Asparagi

Gli asparagi, nome scientifico asparagus officinalis, sono ortaggi che appartengono alla famiglia delle Asparagaceae e sono originarie dell’Asia Minore e dell’est bacino del Mediterraneo. In Italia la loro stagione va da marzo a giugno.  

Quali sono le proprietà nutrizionali degli asparagi?

In 100 grammi di asparagi c’è un apporto di circa 20 calorie, così suddivise: 50% proteine, 42% carboidrati e 8% lipidi. Nella stessa quantità sono contenuti: Gli asparagi, inoltre, sono una buona fonte di carotenoidi, in particolare di alfa e beta-carotene, e luteina/zeaxantina.  

Quando non bisogna mangiare asparagi?

Il consumo di asparagi può in alcuni casi interferire con l’assunzione di farmaci diuretici. In caso di dubbio contattare il proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici degli asparagi?

L’asparago stimola la diuresi, favorisce il buon funzionamento dell’intestino e riduce il rischio di tumori al colon. In molti casi viene indicato per combattere la ritenzione idrica e la sindrome dell’intestino irritabile. Le fibre di cui sono ricchi, rendono gli asparagi ottimi per tenere sotto controllo il colesterolo e gli zuccheri nel sangue. Buono è anche l’apporto di antiossidanti che proteggono contro i tumori, i disturbi neurodegenerativi e le infezioni. La presenza di acido folico favorisce il buon sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione; la presenza delle vitamine del gruppo B favoriscono il buon funzionamento del metabolismo, mentre fosforo, calcio e vitamina K proteggono le ossa, il potassio è un alleato della salute cardiovascolare e ferro e rame intervengono nei processi di sintesi dei globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni degli asparagi?

Il consumo di asparagi conferisce un cattivo odore alle urine che è comunque del tutto innocuo.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aumento della VES

Che cos’è l’aumento della VES?

La VES (velocità di eritrosedimentazione) è un indice del sangue che segnala se sia in corso un’infiammazione. Nello specifico, consiste nella velocità con cui la parte di sangue corpuscolata sedimenta, una volta che questo è reso incoagulabile, sul fondo della provetta utilizzata per eseguire l’esame.

 

Quali patologie possono essere associate all’aumento della VES?

Tra le patologie che possono essere associate all’aumento della VES ci sono: anemia, artrite, artrite reumatoide, colite ulcerosa, gotta, ictus, infarto miocardico, ipertiroidismo, leucemia, lupus erimatoso sistemico, meningite, mononucleosi, morbo di Crohn, pancreatite, polmonite, psoriasi, sindrome dell’intestino irritabile, tubercolosi, tumore al polmone, tumore al seno.

L’aumento della VES può essere causato anche dall’aver subito ustioni.

 

Quali sono i rimedi contro l’aumento della VES?

I rimedi per l’aumento della VES variano a seconda della loro causa. Per curare questo disturbo, quindi, è necessario individuarne prima la causa e in seguito intervenire su questa.

 

Aumento della VES, quando rivolgersi al proprio medico?

L’aumento della VES verificato a seguito di un esame del sangue deve sempre essere portato a conoscenza del proprio medico curante che, analizzata la specifica situazione, provvederà a consigliare gli ulteriori esami da svolgere, utili a verificare lo stato di salute del paziente.

Crampi addominali

Che cosa sono i crampi addominali?

I crampi addominali sono manifestazioni dolorose che interessano la parte di corpo compresa tra l’inguine e il torace. Possono durare a lungo ed essere associati a mal di testa.

 

Quali sono le cause dei crampi addominali?

I crampi addominali possono essere conseguenza di un accumulo eccessivo di gas all’interno dell’apparato digerente.

Alla base dei crampi addominali possono però esserci anche alcune patologie, tra le quali ci sono: allergie e intolleranze alimentari, appendicite, botulismo, celiachia, colite, endometriosi, fibrosi cistica, gastroenterite, intolleranza al lattosio, occlusione intestinale, peritonite, sindrome dell’intestino irritabile, tumore all’intestino (colon).

