Diabete, i consigli per le feste

Le festività sono una bella occasione per festeggiare, stare in compagna e concedersi qualche sfizio alimentare in più. Se per tutti è importante non esagerare e prestare attenzione a non eccedere con l’introito calorico, maggior attenzione deve essere posta dai pazienti diabetici. I consigli della Dottoressa Alessandra Piona, Responsabile dell’Unità Operativa di  Medicina Generale di Humanitas San Pio X.

Mantenere le proprie abitudini

Anche nei giorni di festa è consigliabile mantenere – per quanto possibile – la propria routine, senza stravolgere ritmi e orari. È dunque consigliabile alzarsi, mangiare, fare esercizio fisico e prendere i farmaci indicativamente come di consueto.

Controllare di frequente la glicemia

Se si assumono insulina o farmaci che abbassano i livelli di zucchero nel sangue, è bene controllare frequentemente la glicemia.

Attenzione ai dolci

Per evitare picchi glicemici, è bene considerare i dolci come parte integrante della quota dei carboidrati, e perché no, “giocare” con la quota concessa, rinunciando di tanto in tanto a pane, pasta o riso in favore di qualche alimento sfizioso tipico delle feste.

Non esagerare con gli alcolici

Un moderato consumo di alcol può abbassare i livelli di zucchero nel sangue, è bene dunque non bere a stomaco vuoto e non superare un bicchiere al giorno per le donne e due per gli uomini.

Scegliere cosa mangiare

È bene preferire piatti con pochi grassi e poche calorie. In presenza di un buffet, è consigliabile scegliere cosa mangiare, senza esagerare, prediligendo il più possibile piatti a base di verdure.

Lontani dal buffet

Godersi i momenti di festa senza concentrarsi sul cibo può essere un altro piccolo trucco per non esagerare, così come chiacchierare lontano dal tavolo del buffet limita la tentazione di riempirsi il piatto in continuazione.

Una vita attiva

Attenzione non solo all’alimentazione, ma anche all’esercizio fisico. È dunque importante condurre una vita attiva anche durante le vacanze e ritagliarsi del tempo per l’esercizio fisico. Le vacanze possono essere preziose per riposarsi e ricaricarsi, è bene però rispettare le esigenze del proprio corpo e non esagerare.

Diagnosi prenatale, cosa c’è da sapere?

La diagnosi prenatale, che include esami di screening e test diagnostici, può fornire informazioni sullo stato di salute del tuo bambino.

È importante, però, capire quali sono le possibili opzioni per ottenere informazioni dettagliate sulla salute del futuro neonato.

Quali sono i test?

Vediamo insieme alla Dott.ssa Marinella Dell’Avanzo dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X, quali sono i possibili test di diagnosi prenatale:

 

Esami di screening

Lo screening prenatale rileva se il bambino ha più o meno probabilità di sviluppare possibili difetti cromosomici. Questi test includono esami del sangue, ecografia (ad esempio il Bitest), test del DNA fetale libero circolante (NIPT). I test di screening prenatale vengono eseguiti, generalmente, durante il primo o il secondo trimestre di gravidanza, ma non garantiscono una diagnosi certa e definitiva. In caso di risultato a rischio (positivo) è bene rivolgersi al proprio ginecologo curante per discutere dei possibili e ulteriori esami da eseguire successivamente. Importante è il counseling da seguire con la coppia all’inizio della gravidanza. “Meglio affidarsi – aggiunge la Dott.ssa Dell’Avanzo – ad un consulto pregravidico. A volte, infatti, nelle famiglie esistono malattie ereditarie, come cardiopatie, fibrosi cistica, sordità e così via, che necessitano di un counseling preconcezionale con genetista e ginecologo.”  

Test di screening del primo trimestre

Durante il primo trimestre, dopo il colloquio con il ginecologo, è possibile eseguire un esame del sangue per dosare analiti PAPP-A e Free B-hCG e un’ecografia per misurare lo spessore retronucale del feto (translucenza nucale o NIPT). Questo test prende il nome di Bitest o Ultrasceen. L’elaborazione combinata del dato biochimico (sangue) ed ecografico (translucenza nucale) permette di ottenere una stima del rischio di trisomia 13, 18 e 21. “In presenza di Sindrome di Down e di altre condizioni, come ad esempio cardiopatie, – spiega la Dott.ssa Marinella Dell’Avanzo – la translucenza nucale può, infatti, risultare aumentata”. L’attendibilità del test è del 90%. Ciò significa che il Bitest ha la capacità di identificare il 90% dei feti affetti da patologia.  

