L’artrosi è una patologia degenerativa che colpisce le articolazioni, in particolare l’anca e il ginocchio. È una condizione molto diffusa soprattutto con l’avanzare dell’età, ma che può interessare anche persone più giovani a causa di fattori genetici, sovraccarichi funzionali o attività sportive particolarmente intense.
Quando le terapie conservative non sono più efficaci, la chirurgia protesica rappresenta oggi una soluzione sicura ed efficace, sempre più orientata verso tecniche mini-invasive.
Ne parliamo con il dottor Augusto Palermo, responsabile della Chirurgia Protesica Anca e Ginocchio di Humanitas Gavazzeni a Bergamo.
Cos’è l’artrosi dell’anca e del ginocchio
L’artrosi di anca (coxartrosi) e l’artrosi del ginocchio (gonartrosi) corrispondono a un progressivo deterioramento della cartilagine articolare che provoca dolore e difficoltà nei movimenti quotidiani.
Nel caso dell’anca, il dolore si localizza tipicamente all’inguine e può irradiarsi alla coscia, rendendo difficili azioni semplici come allacciarsi le scarpe o accavallare le gambe.
Per il ginocchio, invece, i sintomi principali sono: gonfiore, dolore durante il carico e, nei casi più avanzati, alterazioni dell’allineamento dell’articolazione.
Quando è necessario l’intervento chirurgico
Il percorso di cura dell’artrosi prevede inizialmente trattamenti conservativi, come:
- terapia farmacologica
- infiltrazioni articolari
- fisioterapia.
Quando queste soluzioni non riescono più a controllare il dolore o a garantire una buona qualità di vita, si prende in considerazione l’intervento chirurgico di sostituzione protesica.
Protesi di anca e ginocchio: interventi mini-invasivi
Negli ultimi anni, la chirurgia protesica ha compiuto importanti progressi. Oggi gli interventi di sostituzione articolare vengono eseguiti con tecniche mini-invasive, che offrono numerosi vantaggi:
- minore trauma per i tessuti
- riduzione del dolore post-operatorio
- cicatrici più piccole e migliori risultati estetici
- recupero funzionale più rapido
- ritorno precoce alle attività quotidiane.
Le protesi moderne, inoltre, sono progettate per essere sempre più conservative e adattarsi sempre più all’anatomia del paziente.
Un approccio personalizzato per ogni paziente
La chirurgia protesica moderna non è solo tecnologicamente avanzata, ma anche sempre più personalizzata. Ogni paziente viene valutato in modo approfondito per individuare il percorso più adatto, al fine di garantire sicurezza, efficacia e il miglior risultato possibile in termini di qualità della vita.
L’obiettivo finale è uno: tornare a muoversi senza dolore, in modo rapido e duraturo.
Fast Track: un recupero più rapido e sicuro
Un altro elemento chiave dell’innovazione chirurgica è il protocollo Fast Track (“percorso rapido”), che punta a ottimizzare tutte le fasi dell’intervento e del recupero.
Questo approccio riduce al minimo i microtraumi legati alla chirurgia e semplifica il decorso post-operatorio grazie a:
- eliminazione dei drenaggi
- riduzione o assenza di punti di sutura tradizionali
- utilizzo di colle cutanee avanzate
- mobilizzazione precoce del paziente.
Il risultato è una degenza più breve e un ritorno più veloce alla normalità.
Guarda il video del dottor Augusto Palermo:

