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Prevenzione: quali esami possono essere utili prima dei 45anni

Prendersi cura della propria salute significa conoscere i principali elementi che aiutano a valutare il proprio stato di benessere e a individuare eventuali fattori di rischio.

Anche in assenza di sintomi, alcune patologie possono svilupparsi in modo silenzioso. Pressione arteriosa, glicemia o colesterolo al di fuori dei valori raccomandati, ad esempio, possono non dare segnali evidenti per anni.

Per questo, prima dei 45 anni, è utile confrontarsi con il proprio medico di fiducia per definire quali controlli siano appropriati in base all’età, alla familiarità e allo stile di vita.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Stefano Rodolfi, medico dell’unità di Medicina di Humanitas Gavazzeni.

La pressione arteriosa

La misurazione della pressione arteriosa è uno dei controlli più semplici per valutare il proprio stato di salute.

In generale, valori intorno a 120/80 mmHg possono essere considerati ottimali, così come valori che si mantengono stabilmente elevati, soprattutto se pari o superiori a 140/90 mmHg, meritano un confronto con il medico.

La pressione alta, o ipertensione arteriosa sistemica, spesso non provoca sintomi e può essere individuata solo attraverso una misurazione. Nei rari casi in cui risulti sintomatica, possono comparire sintomi come:

  • mal di testa
  • sensazione di testa pesante
  • disturbi della vista.

La pressione bassa può invece manifestarsi con:

L’ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare ed è spesso asintomatica, motivo per cui può rimanere non diagnosticata per molti anni.

La glicemia

La glicemia misura la quantità di glucosio presente nel sangue. Il glucosio è uno zucchero semplice che deriva dalla digestione di carboidrati introdotti con la dieta e rappresenta una fonte di energia importante per il nostro organismo.

Il suo livello viene regolato principalmente da due ormoni:

  • l’insulina, che aiuta il glucosio a entrare nelle cellule e ne riduce la quantità nel sangue
  • il glucagone, che ne favorisce il rilascio quando l’organismo ne ha bisogno.

Dopo i pasti la glicemia aumenta naturalmente, per poi tornare ai valori abituali nelle ore successive.

L’esame della glicemia viene eseguito con un semplice prelievo di sangue, generalmente a digiuno. I valori di riferimento possono variare in base all’età e alla situazione clinica del singolo paziente. Per questo è importante leggere il referto insieme al medico, che può interpretare il risultato nel contesto della storia personale e degli eventuali fattori di rischio, come familiarità per diabete, sovrappeso o sedentarietà.

Profilo lipidico

Il controllo del profilo lipidico contribuisce alla stima del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, e si può valutare con un semplice prelievo del sangue. In particolare, esso permette di valutare i livelli di:

  • colesterolo LDL, spesso definito “colesterolo cattivo”, che trasporta il colesterolo dal fegato ai tessuti e che, quando presente in quantità elevate, può favorire il deposito di grassi nelle pareti delle arterie e la formazione di placche aterosclerotiche
  • colesterolo HDL, che contribuisce al trasporto del colesterolo in eccesso dai tessuti al fegato, dove può essere eliminato, oltre ad esercitare azioni antiossidanti e antinfiammatorie a livello della parete vascolare. Per questo è considerato un fattore favorevole per la salute cardiovascolare, anche se il rischio dipende dall’insieme del profilo lipidico e degli altri fattori di rischio
  • trigliceridi, che rappresentano la principale forma di deposito dei grassi nell’organismo e costituiscono un’importante fonte di energia. Dopo un pasto i loro livelli aumentano fisiologicamente, ma quando rimangono elevati nel tempo possono essere associati a un maggiore rischio cardiovascolare, soprattutto quando si associano ad altri fattori di rischio, oltre ad aumentare il rischio di pancreatite se molto elevati.

Mantenere il profilo lipidico sotto controllo, passa anche dalle abitudini quotidiane: seguire un’alimentazione equilibrata, praticare regolarmente attività fisica e non fumare sono comportamenti che contribuiscono alla prevenzione della salute cardiovascolare.

Emocromo

L’emocromo è uno degli esami del sangue più richiesti e permette di valutare le principali cellule presenti nel sangue:

  • i globuli rossi, che trasportano l’ossigeno ai tessuti, legato all’emoglobina contenuta al loro interno
  • i globuli bianchi, coinvolti nella difesa dell’organismo
  • le piastrine, fondamentali per la coagulazione del sangue.

Pur non essendo un esame di screening raccomandato per tutta la popolazione in assenza di indicazioni specifiche, può fornire informazioni utili sullo stato generale di salute e contribuire a individuare condizioni come anemia, infezioni, infiammazioni o alterazioni della produzione delle cellule del sangue.

L’interpretazione dei risultati deve sempre essere effettuata dal medico, tenendo conto della storia clinica, degli eventuali sintomi e degli altri esami eseguiti

Esami per la salute di fegato e reni

Gli esami del sangue possono includere alcuni marcatori utili per valutare le alterazioni a livello di fegato e reni. Questi organi svolgono funzioni importanti per l’equilibrio dell’organismo e possono risentire di condizioni come diabete, ipertensione, sovrappeso, infezioni croniche, consumo eccessivo di alcol o assunzione di alcuni farmaci.

La valutazione del danno e della funzionalità epatica e renale non è uguale per tutti e può non essere determinata dai soli esami del sangue: il medico può indicare gli esami più appropriati in base alla storia clinica, ai sintomi e agli eventuali fattori di rischio.

Controlli personalizzati

In conclusione, quando si parla di prevenzione, non esiste un elenco di esami e visite valido allo stesso modo per tutti. Ogni persona ha una storia clinica, abitudini e fattori di rischio diversi: per questo i controlli devono essere definiti in base alle caratteristiche individuali, all’età, alla familiarità e allo stile di vita.

Prima dei 45 anni, una prima valutazione dei principali parametri di salute può essere utile per conoscere il proprio stato di benessere, individuare eventuali fattori di rischio e programmare, insieme al medico, eventuali controlli successivi. Un percorso personalizzato consente di intervenire tempestivamente quando necessario e può prevedere, in base alle esigenze dei singoli, anche il coinvolgimento di specialisti come cardiologo, diabetologo o nutrizionista.

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