Il test del DNA fetale libero circolante o NIPT

Questo sofisticato esame del sangue esamina il DNA del feto circolante nel sangue materno (CFDNA). Il test è finalizzato alla diagnosi di alcune patologie dei cromosomi numeriche, tra cui la Sindrome di Down. Il test può fornire anche informazioni sul sesso del feto (presenza/assenza del cromosoma Y). L’esame viene consigliato se l’età (più di 35 anni), la storia familiare e quella clinica suggeriscono un incremento delle possibilità di avere bambini affetti da anomalie cromosomiche, oppure su richiesta della coppia dopo previo counseling, ma potrebbe anche essere indicato nel caso in cui altri esami di screening, come la translucenza nucale, indichino la presenza di un possibile rischio per il feto. L’attendibilità del test è del 99%.  

Test diagnostici

Se l’esame di screening (Bitest o il test del DNA fetale libero circolante) indicano un rischio aumentato per trisomina 21, 18 e 13, è possibile prendere in considerazione la possibilità di svolgere altri esami più invasivi come la villocentesi (durante la quale viene prelevato un campione di placenta) o l’amniocentesi (durante il quale viene prelevato un campione di liquido amniotico). Questi esami presentano un lieve rischio di aborto spontaneo (circa l’1%)

Gli esami di screening prenatale, invasivi e non, per la rilevazione di anomalie cromosomiche fetali sono opzionali.

“È importante – continua la Dott.ssa Dell’Avanzo – informarsi riguardo i rischi e fare una scelta ragionata. La decisione di quali esami svolgere deve essere presa consapevolmente della coppia secondo la propria etica ed è fondamentale che il medico informi la coppia con dati scientifici”.

Quali domande porsi?

Prima di proseguire con la diagnosi prenatale, considera i seguenti quesiti.

  • Perché eseguire i test?

Risultati negativi potrebbero ridurre l’ansia. D’altro canto, risultati positivi potrebbero aiutare a pianificare in anticipo esami successivi.

  • Il risultato condizionerà la tua assistenza prenatale?

Alcuni test rilevano condizioni fetali che possono essere trattate durante la gravidanza. In alcuni casi preparano la coppia ad esami aggiuntivi.

  • Quanto sono accurati i risultati?

I test di diagnosi prenatale non sono perfetti. Il numero dei risultati poco accurati, conosciuti come falsi-negativi o falsi-positivi, variano da test a test.

  • Quali sono i rischi?

Confronta i rischi di specifici test (ansia, dolore e possibile aborto spontaneo) con l’importanza delle informazioni che acquisirai.

La decisione è tua

I test di diagnosi prenatale possono fornire risultati che influenzeranno il corso dell’assistenza prenatale. È necessario, quindi, ricordare che alcuni test di screening necessitano di attente decisioni personali. Infine, la decisione di sottoporsi o meno a tali test spetta solo a te.

Discuti dei rischi e dei benefici con il tuo ginecologo di fiducia e prenditi tutto il tempo necessario per valutare le diverse opzioni e prendere la migliore decisione per te e il tuo bambino.

“Ricorda – conclude la Dott.ssa Dell’Avanzo – che il counseling prenatale è un passaggio fondamentale per prepararsi nel migliore dei modi all’evento della nascita”

 

Esposizione solare, non solo rischi

Durante il periodo estivo sono numerosissimi gli articoli riguardanti i rischi legati all’esposizione solare. Tuttavia, spesso vengono tralasciate le innumerevoli proprietà benefiche del sole per la salute (per le ossa ed il sistema immunitario, ad esempio).

