L’asma è una malattia cronica infiammatoria che interessa i bronchi di circa il cinque per cento degli italiani. È una condizione di cui si parla in particolare nel periodo primaverile, quando c’è larga diffusione di pollini nell’aria, ma che meriterebbe attenzione anche nel resto dell’anno.
Ne parliamo con il dottor Marco Mura, pneumologo con una lunga esperienza all’estero, che da poco è alla guida dell’Unità di Pneumologia di Humanitas Gavazzeni a Bergamo.
Che cos’è l’asma?
L’asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi, su base immunologica e non infettiva. I bronchi dell’asmatico presentano una condizione di iperreattività: rispondono in modo esagerato a stimoli del tutto normali per gli altri, come
- pollini
- polvere
- sbalzi di temperatura
- sforzo fisico
- infezioni
- emozioni intense.
Il risultato è un broncospasmo, cioè un restringimento reversibile delle vie aeree, che spesso viene accompagnato da una sovrapproduzione di muco.
La persona asmatica avverte difficoltà a respirare, un tipico respiro sibilante, tosse persistente. I sintomi possono essere acuti e intermittenti, ma nelle forme più gravi tendono a cronicizzarsi quando non sono trattati in modo adeguato.
Che cos’è, invece, l’asma bronchiale allergica?
Si parla di asma bronchiale allergica quando si è in presenza di una chiara correlazione tra i sintomi e il contatto con allergeni specifici, tra cui i più comuni sono:
- acari della polvere
- derivati epidermici di animali
- muffe
- pollini.
L’andamento può essere perenne, se la causa sono allergeni sempre presenti nell’ambiente domestico, oppure stagionale, quando a scatenare le crisi sono i pollini.
È fondamentale, però, chiarire un equivoco diffuso: allergia e asma non sono la stessa malattia. L’allergia è solo uno dei vari fattori di rischio. L’asma va curata tutto l’anno, anche quando i sintomi sembrano lievi: non farlo espone al rischio di trasformare una condizione reversibile in un danno cronico e irreversibile.
Come si cura l’asma?
Le terapie a disposizione sono sicure ed efficaci:
- i corticosteroidi inalatori riducono l’infiammazione bronchiale e si usano anche nelle fasi di apparente benessere, a dosi contenute, senza il pericolo che si generino effetti collaterali rilevanti
- i broncodilatatori aprono le vie aeree durante le fasi sintomatiche e vengono sempre abbinati agli steroidi per inalazione
- i farmaci biologici sono in grado di eliminare l’infiammazione nei casi più severi.
Qual è l’attività dell’Unità di Pneumologia di Humanitas a Bergamo?
L’Unità Operativa di Pneumologia copre la diagnosi e la cura delle patologie polmonari acute e croniche nelle loro diverse espressioni cliniche, con un Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria che offre prove funzionali complete e test del cammino, oltre allo studio e al trattamento dei disturbi respiratori nel sonno.
L’ équipe è formata dai dottori Andrea Pelucchi, Giuseppe Mansueto e Christian Mazzola, tre professionisti con solida esperienza, capaci di gestire in sinergia l’intera casistica, dalle neoplasie polmonari alla Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) dall’asma alle apnee ostruttive nel sonno, dalle interstiziopatie all’attività broncoscopica.
Qual è la filosofia di base dell’Unità di Pneumologia di Humanitas Bergamo?
La multidisciplinarietà, senza riserve. La pneumologia moderna non può lavorare in isolamento.
Prendiamo l’esempio dell’asma bronchiale: per curare i pazienti che ne soffrono è essenziale, qui in ospedale, la collaborazione con i colleghi allergologi. Una lettura condivisa del paziente permette percorsi terapeutici molto più precisi ed efficaci.
Lo stesso vale per le apnee ostruttive nel sonno, dove il confronto con i neurologi arricchisce la presa in carico, o per le interstiziopatie polmonari, in cui il dialogo con i reumatologi è spesso determinante. L’obiettivo è offrire al paziente un sistema di competenze integrate che lavora intorno a lui.