 

Quali sono i rimedi contro i crampi addominali?

Se i crampi addominali si presentano subito dopo i pasti e sono localizzati nella parte alta dell’addome possono essere curati con l’assunzione di antiacidi e con una maggiore attenzione all’alimentazione. In particolare, vanno evitati i cibi grassi o fritti, quelli a base di pomodoro, alcolici, bevande gassate e caffeina.

Nel caso in cui i crampi addominali siano associati a nausea e vomito, invece bisogna evitare di assumere cibi solidi per qualche ora e, a seguire, evitare i latticini e cibarsi di riso in bianco e cracker.

Sotto il profilo alimentare, il consiglio è comunque sempre quello di bere molto limitando però le bevande con gas, diminuire la quantità ma aumentare la frequenza dei pasti, seguire una dieta ricca di fibre e praticare un’attività fisica moderata ma costante.

 

Crampi addominali, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico quando i crampi addominali:

È invece consigliato rivolgersi al più vicino pronto soccorso quando si avvertono crampi addominali e:

  • si è sottoposti a un trattamento antitumorale,
  • il dolore si irradia al petto, al collo e alle spalle,
  • si avvertono difficoltà a respirare,
  • la pancia è tesa e dolente al tatto,
  • si è in stato di gravidanza.
 

Area medica di riferimento per i crampi addominali

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per i crampi addominali è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.  

Dolore addominale

Che cos’è il dolore addominale?

Il dolore addominale è un dolore che viene avvertito a livello della cavità addominale, cioè tra il bacino e l’inizio delle costole. Il dolore addominale può essere continuo o presentarsi sotto forma di contrazioni intermittenti e ripetute (spasmi), con momenti di dolore intenso alternati ad altri di assenza del disturbo.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore addominale?

Spesso il dolore addominale si accompagna ad altri sintomi come nausea, vomito, brontolii, flatulenza e eruttazioni.  

Quali sono le cause del dolore addominale?

Alla base del dolore addominale possono esserci molte cause, come traumi o patologie, tra le quali ci sono: aneurisma aortico, angina addominale, angina pectoris, appendicite, calcoli renali, celiachia, colica renale, colite, endometriosi, epatite, fibrosi cistica, gastroenterite, gonorrea, infarto miocardico, intolleranza al lattosio, intolleranze alimentari, leucemia, lupus erimatoso sistemico, morbo di Crohn, occlusione intestinale, pancreatite, prostatite, rettocolite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, tumori ai testicoli, alla vescica, al fegato, al pancreas e al colon-retto, varicella.  

Quali sono i rimedi contro il dolore addominale?

Per curare il dolore addominale è necessario risalire alla sua causa e intervenire su questa. Nel frattempo un rimedio può essere il riposo, condizione che è in grado di lenire il sintomo e favorire la ripresa.  

Dolori addominali, quando rivolgersi al proprio medico?

È necessario rivolgersi al proprio medico quando il dolore addominale deriva da un trauma o quando chi ne soffre è a rischio di una delle patologie associate (tra le quali ci sono quelle sopra elencate).  

Unità Operativa di riferimento

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore addominale è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Dolore in sede ombelicale

Che cos’è il dolore in sede ombelicale?

Il dolore in sede ombelicale è un malessere che viene avvertito nell’area dell’addome dietro all’ombelico. Si tratta di un dolore che può essere continuo o alternato e più o meno intenso.

 

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore in sede ombelicale?

Al dolore in sede ombelicale possono associarsi altri sintomi come gorgoglio addominale, flatulenza, nausea, vomito, eruttazioni, febbre e muco o sangue nelle feci.

 

Quali sono le cause del dolore in sede ombelicale?

In genere il dolore in sede ombelicale può essere causato da un trauma o da disturbi che riguardano il sistema gastro-intestinale. Tra le patologie che possono provocare questo sintomo ci sono: appendicite, diverticolosi, diverticolite, ernia ombelicale, gastrite, peritonite, sindrome dell’intestino irritabile, ulcera duodenale, ulcera gastrica.