I benefici dell’esposizione solare

Vediamo insieme al Dott. Luigi Mascheroni, referente del Centro del Melanoma di Humanitas San Pio X quali sono i reali rischi e quali i benefici. “Tutti noi medici – spiega il Dott. Mascheroni – sappiamo ormai con certezza i rischi che si corrono esponendosi in maniera sconsiderata al sole, soprattutto se avviene senza un’adeguata protezione e durante le ore centrali della giornata (dalle 11 alle 14 circa), ma il buon senso e la prudenza devono portare ad informare la popolazione in maniera corretta e differente”. Occorre anzitutto distinguere i vari tipi di tumori cutanei:
  • Epiteliomi o carcinomi (Basaliomi e Carcinomi Spinocellulari
  • Melanomi
“Sono due famiglie di tumori completamente diverse – sottolinea il Dott. Mascheroni – sia per la loro origine embriologica, sia per il loro comportamento”. Gli epiteliomi si manifestano in zone del corpo fotoesposte, soprattutto sul cuoio capelluto, sul viso, sulle mani e sulla parte superiore del tronco, i melanomi, invece, possono comparire in qualsiasi parte del corpo, soprattutto sul tronco e sugli arti inferiori, mentre solo raramente compaiono su viso e cuoio capelluto. Inoltre gli epiteliomi compaiono in tarda età e le categorie più colpite sono soprattutto quelle che lavorano o vivono all’aperto (contadini, marinai, taxisti, vigili urbani, poliziotti), mentre i melanomi compaiono in età giovanile e ne sono colpite tutte le categorie di persone, ma solo raramente si manifestano in sedi esposte in maniera continua ai raggi solari. La protezione solare, per la prevenzione dei melanomi, è importante soprattutto durante i primi giorni di esposizione o durante le esposizioni occasionali (per esempio durante il solo weekend). La protezione tramite creme, magliette, cappellini aiuta, ma non previene totalmente la comparsa di un melanoma o la trasformazione maligna di un nevo preesistente. Il fattore di protezione principale, invece, è l’abbronzatura: l’aumento di melanina, infatti, costituisce un vero e proprio schermo naturale ai raggi solari (nel continente africano il melanoma è praticamente sconosciuto). Pertanto il sole può contribuire alla comparsa di un melanoma su persone con caratteristiche fisiche particolari (cute chiara, capelli rossi, incapacità ad abbronzarsi), con un sistema immunitario imperfetto, ma soprattutto geneticamente predisposte (a questo proposito la ricerca genetica sta dando i primi frutti). “La vera battaglia contro il melanoma potrà essere vinta informando correttamente la popolazione, affinando sempre più la diagnosi precoce e sviluppando sempre più l’immunoterapia” conclude il medico.  

Estate a tavola, i consigli della nostra dietista

L’estate, spesso, è occasione di incontri e uscite con gli amici, come picnic al parco o pranzi veloci in spiaggia e barbecue all’aperto. Il rischio, però, è quello di eccedere con il consumo di carni lavorate, alimenti conservati e ricchi di grassi, condimenti, cibi fritti e gelati. Questi cibi, oltre che rallentare la digestione possono alla lunga “appesantire” la silhouette. Una scelta più attenta può, tuttavia, aiutare a mantenere il peso sotto controllo senza rinunciare ai freschi sapori della stagione. La Dietista Francesca Albani del Centro di Chirurgia della Grande Obesità e Malattie Metaboliche di Humanitas San Pio X ci aiuta a capire come evitare scelte sbagliate.

Di’ sì a frutta e verdura

Via libera a verdura e frutta fresca di stagione come insalate, pomodori, finocchi, carote, cetrioli, albicocche, melone, anguria, pesche. “Frutta e verdura – spiega la Dott.ssa Albani – sono, tipicamente, poveri di calorie e ricchi di vitamine e sali minerali e ci forniscono inoltre un fabbisogno di acqua, assai utile in questa stagione calda”. Non aiutano, quindi, solo a restare in forma, ma forniscono anche le energie necessarie per svolgere attività fisica durante il periodo estivo.

Proteine magre e frutta per un pranzo all’aperto

Nonostante siano pasti molto allettanti, carne lavorata (hamburger, salsicce e bacon), fritture, focacce, pizze e panini imbottiti e dolci non sono la scelta migliore da fare per un pranzo in spiaggia o al parco. In particolar modo, i cibi fritti e ricchi di grassi incidono sull’aumento di grasso intorno al girovita. Altrettanto buone, ma più leggere, invece, sono le proteine magre, come salmone grigliato o affumicato, tonno, insalata di pollo. “Se l’hamburger – aggiunge la Dott.ssa Albani – è l’unica alternativa, si può rimediare evitando di abbinarlo a formaggio o salse”. A insalate di pasta o di patate preferisci insalate di verdure con aggiunta di formaggio fresco o pollo o tonno oppure con legumi o ancora insalate di cereali, come l’orzo, il farro o la quinoa. “Se tra le possibili scelte non c’è niente di più leggero – continua la Dott.ssa Albani – porta qualcosa da condividere con gli altri, come insalata di pollo, di pesce e macedonia”.

