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Immunità e vaccini, il nuovo libro di Alberto Mantovani

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Immunità e vaccini, perché è giusto proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli

Nel suo nuovo libro "Immunità e vaccini" (Mondadori) Alberto Mantovani, uno dei più noti immunologi in campo internazionale, professore di Patologia Generale presso Humanitas University e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, spiega in modo chiaro e accessibile come funziona il nostro sistema immunitario e che cosa succede quando ci vacciniamo, facendo un bilancio dei rischi (più che modesti) e dei benefici (enormi). Inoltre Mantovani annuncia come i passi da gigante fatti negli ultimi anni dalla ricerca in campo immunologico stiano aprendo nuove e straordinarie prospettive per l’impiego dei vaccini nella lotta contro il cancro.

 

«Cinque vite salvate nel mondo ogni minuto, 7.200 ogni giorno, 25 milioni di morti evitati entro il 2020. I vaccini sono l’intervento medico a basso costo che più di tutti ha cambiato la nostra salute, e costituiscono la migliore assicurazione sulla vita dell’umanità» eppure, negli ultimi anni è sensibilmente aumentato il numero dei genitori che decidono di non vaccinare i propri figli, una scelta condizionata dalla diffusione di voci incontrollate su un presunto legame tra questo fondamentale strumento di tutela della salute e l’insorgenza di alcune gravi malattie. E le paure e i pregiudizi non sono scomparsi neppure dopo che la comunità medica ha categoricamente smentito tali «leggende».

 

Ma i vaccini sono davvero pericolosi? Non possiamo non dimenticare che, senza le campagne vaccinali dell’ultimo secolo, saremmo ancora esposti a flagelli come il vaiolo e la poliomielite, e a tutte quelle malattie comunemente considerate «innocue», come il morbillo o la parotite, che possono invece essere causa di gravi complicanze, di danni permanenti o, addirittura, di morte. Inoltre, non avremmo armi efficaci per difenderci da epidemie causate da virus vecchi e nuovi, come sars o ebola.

 

Vaccinarsi, un gesto importante per sé e per gli altri

Riguardo, poi, alla sicurezza dei vaccini oggi disponibili, i dati statistici parlano chiaro, ed è sulla base di queste informazioni – e non di semplici suggestioni – che si dovrebbe ragionare su un argomento tanto importante per la salute su scala globale. Decidere di vaccinare o meno i propri figli è infatti una scelta che non riguarda unicamente la salute del singolo individuo bensì quella dell’intera collettività, perché soltanto quando la copertura vaccinale raggiunge una certa soglia le malattie possono essere debellate e la loro diffusione efficacemente contrastata. Sottoporsi alla vaccinazione, quindi, è anche un gesto di concreta solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli e di tutti coloro che non possono farlo per motivi medici.

 

Inoltre, i passi da gigante fatti negli ultimi anni dalla ricerca in campo immunologico stanno aprendo, annuncia Mantovani, nuove e straordinarie prospettive. La scoperta che il funzionamento delle nostre difese immunitarie incide sulla comparsa e sull’andamento di molte patologie, prime fra tutte quelle oncologiche, prefigura un uso delle vaccinazioni non più solo preventivo ma propriamente terapeutico, rendendo tutt’altro che fantascientifica l’ipotesi di un impiego dei vaccini anche nella lotta contro il cancro, la malattia che continua a farci più paura.

 

L’AUTORE

Alberto Mantovani, medico, è professore di Patologia Generale presso Humanitas University e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti, ed è stato capo del Dipartimento di Immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano.

 

Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico sia formulando nuovi paradigmi sia identificando nuove molecole e funzioni. È il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

 

 

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Tumori primitivi del torace e chirurgia minivasiva, un congresso il 5 febbraio 2016

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Ha per titolo "La chirurgia mininvasiva nel trattamento dei tumori primitivi del torace" il congresso organizzato da Humanitas Gavazzeni, in programma venerdì 5 febbraio 2016 al Centro Congressi di Bergamo, in viale Papa Giovanni 106, dalle ore 8,30 alle 17, con la direzione scientifica del dottor Luigi Bortolotti, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica di Humanitas Gavazzeni, e la segreteria scientifica della dottoressa Giovanni Rizzardi, dell’Unità di Chirurgia Toracica.

 

Il congresso è a partecipazione gratuita, accreditato ECM per chirurghi toracici, medici di medicina generale, medici specialisti, infermieri (max 15).