 

Quali sono i rimedi contro il dolore in sede ombelicale?

Per poter curare il dolore in sede ombelicale è necessario individuare e intervenire sulla patologia che ne rappresenta la causa.

 

Dolore in sede ombelicale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il dolore in sede ombelicale deve essere sottoposto all’attenzione del medico di fiducia quando deriva da un trauma, se è accompagnato da sangue o muco nelle feci o se si è in presenza o a rischio di una delle patologie che possono essere associate a questo sintomo (vedi elenco sopra).

 

Area medica di riferimento per il dolore in sede ombelicale

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore in sede ombelicale è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Farmaci dell’apparato gastrointestinale

Che cosa sono i farmaci dell’apparato gastrointestinale?

I farmaci dell’apparato gastrointestinale hanno la funzione di curare e trattare gli organi dell’apparato digerente. Le malattie più diffuse a carico di questo apparato, che comprende anche fegato, pancreas e vie biliari, sono diarrea, stitichezza, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile, reflusso gastroesofageo, malattie della cistifellea ed epatiche, ulcere, emorroidi e tumore allo stomaco.  

Quali sono i farmaci dell’apparato gastrointestinale più diffusi?

Fra i farmaci dell’apparato gastrointestinale più diffusi ci sono:
  • i 5-aminosalicilati, che esercitano un’azione antinfiammatoria e sono utilizzati per curare le malattie infiammatorie dell’intestino come il morbo di Crohn, la colite ulcerosa e la proctite
  • gli agenti biliari solubilizzanti il colesterolo, che riducono la sintesi del colesterolo da parte del fegato o il suo assorbimento nell’intestino e sono utilizzati per curare piccoli calcoli non calcificati
  • gli agenti eradicanti l’Helicobacter pylori che, usati in combinazione con agenti antibatterici, agiscono riducendo l’acidità dello stomaco
  • gli antiacidi, utilizzati per alleviare i sintomi dell’ulcera peptica per la loro capacità di neutralizzare i succhi acidi e aumentare il PH dello stomaco
  • gli antidiarroici, usati per bloccare la diarrea
  • gli enzimi digestivi, usati quando c’è una difficoltà di assorbimento dei cibi provocata da un deficit enzimatico
  • i farmaci contro i disordini funzionali dell’intestino, con cui vengono alleviati i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, della diarrea, della stitichezza e dei gonfiori cronici
  • gli H2 antagonisti, utilizzati in presenza di reflusso gastroesofageo, ulcere gastrointestinali o altri disturbi provocati da una eccessiva secrezione di acidi
  • gli inibitori della pompa protonica, che inibiscono la secrezione di acidi e sono utilizzati in caso di ulcera gastrica, ulcera duodenale, reflusso gastroesofageo o altri problemi legati alla secrezione superiore alla media di acidi
  • i lassativi, usati in presenza di stitichezza, costipazione per la loro capacità lubrificante e di esercitare un’azione emolliente sulle feci
  • gli stimolanti gastrointestinali, che hanno la capacità di accelerare il tansito intestinale e sono utilizzati in caso di reflusso gastrointestinale o altri disturbi causati dal rallentamento dei movimenti gastrointestinali.
 

Come si assumono i farmaci dell’apparato gastrointestinale?

I farmaci dell’apparato gastrointestinale possono essere assunti sotto farie forme: compresse, gel, soluzioni, clisteri. Molti di questi farmaci devono essere assunti su prescrizione medica, prestando grande attenzione alle istruzioni riportate nella confezione riguardo la posologia e la loro modalità di assunzione.  

Controindicazioni dei farmaci dell’apparato gastrointestinale?