Sì alle grigliate, ma attenzione al taglio della carne

La grigliata va bene, ma attenzione alla scelta della carne. La carne rossa, infatti, è ricca di grassi che aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. “Alcuni tipi di pesce, come salmone, spada o tonno freschi – suggerisce la Dott.ssa Albani -preparati alla griglia sono molto buoni, leggeri e nutrienti”. Sono ricchi inoltre di omega 3 e acidi grassi che aiutano ad evitare l’accumulo di grassi intorno al giro vita, oltre che potenti anti-infiammatori naturali. Occasionalmente va bene mangiare la bistecca, ma è consigliabile optare per tagli magri, come il controfiletto, evitando invece tagli grassi come la New York Strip Steak o la T-Bone. “Se avete voglia di hamburger – consiglia la Dott.ssa Albani – provate quello di tacchino alla griglia o sceglietene uno di carne macinata magra”.

Non esagerare con i frullati

Se non puoi fare a meno dei frullati come rimedio al caldo, limitati ad una manciata di frutti nel prepararli. Puoi aggiungere, eventualmente, verdure non amidacee come broccoli, cetrioli, erba cipollina, lattuga, porro, prezzemolo, sedano, rabarbaro e scalogno, e una buona fonte di proteine come lo yogurt greco. “Se vuoi renderli ancora più leggeri o se sei intollerante al latte – aggiunge la Dott.ssa Albani – utilizza i latti vegetali, ad esempio quello di mandorla o di soia. Quest’anno ci impone la “moda”delle maxicentrifughe: scegline una che contenga al massimo 1 o 2 frutti, altrimenti il rischio è di fare il pieno di zuccheri”.

Limita le cene al ristorante

Anche i pasti più leggeri presenti nel menù spesso contengono sali aggiunti, zuccheri e un maggior contenuto in grassi, che nell’insieme contribuiscono all’aumento di peso. “Questo non significa non andare a mangiare fuori con i tuoi amici – afferma la Dott.ssa Albani. Una buona idea è quella di invitarli da te per tenere sotto controllo il menù. Quello che preparerai tu, sarà sicuramente meglio di quello che ordinereste al ristorante”.

Evita le bevande zuccherate

Molti amano sorseggiare limonata o tè durante le ore più calde, ma un solo bicchiere di queste bevande spesso raggiunge le 200 calorie e, durante un pigro pomeriggio d’estate, il nostro corpo non è in grado di bruciarle; per questo, le calorie extra vengono immagazzinate più facilmente come grasso. “Tra l’altro – continua la Dott.ssa Albani – l’elevato contenuto di zuccheri porta ad un aumento della sete e, di conseguenza, ad un maggior consumo, quindi ad un secondo o terzo bicchiere in più”.

Riduci il consumo di alcol

L’alcol contiene molte più calorie rispetto ad ogni altro tipo di carboidrato o proteina. Particolarmente ricchi di calorie sono: vino, birra e drink alla frutta come margarita e daiquiri. Oltre a contenere molte calorie, l’alcol incide sull’aumento di grasso sulla pancia. Se decidi di bere, quindi, – conclude la Dott.ssa Albani – segui attentamente le quantità consigliate: non più di un drink al giorno per le donne e non più di due per gli uomini. Porre attenzione su quello che si mangia e si beve durante la stagione estiva, può aiutarti ad evitare un aumento di peso, vivendo al meglio la bella stagione.    

Festività in arrivo? I nostri 10 consigli per non esagerare a tavola

Come sopravvivere alle feste di Natale? La Dott.ssa Francesca Albani, Dietista dell’Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica di Humanitas San Pio X, ci svela 10 consigli per limitare le abbuffate e sconfiggere la pesantezza dei giorni seguenti.

1) Tutto inizia con la colazione

Se avete in previsione una serata fuori casa, iniziate la giornata con una colazione generosa. Per esempio, con una tazza di porridge di quinoa oppure di avena o di crusca arricchiti da una manciata di mirtilli e un pizzico di cannella. I cereali integrali stabilizzano il livello di zucchero nel sangue aiutando a controllare l’appetito nel corso della giornata.

2) La scelta degli alimenti

Nei periodi di festa, in cui è più facile fare qualche strappo alla regola, complici anche le occasioni “sociali” fuori casa (aperitivi, feste, dopo cena), a casa è consigliabile cucinare soprattutto piatti a base di verdure, pesce e legumi, nutrienti ma meno calorici. È consigliabile anche aumentare il consumo di vellutate e passati di verdura, di brodi vegetali; aiutano a conferire un senso di sazietà, migliorano il controllo delle porzioni e non incidono sull’introito calorico. “Via libera – suggerisce la Dott.ssa Albani – a dei pinzimoni di verdure da sgranocchiare in compagnia o ad una vellutata di verdura calda, per coccolarsi in una giornata fredda”.

