesa che venga eseguito il necessario intervento di correzione delle deformità».