Gli effetti collaterali dovuti ad assunzione di farmaci dell’apparato gastrointestinale sono numerosi e variano a seconda del principi attivo assunto dal paziente. Alcuni effetti colpiscono lo stesso apparato digerente provocando nausea, diarrea e vomito. Altri si sviluppano a livello neurologico, sotto forma di vertigini o mal di testa. In alcuni casi, come ad esempio quello che riguarda i lassativi, l’uso eccessivo può portare ad assefuazione. Esistono casi in cui l’uso di questi farmaci e controindicato. L’inibitore della pompa protonica lansopranzolo, ad esempio, non deve essere assunto in presenza di un cancro allo stomaco, di intolleranza al fruttosio o quando c’è malassorbimento di glucosio o galattosio.  

I principali farmaci dell’apparato gastrointestinale

Leggi gli approfondimenti: Altri principali farmaci dell’apparato gastrointestinale sono:
  • Acido alginico
  • Acido Chenodesossicolico
  • Acido Ursodesossicolico
  • Agalsidasi beta
  • Alosetron
  • Carbenoxolone
  • Carbonato di calcio
  • Cimetidina
  • Colecalciferolo
  • Diatrizoato
  • Diazossido
  • Docusato sodico
  • Domperidone
  • Famotidina
  • Glicerina
  • Granisetron
  • Idrossicobalamina
  • Idrossido di alluminio
  • Idrossido di magnesio
  • Itopride
  • Ivermectina
  • Lansoprazolo
  • Levocarnitina
  • Metilcellulosa
  • Metilnatrexone
  • Metoclopramide
  • Olio di vaselina
  • Pancrelipasi
  • Pantoprazolo
  • Paraffina semifluida
  • Pilocarpina
  • Pirenzepina
  • Rabeprazolo
  • Roxatidina
  • Sevelamer
  • Simeticone
  • Sorbitolo
  • Sterculio
  • Sucralfato
  • Trimebutina.

Feci dure

Che cosa si intende con feci dure?

Le feci sono dure quando si presentano con una consistenza tale da rendere difficile la loro espulsione.

 

Quali sono le cause delle feci dure?

Tra le patologie che possono essere associate alle feci dure ci sono: sindrome dell’intestino irritabile, stitichezza (stipsi), tumore del colon-retto.

 

Quali sono i rimedi contro le feci dure?

I rimedi contro le feci dure variano a seconda della patologia che ne è alla base.

Se all’origine delle feci dure c’è stitichezza (stipsi) o una scarsa attività dell’intestino, bisogna intervenire sulla dieta, bevendo maggiori quantità di liquidi e assumendo più fibre sotto forma di frutta, verdura e cereali integrali. Utile può essere anche aumentare la propria attività fisica.

Nel caso in cui le feci dure perdurino può essere utile fare ricorso a purghe o a lassativi.

 

Feci dure, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando le feci dure si presentano in modo sporadico non richiedono cure mediche particolari. È bene comunque sempre comunicare il proprio malessere al medico di famiglia, il cui consulto diventa peraltro obbligatorio quando:

 

Area medica di riferimento per le feci dure

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per le feci dure è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Flatulenza

Che cos’è la flatulenza?

La flatulenza consiste nell’emissione di gas intestinali generati dalla non corretta digestione dei cibi nella parte dell’intestino chiamata colon.

 

Quali altri sintomi possono essere associati alla flatulenza?

La flatulenza può accompagnarsi a stitichezza (stipsi), dolore addominale, diarrea, sangue nelle feci, perdita di peso senza motivo o dolore al petto.

 

Quali sono le cause della flatulenza?

La flatulenza può essere causata:

  • dall’assunzione di alcuni farmaci, tra i quali gli antibiotici, che provocano cambiamenti della flora batterica intestinale
  • dall’ingestione di aria
  • dai disturbi della digestione
  • dal cattivo assorbimento dei carboidrati.

Alla base di questo disturbo possono esserci anche varie patologie, tra le quali: allergie e intolleranze alimentari, celiachia, colite, intolleranza al lattosio e sindrome dell’intestino irritabile.

 

Quali sono i rimedi contro la flatulenza?