3) Parola d’ordine: assaggiare

Nelle occasioni di festa, ma non solo, è bene scegliere con attenzione cosa mettere nel piatto, resistendo alla tentazione di riempirlo a dismisura, complici le ricche offerte dei buffet delle feste. La strategia migliore è assaggiare un po’ di tutto. Utilizzare un solo piatto e servirsi con un paio di cucchiai per porzione.

5) Cosa limitare?

È preferibile evitare di abbuffarsi di pane e farinacei, soprattutto nell’attesa del pasto, ed è bene limitare soprattutto dolci e bevande zuccherate.

6) Attenzione ai dolci

Le festività portano a consumare molti dolciumi, dai classici pandori e panettoni, ai cioccolatini, ai torroni, ai marron glacès. Un dolcetto ogni tanto è anche piacevole, attenzione però a non esagerare. “Per non cadere in tentazione – continua la Dottoressa – meglio non averli 24 ore a portata di mano ma mangiarli solo se a tavola in compagnia.

7) Il consumo di alcolici

È bene non esagerare con il consumo di alcolici, non solo perché possono essere dannosi e influire sulla salute e sulla lucidità, ma anche perché sono fonte di zuccheri e calorie “vuote”.

8) Saltare la cena

In occasione di pranzi abbondanti e di stravizi, è consigliabile saltare il pasto successivo; sarà sufficiente consumare solamente del the, infusi o tisane non zuccherate.

9) Gli spuntini spezza-fame

È importante cercare di non arrivare a cena, ma anche a un aperitivo, a stomaco vuoto. Fare uno spuntino leggero con uno yogurt, un frutto, un pugno di frutta secca al naturale, un centrifugato di verdure può aiutare a non abbuffarsi affrontando poi il pasto con moderazione.

10) Fare attività fisica

Saranno giornate dall’introito calorico esagerato perciò occorre fare più movimento per smaltire le calorie introdotte. L’ideale è muoversi almeno trenta minuti dopo ogni pasto; è sufficiente una passeggiata o una pedalata in compagnia.   “Non dimentichiamoci, comunque, di goderci le feste, ma soprattutto – conclude la Dott.ssa Albani – il calore della famiglia e degli amici in salute. Un mio personale augurio di Buon Natale a tutti!”    

Ginecologia e Ostetricia, Il Dott. Alessandro Bulfoni è il nuovo responsabile

Il Dott. Alessandro Bulfoni entra a far parte del team di Humanitas San Pio X come Responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia.

Chi è il Dott. Bulfoni?

Il Dott. Alessandro Bulfoni proviene dalla Scuola di Specializzazione diretta dal Prof G. Pardi con il quale ha sviluppato una significativa esperienza all’interno dell’Azienda Ospedaliera San Paolo dove, sotto la Direzione del Prof L. Fedele, ha svolto attività assistenziale con la qualifica di Aiuto Responsabile della Day-Surgery e successivamente, sotto la direzione del Prof M. Candiani, attività di Coordinatore della Ginecologia fino al dicembre 2009. Nel 2010 si è trasferito presso la Clinica Mangiagalli Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano dove ha svolto la funzione di Aiuto Ostetrico e Ginecologo Responsabile dell’Endoscopia ginecologica e dove ha potuto sviluppare competenze di rilievo in ambito della chirurgia ginecologica sia miniinvasiva (endoscopica e robotica) sia laparotomica e vaginale. Ha partecipato a diverse ricerche scientifiche per patologia maligna (neoplasie endometriali e cevicali) dirette dal Prof G. Bolis sia per patologia benigna (malformazioni genitali, endometriosi, fibromi uterini, infertilità e cisti ovariche) dirette dal Prof L. Fedele. Ha, inoltre, svolto attività didattica durante i corsi di Laurea e Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia dell’Università Statale di Milano. In ambito ostetrico ha dedicato particolare attenzione all’assistenza di gravidanze sia fisiologiche sia a rischio collaborando all’attività del reparto di Patologia della gravidanza e della Sala Parto della Clinica Mangiagalli.

Cosa offre l’équipe diretta dal Dott. Bulfoni?

L’attività svolta dall’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia è volta a favorire un precoce contatto ed una profonda conoscenza tra la coppia madre-neonato. L’équipe è particolarmente sensibile ed attenta a creare e mantenere condizioni ambientali di sicurezza e riservatezza per ridurre al minimo indispensabile le occasioni di separazione madre-neonato; Alle future mamme viene fornita un’assistenza ostetrica “one to one”, 24 ore 24, 365 giorni all’anno, nel più totale rispetto della fisiologia del travaglio di parto.

