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Il 14 marzo è la “Giornata Mondiale del Rene”, impariamo a prevenire e curare per tempo le patologie renali

Il 14 marzo 2024 ricorre la Giornata Mondiale del Rene, istituita per creare consapevolezza su come ci si può comportare per salvaguardare la salute dei reni, prestando grande attenzione ai fattori di rischio, ai comportamenti preventivi, alle azioni di diagnosi e alle cure che riguardano patologie che, secondo le stime dell’OMS, sono in costante aumento.

Come ci si deve comportare per cercare di prevenire le malattie renali? E come ci si accorge che qualcosa nei nostri reni non sta funzionando per il verso giusto ed è il caso di rivolgerci al medico per un consulto? A queste e altre domande risponde il dottor Stefano Rota, nefrologo dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Come possiamo fare prevenzione sulla salute dei nostri reni?

«È importante sottoporsi a esami con cadenza periodica, fin dall’adolescenza. La salute del rene può essere preservata attraverso comportamenti corretti che riguardano l’alimentazione, la pratica di attività fisica e la rinuncia al fumo. In relazione all’alimentazione bisogna cercare di privilegiare il consumo di alimenti vegetali, soprattutto di legumi che sono particolarmente ricchi di proteine vegetali, minerali e vitamine. Importante, poi, è bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, contenendo quanto più il consumo di bevande e di alimenti ricchi di conservanti, coloranti e dolcificanti. Poi bisogna cercare di evitare eccessi di assunzione di proteine animali e, soprattutto, di sale».

Quali possono essere i segnali di un mal funzionamento dei reni?

«Bisogna purtroppo dire che le malattie renali non presentano sintomi particolari se non quando sono già in uno stato piuttosto avanzato. La presenza di un’insufficienza renale cronica può comunque provocare sintomi come pressione arteriosa alta e instabile, nausea spesso accompagnata da vomito, appetito diminuito, gonfiori in particolare a viso e gambe con conseguente aumento di peso, disturbi del sonno e condizioni più preoccupanti come edema polmonare, cioè liquido nei polmoni e pericardite, cioè infiammazione della membrana che avvolge il cuore».

Che cosa fare in presenza di questi sintomi?

«Il passo da compiere è quello di parlarne con il proprio medico, che a sua volta saprà suggerire gli eventuali passi successivi, primi fra tutti l’esecuzione di esami del sangue, esami delle urine e un’ecografia delle vie urinarie. Se poi nasce l’esigenza di individuare la causa della riconosciuta patologia potranno essere necessari il coinvolgimento di uno specialista in nefrologia e altri esami diagnostici strumentali».

Specialista in Nefrologia

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