La chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio sta vivendo una vera rivoluzione, che coinvolge non solo le tecniche operatorie, ma l’intero percorso di cura del paziente. Accanto alla diffusione delle metodiche mini-invasive, sempre meno traumatiche e più precise, sta emergendo un modello di preparazione e assistenza centrato sulla persona nella sua globalità. Un cambiamento culturale profondo, che sta producendo risultati concreti: recuperi più rapidi, ricoveri più brevi e un livello di soddisfazione significativamente più elevato. «Il cuore di questo nuovo approccio è la preparazione olistica pre-operatoria – commenta il dottor Vittore Costa, responsabile di Chirurgia Ortopedica in Humanitas Gavazzeni – un insieme strutturato di valutazioni e interventi mirati a condurre il paziente all’intervento nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche».
Seguendo questa filosofia, in Humanitas Gavazzeni è stato attivato un percorso che, alla tradizionale visita chirurgica, propone un percorso di educazione terapeutica, valutazioni funzionali dedicate, indicazioni nutrizionali e, quando necessario, un supporto psicologico specifico. Aggiunge Costa: «Conoscere ciò che accadrà e sentirsi preparati valorizza la consapevolezza, riduce l’ansia e migliora in modo diretto l’esito dell’intervento».
A rendere possibile questo percorso è la presenza di una équipe multidisciplinare che lavora in modo coordinato: chirurghi, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, nutrizionisti e psicologi. Professionisti altamente competenti, uniti da un approccio empatico e da una sincera attenzione alle esigenze individuali. Non si tratta solo di fornire prestazioni tecniche, ma di costruire una relazione di fiducia con il paziente, ascoltare i bisogni e personalizzare ogni passaggio. La cura, in questa visione, diventa un’esperienza condivisa e non un semplice atto medico.
L’Unità di Ortopedia di Humanitas Gavazzeni, diretta dal Dott Vittore Costa, è inoltre centro di riferimento per la chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore AMIS ed è innovatrice nel campo della chirurgia robotica di ginocchio. L’obiettivo è di offrire ai pazienti una chirurgia in grado di rispettare i tessuti nobili delle grandi articolazioni negli arti inferiori, personalizzabile in relazione alle singole caratteristiche fisiche. A queste tecniche avanzate si affiancano protocolli di mobilizzazione precoce, con una gestione più efficace del dolore e l’inizio della riabilitazione già nelle prime ore dopo l’intervento.
Ciò che un tempo richiedeva giorni di ricovero oggi può essere gestito in tempi molto più brevi. E per molti pazienti il rientro a casa avviene nel giro di poche ore, con un notevole miglioramento del comfort e della qualità della ripresa. «Questo modello di cura centrato sulla persona dimostra che tecnologia, professionalità ed empatia non solo possono convivere, ma rappresentano insieme la chiave per un futuro sanitario più efficiente e umano – conclude Costa – La combinazione tra percorso olistico, lavoro di squadra e tecniche mini-invasive porta a esiti clinici migliori, a un ritorno più rapido alle attività quotidiane e a una forte percezione di sicurezza e supporto». La chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, così ripensata, non è semplicemente un intervento: è un viaggio costruito attorno al paziente, in cui ogni professionista contribuisce con competenza e sensibilità a raggiungere ciò che per molti è il traguardo più importante: tornare a muoversi, vivere e sentirsi sé stessi nel più breve tempo possibile.