Giornata mondiale del sonno, i consigli per una buona nanna

I neonati dormono almeno 16 ore al giorno, spesso suddivise in riposini di qualche ora. Sebbene inizialmente sembra non vi sia una regola, con il passare del tempo i ritmi tenderanno a regolarizzarsi, anche in armonia con le poppate. In occasione della giornata mondiale del sonno, la dottoressa Suzanne Veehof dell’Unità Operativa di Neonatologia di Humanitas San Pio X ci spiega perché insegnare ai bambini a dormire bene è importante per il loro sviluppo. “I neonati – spiega la dottoressa Veehof – così come anche il feto negli ultimi mesi di vita intrauterina, alternano fasi di sonno e di veglia di breve durata, fasi che via via si raggruppano nel corso del primo anno portando abitualmente a un periodo di sonno notturno più lungo e alcuni periodi di sonno più brevi durante il giorno. Nel secondo e terzo anno il sonno diurno si riduce al solo pomeriggio e dai quattro anni in poi di solito scompare. A partire dai 3-4 mesi, o anche prima, i piccoli possono dormire anche cinque ore di fila e, sebbene ogni bambino sia diverso, entro il primo anno di età è possibile che dorma tutta la notte. Per il primo anno di vita, o almeno per i primi sei mesi, è bene che i piccoli dormano nella stessa stanza dei genitori; questo non solo aiuta la gestione delle poppate notturne, ma previene anche la SIDS, la sindrome della morte in culla. È consigliabile, dunque, posizionare la culla o il lettino nella camera matrimoniale, in modo da avere il bimbo sempre vicino a sé”. “Dopo i 10-12 mesi di vita – continua la dottoressa – il bambino comincia ad essere più cosciente del mondo che lo circonda. L’avventurarsi nel mondo esterno è indispensabile alla crescita e allo sviluppo però comporta inevitabilmente difficoltà, ansie e paure che richiedono una base sicura cui restare collegati e da cui poter tornare. Come in ogni fase di crescita, il bambino deve essere accompagnato ad affrontare la nuova esperienza e incamerarla nel suo apprendimento. Se prematura o non sufficientemente gestita, la separazione dall’ambiente e dalle persone conosciute, come l’andare all’asilo nido ma anche l’addormentamento, può essere un’esperienza traumatica”.

I nostri consigli

Alcuni accorgimenti, soprattutto se si comincia ad instaurarli fin dall’inizio, possono aiutare i piccoli a vivere serenamente il momento della nanna e a stabilire un buon ritmo sonno-veglia.

Vivere a pieno la giornata

Quando i piccoli sono svegli durante il giorno, è bene stimolarli con attività a loro misura. È importante parlare, cantare e giocare con loro. Attenzione però a non sovra-eccitarli e a non “bersagliarli” di novità, i bambini hanno bisogno di certezze e conferme.

Costruire il rito della nanna

È importante stabilire una routine che accompagni il bambino al sonno. Si può fare un bagnetto, cantare o ascoltare musica tranquilla, leggere una storia, fare le coccole. Il bambino assocerà pian piano queste attività alla quiete e al riposo e si predisporrà al sonno notturno.

Ambientarsi nel lettino

I neonati hanno bisogno del contatto fisico e spesso si addormentano in braccio, magari dopo aver mangiato. Se sono rilassati e si stanno addormentato, si può anche provare ad adagiarli nella culla o nel lettino e stando loro accanto, lasciare che si addormentino. “Il bambino – sottolinea la dottoressa – dovrebbe fin dall’inizio avere un suo posto specifico per dormire: dalla culla nei primi mesi, al lettino a cancelli dal secondo semestre fino ai due tre anni e infine un vero e proprio letto singolo in una camera diversa da quella dei genitori. Esclusi i primi 6 mesi, il lettone dei genitori non è un tabù (se non diventa una regola), ma resta un’eccezione legata a comodità di allattamento, stanchezza dei genitori, occasioni particolari, malesseri e malattie, la domenica mattina per stare insieme ecc. Ma è bene appunto che resti un’eccezione e che non si imponga come un’abitudine”. Non sempre è facile per i piccoli dormire nel lettino, ma è importante far sentire la propria presenza, coccolarli e rassicurarli, accarezzandoli e sussurrando parole di rassicurazione. “Per ambientarsi – consiglia la dottoressa – può essere utile metterli nel lettino anche qualche minuto quando sono svegli così che possano iniziare a riconoscerlo”. La fase dell’addormentamento è bene che venga vissuta nel proprio lettino, con gli aiuti e la compagnia dei genitori a turno, preceduta da una diminuzione dell’attività, con rituali di separazione tranquillizzanti che avvicinino al momento dell’andare a letto (lavarsi i denti, mettersi in pigiama, racconto di fiaba, lettura di breve brano di un libro, bacio della buonanotte). È bene fargli compagnia stando accanto e non nel letto col bambino. “Così facendo – spiega la dottoressa Veehof – il bambino può abituarsi a essere da solo nel letto e nella stanza, per periodi progressivamente più lunghi, anche se è sveglio, abituandosi anche alla situazione di ‘solitudine’, che non vuol dire ‘abbandono’: sa che i genitori sono nell’altra stanza, disponibili, ma a una giusta distanza, che è forse la parola chiave dello sviluppo normale”.

