Con “Breast Unit” si indica un modello di assistenza specializzato composto da più unità operative – senologia, oncologia, radioterapia, radiologia, medicina nucleare, anatomia patologica, psicologia genetica, breast care nurse, case manager e data manager – che in sinergia tra loro si occupano della diagnosi e del trattamento del tumore alla mammella.

Lo scambio di informazioni e le discussioni condivise, che riguardano ogni singolo caso trattato da una Breast Unit, consentono di mettere in atto il migliore piano terapeutico, aumentare le probabilità di successo delle cure e ridurre al minimo gli effetti collaterali dei farmaci utilizzati per la cura.

È dimostrato che quando un tumore al seno viene curato all’interno di una Breast Unit c’è una riduzione del 18% della mortalità a 5 anni.

Numeri positivi riguardano anche i benefici psicologici che derivano da una migliore qualità della vita delle pazienti, che sentono di essere curate a 360°, e da un utilizzo più razionale ed efficace delle risorse.

L’interdisciplinarietà rappresenta la forza delle Breast Unit: l’interconnessione tra i vari specialisti consente di rispondere in modo concreto e immediato alle esigenze delle pazienti nel rispetto delle norme emanate dal Parlamento italiano e da quello europeo in ambito di patologia mammaria.

 

Requisiti obbligatori e requisiti minimi

In base alle normative esistenti, per essere classificati come Breast Unit, i centri di Senologia devono:

  • Individuare e formalizzare un team di professionisti dedicati
  • individuare un coordinatore clinico tra i medici dell’équipe
  • trattare almeno 150 casi all’anno
  • avere adottato delle linee guida per la diagnosi, per il trattamento e per la riabilitazione
  • essere dotati di un database condiviso dai vari specialisti per la gestione dei dati clinici
  • effettuare sistematicamente valutazioni delle performance
  • svolgere attività formative all’interno dell’équipe di lavoro
  • collaborare con progetti di ricerca nazionali e internazionali.

 

Breast Unit, riferimenti normativi

Fin dal 1998 – nel corso della prima European Breast Cancer Conference di Firenze – è stata sottolineata l’esigenza della cura di donne portatrici di tumore al seno da parte di team multidisciplinari.

Un appello che è stato raccolto nel 2003 dal Parlamento Europeo che in una sua Raccomandazione ha stabilito che tutte le donne europee dovessero essere curate in una rete di Centri multidisciplinari certificati secondo i requisiti dell’European Society of Breast Cancer Specialist.

Lo stesso Parlamento Europeo nel 2006 ha invitato tutti gli Stati membri a costituire entro il 2016 “centri multidisciplinari per la cura del tumore della mammella”.

In Italia la situazione delle Breast Unit varia da regione a regione. In alcune di queste – Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Provincia di Bolzano – le normative che stabiliscono i criteri e l’organizzazione di Breast Unit sono state adottate da tempo. In altre non lo sono ancora, pur essendo presenti sul loro territorio percorsi di cura e centri assimilabili alle Breast Unit.

Il documento di riferimento a livello nazionale è quello delle “Linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia” emanato nel dicembre del 2014. Approvato dall’Intesa Stato-Regioni, questo documento stabilisce i requisiti essenziali che un percorso diagnostico-terapeutico deve possedere per poter essere definito Breast Unit.

 

La collaborazione con le organizzazioni di volontariato

Le Breast Unit operano in stretta collaborazione con le organizzazioni di volontariato.

In molti casi queste operano direttamente all’interno degli ospedali. È ciò che succede, ad esempio, in Humanitas Gavazzeni, dove a fianco dell’Unità di Senologia/Breast Unit diretta dal dottor Massimo Grassi svolge la sua attività l’associazione “Amiche per mano”, composta da donne che hanno vissuto un’esperienza di tumore al seno e che offrono sostegno psicologico, morale e materiale alle pazienti in cura.

 

L’iniziativa “Sorrisi in Rosa” in Humanitas Gavazzeni

Ottobre è il mese della prevenzione senologica e la Breast Unit di Humanitas Gavazzeni, insieme agli altri ospedali del Gruppo Humanitas è protagonista dell’iniziativa “Sorrisi in Rosa”, giunta alla sua quarta edizione.

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