Tiroidectomia

Che cos’è la tiroidectomia?

La tiroidectomia è l’intervento chirurgico che viene eseguito sulla tiroide e che si distingue, nello specifico, in:

  • tiroidectomia totale, quando prevede l’asportazione completa della tiroide
  • tiroidectomia sub totale, in cui si lascia una striscia di tessuto tiroideo di 2-4 g nella porzione supero-laterale del lobo tiroideo
  • tiroidectomia quasi totale, in cui si lascia 1 g di tessuto tiroideo sulla faccia posteriore del lobo tiroideo
  • emitiroidectomia o lobectomia o istmolobectomia, quando si procede con l’asportazione di metà tiroide.

Quando viene eseguita la tiroidectomia?

La tiroidectomia totale, in caso di tumore della tiroide accertato con esame citologico o fortemente sospetto, va effettuata con ogni sforzo per asportare tutto il tessuto tiroideo, senza residui grossolani o macroscopici, anche se in alcuni casi la dissezione accurata del nervo laringeo può risultare estremamente complicata, rendendo a volte impossibile effettuare una vera tiroidectomia totale. Quindi, talora, la distinzione tra tiroidectomia totale o quasi-totale, non dipende solo dall’intenzione del chirurgo ma anche dalla particolare situazione anatomica della tiroide di quel dato paziente.

La tiroidectomia sub totale o quasi totale rappresenta il trattamento di scelta nel gozzo multinodulare e diffuso e nella Malattia di Graves-Basedow perché, non lasciando tessuto tiroideo in sede, non espone al rischio di recidiva di gozzo o di ipertiroidismo e, di conseguenza, al rischio di reintervento che, dopo una lobectomia sub totale, è gravato da una incidenza di complicanze significativamente più alta della tiroidectomia totale primaria.

Il tasso di complicanze, in caso di tiroidectomia totale, è sostanzialmente uguale a quello della tiroidectomia sub totale, se eseguito da chirurghi esperti, con una corretta tecnica operatoria che prevede l’individuazione del nervo ricorrente per tutto il suo decorso e la conservazione accurata della vascolarizzazione delle paratiroidi.

Come viene eseguita la tiroidectomia?

  • chirugia tradizionale tiroide: la tiroidectomia prevede che il paziente sia sedato con anestesia totale e che durante l’intervento siano monitorati alcuni suoi valori come la pressione sanguigna, il battito cardiaco e i livelli di ossigeno nel sangue
  • chirurgia endoscopica mini invasiva (MIVAT): l’esecuzione della tiroidectomia endoscopica mininvasiva prevede che sia eseguita una piccola incisione sul collo per l’inserimento dell’endoscopio, dotato di telecamera e dello strumento con cui viene eseguita l’endoscopia. Il chirurgo opera attraverso la visualizzazione della situazione interna su un monitor. Questa procedura è utilizzabile solo in un numero limitato di pazienti. Il vantaggio è una riduzione del dolore post operatorio e una riduzione della degenza.

Le indicazioni alla chirurgia mini-invasiva sono dettate dalle dimensioni dei noduli (< 30-35 mm) e dal volume della tiroide (< 30 mL). In genere solo il 10-15% delle tiroidectomie si possono avvalere di questa chirurgia.

La tiroidectomia prevede una preparazione specifica?

La tiroidectomia viene eseguita in regime di anestesia totale. Per questo il paziente, dalla mezzanotte del giorno precedente all’intervento, deve osservare un digiuno totale.

I pazienti affetti da ipertiroidismo che si sottopongono a un intervento di tiroidectomia dovranno sottostare a un trattamento farmacologico che li renda eutiroidei prima dell’intervento.

La tiroidectomia ha controindicazioni?

No, la tiroidectomia non ha controindicazioni, a parte, subito dopo la conclusione dell’intervento e per alcune ore, un possibile leggero indolenzimento del collo e l’abbassamento della voce.

Il paziente dopo l’intervento è ricoverato per uno o due giorni prima di essere dimesso e può tornare alle sue attività quotidiane nel giro di una decina di giorni.

Nel caso in cui vi sia stata la rimozione totale della tiroide il paziente dovrà assumere ormoni tiroidei sintetici per il resto della sua vita.