Un aiuto dal ciuccio

Alcuni bimbi si rilassano grazie al ciuccio; la sua introduzione – una volta che l’allattamento è ben avviato – può essere di aiuto nel rito del sonno. Il ciuccio, così come il posizionamento dei bambini a pancia in su nella culla, contrasta, inoltre, il rischio SIDS.

Sonno movimentato

Può capitare che durante la notte i piccoli piangano, si muovano o si agitino. Sebbene le mamme tendano a svegliarsi al minimo rumore, non sempre è necessario alzarsi per intervenire. È consigliabile infatti aspettare qualche secondo e ascoltare cosa sta succedendo, in molti casi, la situazione torna tranquilla da sola.

La notte è la notte

Se il bambino ha bisogno di mangiare o di accudimenti particolari durante la notte, è bene comunque ricordargli che è notte. Per farlo, è consigliabile parlare piano, utilizzare luci soffuse, fare il minimo rumore possibile.

Effetti dei disturbi del sonno

“La quantità e la qualità del sonno, oltre che essere segno degli aspetti educativi e di contenimento psichico ambientali, si rispecchiano – conclude la dottoressa Veehof – nel benessere quotidiano dei bambini o, viceversa, la loro insufficienza si riflette in altre difficoltà durante la vita diurna. La carenza di sonno è una delle possibili cause di iperattività e difficoltà di attenzione. Spesso il miglioramento del sonno e delle regole educative diminuisce i disturbi diurni senza rischi e effetti collaterali. Cattive abitudini come dormire regolarmente nel lettone con un genitore sopra i cinque, sei anni o addirittura durante l’adolescenza sono spesso causa di problemi scolastici o comportamentali, in quanto creano una confusione di ruoli e di spazi che nell’adolescenza è particolarmente dannosa”. Accompagnare i bambini a dormire bene è importante per la loro salute e il loro benessere e anche per quello dell’intera famiglia. Se nonostante le accortezze, si fa fatica a vivere serenamente il momento della nanna, è bene chiedere consiglio al pediatra.

Gravidanza gemellare, cosa comporta per la mamma?

Aspettare un figlio è una notizia che provoca emozioni molto forti in una donna, sapere di essere incinta di due gemelli (o più) può essere particolarmente sconvolgente. Una gravidanza gemellare merita maggior attenzione, proviamo a scoprire cosa comporta insieme alla Dott.ssa Marinella Dell’Avanzo dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X.

Gemelli identici o no?

“Una gravidanza gemellare – spiega la Dott.ssa Dell’Avanzo – può essere frutto del caso oppure essere causata da precisi fattori, come l’ereditarietà da parte materna, l’età della madre o tecniche di fecondazione assistita”. Nel nostro Paese la nascita dei gemelli è in aumento in quanto si ricorre più frequentemente a procedure di fecondazione in vitro. Si parla di gravidanza gemellare dizigotica o bicoriale (la più frequente) quando due ovuli separati sono fecondati da due spermatozoi diversi. Ogni feto ha la propria placenta e il proprio sacco amniotico (gravidanza bicoriale e biamniotica). Nella gravidanza gemellare bicoriale biamniotica, i gemelli hanno un diverso patrimonio genetico e hanno due placente separate. Possono nascere due maschi, due femmine o un maschio e una femmina e fisicamente non saranno uguali. In questo caso, si parla di gemelli non identici. La gravidanza gemellare monozigotica o monocoriale, invece, si instaura quando un ovulo viene fecondato da un solo spermatozoo, ma si divide in due zigoti distinti, da cui si formeranno due embrioni separati. I cosiddetti gemelli identici hanno in genere un proprio sacco amniotico e un proprio cordone ombelicale, ma condividono la placenta. Avranno lo stesso sesso e presenteranno tratti fisici molto simili. La gravidanza gemellare monocoriale può essere biamniotica, per cui i gemelli sono contenuti in due sacchi separati o, raramente, monoamniotica, per cui i gemelli sono contenuti nello stesso sacco. La gravidanza gemellare monocoriale biamniotica è una condizione di rischio per alcune complicanze (come la trasfusione feto-fetale) che richiedono una sorveglianza ecografica (controlli bisettimanali a partire dalla 15esima settimana in poi) e talora un trattamento in utero (laser).

