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Tumore alla prostata, approccio multidisciplinare in convegno il 23 maggio in Humanitas Gavazzeni

Il tumore alla prostata è oggi una delle principali sfide dell’oncologia maschile. La complessità delle opzioni diagnostiche e terapeutiche che riguardano questa patologia richiede un approccio integrato, multidisciplinare, in cui urologo, radioterapista e oncologo medico collaborano per offrire percorsi personalizzati e basati sulle più recenti opzioni scientifiche.

A partire dalla diagnosi per arrivare all’imaging avanzato e alle terapie chirurgiche, radioterapiche e sistemiche, il percorso di cura si articola in diverse fasi, sempre più coordinate tra loro.

Di tutto questo si parlerà nel convegno “Gestione multidisciplinare della neoplasia prostatica dal sospetto diagnostico alla terapia integrata: il percorso del paziente con neoplasia prostatica è un lavoro di squadra” – organizzato da Humanitas Gavazzeni e in programma sabato 23 maggio nell’Auditorium di Villa Elios – il cui Comitato Scientifico è composto dai seguenti medici: Angelo Porreca, Rosario Mazzola, Giovanni Luca Ceresoli e Luca Di Gianfrancesco.

Quali sono i segnali del tumore alla prostata?

Nella maggior parte dei casi il tumore prostatico è asintomatico nelle fasi iniziali e viene diagnosticato grazie al dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) e alla visita urologica. I sintomi, come difficoltà urinarie o dolore osseo, compaiono generalmente in fase avanzata. Per questo la prevenzione e i controlli periodici sono fondamentali, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di familiarità.

Che tipo di tumore è quello alla prostata?

Ci sono varie forme di neoplasia prostatica. Spesso si tratta di tumori a basso grado di aggressività, caratterizzati da una crescita molto lenta. In queste situazioni non è necessario intervenire subito con chirurgia o radioterapia: si può optare per la cosiddetta “sorveglianza attiva”, un percorso che permette di monitorare la malattia nel tempo mantenendo l’integrità fisica del paziente.

In che cosa consiste la sorveglianza attiva?

È un protocollo di controlli periodici che include il dosaggio del PSA ogni tre mesi, la visita urologica con esplorazione rettale ogni sei mesi e la risonanza magnetica prostatica da eseguirsi secondo indicazione specialistica. Questo approccio consente di intervenire solo se la malattia mostra segni di progressione.

Qual è l’approccio terapeutico per tumori alla prostata più significativi?

Nei tumori alla prostata a rischio intermedio-alto si ricorre in genere alla chirurgia robotica o alla radioterapia. È fondamentale un approccio multidisciplinare: in Humanitas Gavazzeni ogni caso viene discusso da un team dedicato, così da poter individuare la strategia più appropriata in base alle caratteristiche della neoplasia e alle esigenze del singolo paziente.

La chirurgia robotica ha cambiato la gestione di queste patologie. Quali sono le principali innovazioni?

La robotica, utilizzata a supporto dell’attività del chirurgo, consente interventi estremamente precisi per tumori della prostata. In particolare, il sistema Da Vinci Single Port rappresenta un’evoluzione significativa: permette di operare attraverso un’unica incisione di circa 3 centimetri, riducendo l’impatto sul paziente.

Quali vantaggi offre l’utilizzo del robot?

I benefici includono:

  • minore dolore post-operatorio
  • riduzione del sanguinamento
  • degenza più breve
  • recupero funzionale più rapido.

Ma soprattutto consente una chirurgia oncologica di alta qualità, con grande attenzione agli esiti funzionali. L’obiettivo non è solo rimuovere il tumore, ma garantire al paziente una buona qualità di vita anche dopo l’intervento. Le tecniche moderne consentono, quando possibile, di risparmiare le strutture nervose coinvolte nell’erezione, riducendo significativamente il rischio di effetti collaterali permanenti.

Come si trattano, invece, le forme più avanzate di tumore alla prostata?

Nei casi localmente avanzati o metastatici si adotta un approccio multimodale che integra chirurgia, radioterapia e terapie sistemiche oncologiche. La gestione è condivisa tra diverse specialità e può includere anche l’accesso a studi clinici con farmaci innovativi, che offrono nuove prospettive di trattamento e controllo della malattia.

Il convegno in Humanitas Gavazzeni sulla neoplasia prostatica

Il convegno organizzato da Humanitas Gavazzeni per il 23 maggio 2026 propone un viaggio attraverso le fasi del percorso clinico multidisciplinare del paziente con tumore prostatico, con una sessione dedicata al dialogo tra clinici e associazioni di pazienti e una sessione finale dedicata alla discussione di casi reali.

Un appuntamento dedicato al confronto tra specialisti, accreditato ECM e rivolto a medici di medicina generale, medici specialisti di Urologia, Radioterapia, Radiodiagnostica, Oncologia, Medicina Nucleare, Anatomia Patologica, Chirurgia Generale, Psicologi, Infermieri, Tecnici Sanitari Radiologia Medica.

Il convegno: informazioni e iscrizione

Sabato 23 maggio 2026, ore 9.30
Auditorium Villa Elios Humanitas Gavazzeni – Via Mauro Gavazzeni 21, Bergamo
“Gestione multidisciplinare della neoplasia prostatica dal sospetto diagnostico alla terapia integrata: il percorso del paziente con neoplasia prostatica è un lavoro di squadra”

Scarica qui la brochure di presentazione del convegno.

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