 

«La chirurgia toracica mininvasiva sta assumendo un ruolo sempre più importante nel trattamento delle neoplasie primitive del polmone e del mediastino – spiega il dottor Bortolotti –. La Video-assisted thoracoscopic surgery (VATS) è una tecnica mininvasiva che consente anche l’esecuzione di resezioni anatomiche (la più praticata è la VATS lobectomy), che associate alla linfadenectomia, sono considerate il gold standard nel trattamento del tumore al polmone.

 

Mediante la VATS è inoltre possibile eseguire l’asportazione delle neoplasie dei vari comparti mediastinici, ove vengano rispettati i criteri oncologici di radicalità. La tecnica robotica rappresenta un’evoluzione tecnologica della VATS: le sue peculiarità consistono in una migliore visione del campo operatorio (che risulta tridimensionale) e una maggior precisione nel movimento degli strumenti con più ampia angolazione. Nel nostro incontro porremo attenzione sulle caratteristiche tecniche, sui vantaggi, sul rapporto costo-beneficio dei diversi approcci chirurgici con rilevanza alle prospettive future. All’interno del convegno verrà inoltre dedicato uno spazio al VATS Group di cui il nostro centro fa parte».

 

Per iscrizioni: www.humanitasedu.it, mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , o fax al numero 035 4204919.

 

In allegato il programma del congresso.

 

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Prendersi cura del proprio cuore, gli incontri di gennaio 2016 di "Ho a cuore il mio cuore".

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Proseguono anche nel mese di gennaio 2016, a partire da martedì 5 gennaio, gli incontri di educazione sanitaria dal titolo “Ho a cuore il mio cuore”, che l’Unità operativa di Riabilitazione di Humanitas Gavazzeni propone, ogni 2 settimane, ai pazienti di cardiologia, cardiochirurgia, riabilitazione e a i loro parenti e familiari durante il loro percorso di cura e riabilitazione.

 

«L’obiettivo – spiega Bruno Passaretti, cardiologo, responsabile dell’Unità operativa di Riabilitazione di Humanitas Gavazzeni – è raccontare, attraverso le voci di diversi specialisti, cosa succede quando il cuore è malato, come ci si deve comportare dopo che si è intervenuti per curarlo, quanto sia importante dare il giusto peso alle nostre emozioni e come tornare quindi a una vita normale ma, anche, come imparare a mangiare in modo sano».

 

Sono diversi gli studi che dimostrano come la riabilitazione possa dare notevoli benefici dopo essere stati colpiti da un evento cardiaco acuto. «Un beneficio dovuto da una parte al fatto di stimolare a riprendere una buona attività fisica ma, dall’altra, anche dall’insegnamento di un corretto stile di vita in cui si devono eliminare abitudini dannose come il fumo, alimentazione inadeguata, stress e sedentarietà – aggiunge il dottor Passaretti –. Per questo gli incontri di educazione sanitaria sono parte integrante a tutti gli effetti di un percorso riabilitativo completo e corretto».

 

Gli incontri si svolgono nella palestra cardiologica di Humanitas Gavazzeni (blocco B, accanto al reparto di cardiologia - secondo piano), e la partecipazione è libera.

 

"Ho a cuore il mio cuore", gli appuntamenti di gennaio 2016

  • Martedì 5, ore 16: "La ripresa dell’attività fisica dopo la malattia e/o l’intervento" – Pietro Agostini, fisiatra.
  • Venerdì 8, ore 15.45: "Alimentazione amica del cuore: quali alimenti e come cucinarli" - Sabrina Oggionni, dietista.
  • Martedì 12, ore 16: "Il cuore sano, il cuore malato e i modi per curarlo" - Bruno Passaretti, cardiologo.
  • Mercoledì 13, ore 16: "Ascoltiamo il nostro cuore: comprendere e gestire le emozioni legate alla malattia" - Agnese Rossi, psicologa.
  • Venerdì 15, ore 16: "Come smettere di fumare e perché" – Maria Orlando, cardiologa.
  • Lunedì 18, ore 16: "Alimentazione amica del cuore: quali alimenti e come cucinarli" - Sabrina Oggionni, dietista.
  • Martedì 19, ore 16: "La ripresa dell’attività fisica dopo la malattia e/o l’intervento" – Pietro Agostini, fisiatra.
  • Martedì 26, ore 16: "Il cuore sano, il cuore malato e i modi per curarlo" - Bruno Passaretti, cardiologo.
  • Mercoledì 27, ore 16: "Ascoltiamo il nostro cuore: comprendere e gestire le emozioni legate alla malattia" - Agnese Rossi, psicologa.

 

I posti della sala che ospita gli incontri sono limitati e, pertanto, le persone interessate sono pregate di prenotarsi telefonicamente per l’appuntamento che vogliono seguire al numero 035 4204187, da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14 alle 16.

 

L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.