Patologie della valvola mitrale

Che cosa sono le patologie della valvola mitrale?

Si è in presenza di patologia mitralica quando la valvola mitrale, cioè la valvola d’ingresso del sangue per la parte sinistra del cuore, presenta una stenosi (restringimento) o una insufficienza (perdita).

Per capire quali siano le conseguenze delle due situazioni, occorre ricostruire il percorso effettuato dal sangue. Questo giunge al cuore attraverso il circolo polmonare dove il sangue si è arricchito di ossigeno, proprio attraverso la valvola mitrale che, quando è aperta, consente il flusso del sangue nella camera principale di pompaggio del cuore, il ventricolo sinistro. Richiudendosi, la valvola impedisce che il sangue torni ai polmoni quando il ventricolo si contrae per pompare il sangue nell’organismo.

L’intervento chirurgico può essere necessario quando la valvola mitrale si apre o si chiude in modo non corretto. Quando questa è troppo stretta (stenotica) non lascia entrare il sangue nel ventricolo, causando una congestione di sangue nel circolo polmonare. Per questo nei momenti in cui il soggetto compie azioni che richiedono sforzi di particolare intensità il cuore non riesce ad aumentare – come l’organismo richiederebbe – la quantità di sangue da pompare, sovraccaricando il circolo polmonare con il rischio di edema polmonare.

Se, al contrario, i lembi della valvola mitralica non si chiudono correttamente nel momento in cui il ventricolo pompa il sangue in periferia, si dice che la valvola perde (è insufficiente). In questo caso il sangue tende a tornare indietro, nei polmoni, ogni volta che c’è una contrazione del cuore, che per questo fatto è costretto a pompare più sangue per cercare di mantenere la giusta quantità da distribuire all’organismo. Il risultato è il cosiddetto “sovraccarico di volume” del cuore, che può essere portato avanti per mesi e anni senza avere sintomi, fino a quando l’insufficienza si sviluppa lentamente e progressivamente.

 

A che cosa ci si riferisce quando si parla di “rigurgito” della valvola mitrale?

È una situazione che si crea quando la valvola non si chiude ermeticamente consentendo al sangue pompato verso la periferia di tornare nel cuore. Il rigurgito della valvola mitrale può anche essere definito insufficienza mitralica o incompetenza mitrale. Tra i suoi sintomi ci sono la dispnea e una sensazione di stanchezza diffusa. Nei casi più gravi può essere richiesto l’intervento chirurgico per riparare o sostituire la valvola.

 

Quali sono le cause delle patologie della valvola mitrale

Le patologie che riguardano la valvola mitrale sono, per la maggior parte dei casi, causate dal logorio delle valvole che può essere generato con il trascorrere dell’età.

Ma questa malattia degenerativa può riguardare persone giovani, anche a causa di febbri reumatiche o da infezioni o endocarditi batteriche, che colpiscono cioè il tessuto che riveste le cavità e le valvole del cuore.

La valvola mitrale può inoltre essere danneggiata in seguito a patologie del ventricolo sinistro come conseguenza di infarto miocardico (mitrale ischemica) e, anche se in rari casi, può avere un’origine congenita, in seguito a un difetto, cioè, presente fin dalla nascita.

 

Quali sono i sintomi delle patologie della valvola mitrale?

Chi è affetto da stenosi (restringimento) della valvola mitralica, e quindi gode di una minore quantità di cuore pompato dal cuore nell’organismo, può soffrire vari sintomi, il primo del quale è la difficoltà di respirare correttamente (dispnea), a causa del sovraccarico di sangue nei polmoni. Un altro sintomo causato da questa patologia è l’insorgenza di aritmie cardiache, come la fibrillazione atriale, causate da dilatazione dell’atrio sinistro (la camera a monte del ventricolo sinistro).

Gli stessi sintomi – mancanza di respiro e debolezza (astenia) – sono mostrati nel caso in cui le valvola non si chiuda correttamente, quando il cuore non è più in grado di sostenere, aumentando la sua azione di pompaggio, la “perdita” di sangue e il suo ritorno da dove è arrivato, cioè nei polmoni. Se non si procede per tempo, a lungo andare il danneggiamento del cuore, in questo caso, può diventare irreversibile.