La flatulenza può essere evitata o curata intervenendo sulla propria alimentazione – mangiando lentamente ed eliminando cibi e bevande che la possano scatenare, tra i quali ci sono: legumi, pane integrale, funghi, bevande gassate, birra – e mantenendo una moderata ma costante attività fisica.

In presenza di un’intolleranza al lattosio la presenza di questo disturbo può richiedere l’assunzione di farmaci o integratori probiotici.

In generale è bene ridurre il consumo di cibi grassi che, più difficili da digerire, rallentano il processo digestivo favorendo la fermentazione dei cibi nell’intestino.

 

Flatulenza, quando rivolgersi al proprio medico?

È sempre meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia quando la flatulenza è accompagnata ad altri sintomi quali la diarrea, il sangue nelle fecI o una perdita di peso ingiustificata, perché in questi casi la flatulenza potrebbe essere il sintomo di una patologia che deve essere tenuta sotto controllo con cure specifiche.

 

Area medica di riferimento per la flatulenza

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per la flatulenza è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Gonfiore addominale

Che cos’è il gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale è una condizione dovuta a un accumulo di gas a livello di stomaco e intestino, spesso associato a un intenso dolore addominale.

 

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere associato, nelle sue forme più gravi, ad altri sintomi come: dolori addominali, dolore al petto, diarrea, sangue nelle feci, cambiamento del colore delle feci, perdita di peso senza apparente motivo.

 

Quali sono le cause del gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere causato da alcuni cibi, da bevande gassate, dal mangiare troppo in fretta, dal fumo, dallo stress, dall’ansia e anche dalla masticazione di gomme da masticare.

Il gonfiore addominale può anche essere causato da varie patologie, tra le quali ci sono: appendicite, calcoli alla cistifellea, celiachia, cirrosi epatica, colecistite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, intolleranza al lattosio, occlusione intestinale, sindrome dell’intestino irritabile, tumore colon-retto, tumore dell’ovaio, ulcera gastrica.

 

Quali sono i rimedi contro il gonfiore addominale?

In genere il gonfiore addominale, quando si presenta con episodi isolati, si risolve da sé. Nel caso in cui il gonfiore non accenni a diminuire può essere utile evitare di assumere alimenti e bevande che possano contribuire alla formazione di gas all’interno dell’apparato digerente (tra questi: fagioli, broccoli, mele, pere, cipolla, lattuga, cereali integrali e bibite gassate).

A volte può essere utile limitare o evitare l’uso di latte o suoi derivati.

 

Gonfiore addominale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gonfiore addominale deve essere posto all’attenzione del proprio medico quando non accenna a diminuire nonostante gli accorgimenti alimentari messi in atto e se si accompagna ai sintomi sopra riportati.

 

Area medica di riferimento per il gonfiore addominale

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore addominale è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Guaranà

Che cos’è il guaranà?

Il guaranà è una pianta originaria dell’Amazzonia dai cui semi si ricava una bevanda molto diffusa nel Sud America. Questi stessi semi oggi sono spesso utilizzati a scopo medicinale grazie al loro contenuto di caffeina, sostanza in grado di stimolare il sistema nervoso centrale, i muscoli e il cuore. Oltre alla caffeina, il guaranà contiene due molecole a questa simili: la teobromina e teofillina.  

A che cosa serve il guaranà?

Il guaranà viene proposto per varie situazioni: perdere peso, aumentare le performance atletiche, diminuire l’ansia, ridurre l’affaticamento mentale e fisico, combattere la pressione bassa, prevenire dissenteria e malaria, aumentare il desiderio sessuale, aumentare il flusso d’urina, contro il mal di testa, la febbre, la diarrea, i dolori alla schiena e alle articolazioni e contro i problemi cardiaci. Non esistono però prove scientifiche sufficienti a garantirne l’efficacia in relazione a tutti questi punti.  

Possibili controindicazioni del guaranà?

