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Maggio, mese delle patologie gastrointestinali eosinofile

Maggio è il mese dedicato alla sensibilizzazione sulle patologie gastrointestinali eosinofile, malattie infiammatorie croniche ancora poco conosciute ma in costante aumento anche in Italia. Tra queste, la forma più diffusa è l’esofagite eosinofila (EoE), una patologia che interessa l’esofago e che, se non riconosciuta tempestivamente, può compromettere in modo significativo la qualità di vita dei pazienti.

Per promuovere una maggiore consapevolezza e favorire diagnosi più precoci, venerdì 15 maggio 2026 in Humanitas Gavazzeni, dalle ore 8.30 alle 14.30 presso l’ingresso dell’edificio C, sarà presente un punto informativo dedicato ai cittadini e ai pazienti. Saranno presenti la dottoressa Francesca Racca, allergologa, e il dottor Alessandro De Marco, gastroenterologo, referenti dell’ambulatorio multidisciplinare dedicato all’esofagite eosinofila dell’ospedale, insieme all’Associazione ESEO Italia, impegnata nel supporto e nell’orientamento dei pazienti verso i principali Centri di riferimento.

Che cos’è l’esofagite eosinofila?

L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da un accumulo anomalo di eosinofili, cellule del sistema immunitario normalmente coinvolte nelle reazioni allergiche.

La presenza di queste cellule provoca un’infiammazione dell’esofago che può alterarne la funzionalità e rendere difficoltoso il passaggio del cibo.

Si tratta di una patologia sempre più frequente, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, spesso associata ad altre condizioni allergiche come dermatite atopica, asma, rinite allergica o allergie alimentari.

Esofagite eosinofila: i sintomi da non sottovalutare

Il sintomo più caratteristico è la disfagia, cioè la difficoltà a deglutire, soprattutto gli alimenti solidi. I pazienti possono inoltre avvertire la sensazione di cibo bloccato in gola o dietro lo sterno, episodi di reflusso gastroesofageo, dolore toracico o bruciore persistente.

Nei bambini i sintomi possono essere meno specifici e includere nausea, vomito, dolore addominale, scarso appetito o rifiuto del cibo.

Come si diagnostica l’esofagite eosinofila

La diagnosi dell’esofagite eosinofila richiede una valutazione specialistica gastroenterologica e l’esecuzione di una gastroscopia con biopsie esofagee.

L’esame istologico consente infatti di identificare la presenza degli eosinofili nel tessuto dell’esofago e di distinguere questa patologia da altre condizioni con sintomi simili, come il reflusso gastroesofageo.

I trattamenti disponibili

Oggi sono disponibili diverse strategie terapeutiche, personalizzate in base alle caratteristiche cliniche del paziente e alla gravità della malattia.

Le opzioni di trattamento includono:

  • terapie farmacologiche
  • diete di eliminazione mirate
  • farmaci biologici nei casi più complessi o refrattari.

Fondamentale è l’approccio multidisciplinare, che coinvolge gastroenterologi e allergologi, per garantire un percorso diagnostico e terapeutico completo, aggiornato e personalizzato.

Allergologia E Immunologia Clinica
Malattie dell'Apparato Digerente
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