 

Come possono essere diagnosticate le patologie della valvola mitrale?

La diagnosi di patologia mitralica viene effettuata con l’ecocardiografia cardiaca.

 

Come possono essere curate chirurgicamente le patologie della valvola mitrale?

In presenza di patologie della valvola mitrale, interventi chirurgici effettuati prima che la degenerazione della valvola abbia raggiunto livelli preoccupanti possono prevenire il danneggiamento irreversibile del cuore.

In molti casi nella fase iniziale della malattia il trattamento farmacologico può alleviare notevolmente i sintomi. Quando invece la disfunzione della valvola mitrale raggiunge avanzati gradi di gravità, è indicato l’intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico di riparazione o sostituzione della valvola mitrale può consistere a seconda del caso in un intervento di sternotomia, di cardiochirurgia minivasva o di chirurgia robotica. Il tipo di intervento viene deciso, qualora si sia diagnosticata un’insufficienza severa, dopo una accurata valutazione pre-operatoria che si avvale sia di tecniche non invasive (ecocardiografia) che invasive (coronarografia, cateterismo cardiaco).

Spesso la valvola è talmente danneggiata da richiedere la sua sostituzione. In altri casi può essere semplicemente riparata. La riparazione della valvola nativa è riservata principalmente a casi di insufficienza mitralica. La maggior parte delle riparazioni però viene eseguita quando si presenta il caso di una malattia degenerativa, che porta a una rottura o a un allungamento dei componenti della valvola. In questo caso si può procedere alla rimozione dei segmenti rotti e all’accorciamento di quelli allungati, piazzando corde sintetiche al posto di quelle rotte o allungate.

In caso di stenosi mitralica l’intervento effettuato più di frequente è la sostituzione valvolare mitralica (con bioprotesi o protesi meccanica). La plastica mitralica è riservata a taluni casi, nello specifico quando i lembi mitralici sono talmente danneggiati (ispessiti e rigidi) dalla patologia reumatica da rendere difficile e poco efficace la riparazione.

La sostituzione deve essere disposta quando le riparazioni non sono in grado di assicurare una guarigione. Questo succede quando a causa di una malattia reumatica la mitrale risulta tanto danneggiata da dover essere sostituita con una protesi valvolare artificiale. In linea generale, sono disponibili due tipi di valvole artificiali: le valvole meccaniche, composte da metallo e/o carbonio pirolitico e le valvole biologiche, fatte con tessuti animali.

Detto che la scelta del tipo di valvola da utilizzare è una scelta da effettuare insieme al medico in base all’età, alle condizioni mediche e allo stile di vita della persona malata, bisogna dire che le due soluzioni presentano vantaggi e svantaggi che ben vanno vagliati al momento della scelta. Le protesi meccaniche hanno una durata pressoché permanente, ma in virtù dell’alto rischio tromboembolico si rende necessaria la terapia con anticoagulanti a vita. Le valvole biologiche non richiedono una terapia anticoagulante a vita, non presentando un così alto rischio tromboembolico, ma sono di durata limitata che varia a seconda dell’età.

Dopo un intervento che prevede l’impianto di una protesi si può riacquistare una qualità di vita soddisfacente e il recupero funzionale ha una probabilità di successo vicina al 96% dei casi. È importante però che l’intervento non sia compiuto troppo avanti nel tempo, per evitare disfunzione del ventricolo sinistro dovuto a patologia mitralica non trattata, con conseguente aumento del rischio intra e peri-operatorio e un più difficile recupero nel postoperatorio.

Sia la riparazione, sia la sostituzione della valvola mitrale sono interventi che vengono eseguiti dal cardiochirurgo.

 

Area medica per le patologie della valvola mitrale

Per avere maggiori informazioni sulle patologie della valvola mitralica, rivolgersi al Centro Cardio di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Per maggiori informazioni visitare l’area medica di riferimento