I reni hanno la fondamentale funzione di produrre l’urina, il liquido tramite cui il nostro organismo elimina parte delle scorie trasportate dal sangue.

Le accortezze per mantenerli in salute sono molte. In occasione della Giornata Mondiale del rene, in programma per giovedì 14 marzo 2019, scopriamole insieme al dottor Giulio Mingardi, responsabile dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Le malattie renali possono essere prevenute?

«Sì, con la diagnosi precoce. Come molte altre patologie, quelle renali sono spesso asintomatiche. Ciò significa che quando si manifestano sono già per lo più sviluppate. Per questo motivo è importante sottoporsi periodicamente a esami di urine ed esami del sangue. Può contribuire a scoprire una malattia renale anche la misurazione della pressione, visto che un danno renale può essere determinato anche dall’ipertensione. La pressione ottimale per persone in salute è uguale o inferiore a 130/80. Per chi soffre diabete, invece, è fondamentale che sia inferiore a questi valori».

Quali comportamenti dobbiamo rispettare per mantenere i reni in salute?

«Bisogna tenere sotto controllo il proprio stile di vita. Innanzitutto, niente fumo. E poi cercare di seguire una dieta che non sia troppo ricca di zuccheri, sale, grassi e calorie. Importante è anche bere molto. L’obiettivo deve essere quello di mantenere il proprio peso entro dei livelli “normali”, cosa che può, anzi deve, essere fatta anche mediante lo svolgimento di attività fisica. Tra gli effetti negativi dell’obesità c’è anche quello di provocare dei problemi ai reni. Da evitare, infine, è l’utilizzo prolungato di medicinali che possono rivelarsi tossici per i reni, come gli antinfiammatori e gli analgesici».

I soggetti a rischio di malattie dei reni che cosa devono fare, in più?

«Sono molte le condizioni che possono essere alla base di una malattia ai reni. Si va dalla presenza di diabete all’obesità, dall’età superiore ai 60 anni alla familiarità, dall’ipertensione arteriosa, a ostruzioni o infezioni delle vie urinarie. In tutti questi casi bisogna prestare ancora maggiore attenzione a eventuali sintomi, come pressione sanguigna alta o colore differente delle urine. Inoltre, si devono svolgere degli esami con maggiore cadenza, anche semestrale, quando il rischio è elevato. Chi soffre di diabete, infine, oltre a tutte queste accortezze, deve controllare con una certa frequenza i livelli di glicemia e di emoglobina glicata».