Quando assunto come medicinale, il guaranà non deve essere utilizzato troppo a lungo. Inoltre, a causa della sua forte presenza di caffeina, l’assunzione di dosi eccessive di questa sostanza possono produrre effetti collaterali come nervosismo, aumento della frequenza cardiaca, insonnia, ansia, tremori, nausea, vomito e acufeni. Si sconsiglia il consumo di guaranà in presenza di ansia, diabete, diarrea, sindrome dell’intestino irritabile, pressione alta, osteoporosi, glaucoma, disturbi emorragici e malattie cardiache. Questa sostanza, infine, non deve essere assunta in concomitanza ad anfetamine, cocaina e efedrina o con altri principi attivi come adenosina, chinoloni, cimetidina, clozapina, dipiridamolo, disulfiram, estrogeni, fluvoxamina, litio, MAO inibitori, anticoagulanti e antiaggreganti, nicotina, teofillina, verapamil, alcol, pillola anticoncezionale, fluconazolo, antidiabetici, mexiletina e terbinafina.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Lattobacilli

Che cosa sono i lattobacilli?

I lattobacilli sono batteri presenti nell’organismo umano che possono anche essere assunti attraverso alcuni alimenti come lo yogurt o con l’assunzione di integratori alimentari.  

A che cosa servono i lattobacilli?

I lattobacilli svolgono varie funzioni utili al mantenimento della salute del corpo umano, per cui vengono proposti in quanto si sostiene:
  • contribuiscano alla digestione degli alimenti e all’assorbimento dei nutrienti
  • prevengano i disturbi intestinali, in particolare in presenza di terapie antibiotiche
  • siano utili nel trattamento della diarrea, delle coliche nei bambini, nella sindrome dell’intestino irritabile, della malattia di Crohn, dell’enterocolite necrotizzante
  • siano efficaci contro le infezioni gastriche da Helicobacter Pylori, le infezioni delle vie urinarie e vaginali
  • aiutino a prevenire il raffreddore, il colesterolo alto e l’orticaria
  • aumentino le difese immunitarie in caso di ulcere orali, vesciche, acne o dermatite allergica.
Tuttavia, l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha approvato un unico claim: quello secondo cui – in presenza di alcune caratteristiche specifiche indicate dalla stessa Autorità – i lattobacilli contenuti nello yogurt o nei latti fermentati contribuiscono ad aumentare la digestione del lattosio nelle persone che hanno difficoltà a ingerirlo.  

Possibili controindicazioni dei lattobacilli?

L’efficienza dei lattobacilli può essere ridotta dall’assunzione di farmaci immunosoppressori. L’assunzione di antibiotici può invece comportare la morte di queste sostanze. Anche se i trattamenti a base di questi batteri sono in genere sicuri, è sempre bene chiedere consiglio al proprio medico prima di iniziarne uno, in particolare se si è durante una gravidanza o mentre si allatta. L’assunzione di integratori di questa sostanza potrebbe risultare controindicata in presenza di un indebolimento del sistema immunitario o di sindrome dell’intestino corto.  

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Liquirizia

La liquirizia è la radice della Glycyrrhiza glabra, pianta che appartiene alla famiglia della Fabaceae. È originaria del sud Europa e di alcune regioni dell’Asia, soprattutto l’India.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della liquirizia?

40 grammi di liquirizia offrono un apporto di circa 120-130 calorie e contengono:
  • meno di 1 g di grassi
  • 27-31 g di carboidrati
  • 1-2 g di proteine
  • calcio
  • ferro
Questa radice è inoltre una fonte di acido glicirrizico.  

Quando non bisogna mangiare liquirizia?

Il consumo di liquirizia può interferire con l’assunzione del warfarin, farmaco anticoagulante usato per trattare coaguli di sangue e prevenire l’ictus. Può inoltre interagire anche con gli estrogeni, con l’acido etacrinico, con la digossina, con la furosemide e con altri farmaci come quelli per la pressione alta, i diuretici e i corticosteroidi. In presenza di dubbi è consigliabile richiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della liquirizia?

La liquirizia sembra fornire benefici a chi soffre di problemi di digestione. Diffuso è il suo uso anche nel corso dei trattamenti di varie forme patologiche come mal di gola, tosse, bronchite, artrosi, intossicazioni alimentari e lupus erimatoso sistemico. Anche se al momento non ci sono controprove scientifiche, alcuni studi sostengono che questa radice sia utile in caso di epatite, colesterolo alto, sindrome dell’intestino irritabile, potassio alto e come antidolorifico.  

Quali sono le controindicazioni della liquirizia?

Un consumo abbondante e continuo di liquirizia può provocare effetti collaterali come aumento della pressione, debolezza, stanchezza, riduzione dei livelli di potassio, ritenzione di sodio, mal di testa e, in casi rari, danni cerebrali. Il suo consumo è sconsigliato a seguito di interventi chirurgici, in caso di gravidanza o allattamento al seno, pressione alta, malattie cardiache, malattie renali, ipopotassiemia e, negli uomini, disturbi che riguardano la sfera sessuale.    

Disclaimer

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Malattie gastrointestinali – Prevenzione

Come prevenire le malattie gastrointestinali?

Le malattie gastrointestinali più diffuse sono la gastrite, la sindrome dell’intestino irritabile e il reflusso gastroesofageo. Spesso dipendono da un sistema di vita frenetico e da una quotidianità poco attenta alle esigenze salutari del nostro organismo. Spesso chi ne è colpito tende a considerarle poco pericolose, ma se non vengono curate a dovere e per tempo con il supporto di un medico specialista possono sviluppare patologie più gravi come le esofagiti, le ulcere peptiche, le coliti croniche invalidanti e, nei casi più gravi, patologie neoplastiche. Per prevenirle, si possono asservare 10 regole fondamentali:
  1. praticare attività fisica costante
  2. evitare il sovrappeso
  3. adottare una dieta ricca di fibre e vitamine
  4. mangiare spesso pasta, riso, pane, legumi e cereali
  5. evitare grassi saturi, sale e carne rossa
  6. evitare cibi ipercalorici
  7. evitare gli zuccheri raffinati
  8. ridurre il consumo di alcol
  9. non fumare
  10. non abusare di farmaci antinfiammatori.
Regole che devono essere osservate soprattutto da chi rientra nella categoria dei soggetti a rischio, per ragioni di familiarità, sesso, età o condizione fisica.

Meteorismo

Che cos’è il meteorismo?

Il meteorismo si verifica quando c’è una dilatazione dell’addome dovuta a un accumulo eccessivo di gas nel tubo digerente. Il meteorismo in genere provoca l’esigenza di emettere gas intestinali dall’ano con una frequenza che è variabile e dipendente dalla quantità di gas accumulata.  

Quali altri sintomi possono essere associati al meteorismo?

Il meteorismo può essere accompagnato o associato ad altri sintomi come: diarrea, gorgoglii addominali e, soprattutto, dolore all’addome.  

Quali sono le cause del meteorismo?

Tra le patologie che possono causare meteorismo rientrano: appendicite, cancro al colon, celiachia, colica renale, colite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, intolleranza al lattosio, intolleranze alimentari, occlusione intestinale, peritonite e sindrome dell’intestino irritabile.  

Quali sono i rimedi contro il meteorismo?

Per curare il meteorismo occorre individuare e curare la patologia che ne è alla base. La terapia da adottare può infatti variare di molto caso per caso, vista la vastità di patologie che possono essere associate a questo sintomo.  

Meteorismo, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di meteorismo deve essere sottoposta al medico quando si associa a patologie collegabili già diagnosticate. In caso di meteorismo che si associa a occlusione intestinale, peritonite o appendicite è consigliabile rivolgersi a un pronto soccorso.  

Area medica di riferimento per il meteorismo

In Humanitas Gavazzeni Bergamo l’area medica di riferimento per il meteorimo è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.