Come procede la gravidanza gemellare?

“La gravidanza gemellare – continua la dottoressa – deve essere seguita con controlli maggiori rispetto alla gravidanza singola. In genere, è durante l’ecografia del primo trimestre che una donna scopre di aspettare due gemelli (o più), anche se l’individuazione può essere precedente. Già alla 12a settimana è possibile sapere se si tratta di gemelli dizigoti o monozigoti”. È importante distinguere se la gravidanza è gemellare bicoriale o monocoriale perché la gestione successiva è differente. “La gravidanza gemellare monocoriale – spiega la Dott.ssa Dell’Avanzo- in considerazione del rischio elevato di complicanze, deve essere monitorata con controlli ecografici seriali bisettimanali. L’ecografia – aggiunge la dottoressa – è l’unica tecnica che disponiamo attualmente per verificare se insorgono complicanze come la trasfusione feto-fetale che necessita un trattamento laser in utero“. È possibile, quindi, che si rendano necessari controlli più frequenti per monitorare la crescita dei feti. Importante è affidarsi al ginecologo di fiducia per i controlli necessari o, qualora fosse necessario ai centri di riferimento soprattutto per le gravidanze monocoriali.

Eventuali complicazioni

Le donne che affrontano una gravidanza gemellare corrono un rischio maggiore di ipertensione o pressione elevata. Se questa è associata alla presenza di proteine nelle urine, si parla di pre-eclampsia, una condizione da non sottovalutare per tutelare il benessere di mamma e bambino. Difficilmente le gravidanze gemellari arrivano alla data presunta del parto. Il parto pretermine è più frequente nelle gravidanze gemellari rispetto alle gravidanze singole. A seconda della settimana in cui si avvia il travaglio o si rende necessario il parto per altre complicazioni, mamma e bambini necessiteranno di cure specifiche o assistenza neonatale nei reparti specializzati.

Parto naturale o cesareo?

Nella maggior parte dei casi, il parto avviene tramite taglio cesareo, anche se è possibile affrontare il parto naturale, ammesso che il primo bambino sia in presentazione cefalica e dunque a testa in giù. È anche possibile, qualora si inizi il parto naturale, che si debba passare al taglio cesareo, se insorgono complicazioni. Questa evenienza è comunque presente anche nelle gravidanze singole. Scoprire di aspettare due gemelli può destare sgomento e preoccupazione, soprattutto nelle fasi iniziali della gravidanza. Fare riferimento al ginecologo, condividendo con lui dubbi ed emozioni, è importante per affrontare la gravidanza gemellare in maniera serena e sicura.

Halloween, come trascorrerlo con i più piccoli

Festività di origine celtica, tipica degli Stati Uniti e del Canada, Halloween è, da qualche anno, diventata occasione di divertimento per adulti e bambini anche in Italia. Non solo travestimenti spaventosi; i dolciumi costituiscono l’elemento chiave della festa più mostruosa dell’anno. Con qualche accorgimento, comunque, la giornata può diventare divertente, gustosa, ma più sana.

5 consigli per un Halloween con i bambini

La Dott. Francesca Albani, dietista del Centro di Chirurgia Obesità e Malattie Metaboliche di Humanitas San Pio X ci da qualche consiglio per trascorrere questa giornata di festa con i più piccoli.
  • Ricrea momenti di divertimento che non prevedano consumo di dolci e caramelle

Sposta il focus del divertimento della giornata su travestimenti e decorazioni creative per la casa. Coinvolgi i tuoi vicini di casa per confrontare i costumi dei più piccoli. “Durante la giornata scegliete – consiglia la Dott. Albani – il momento della merenda come “spazio” dedicato al consumo dei dolcetti”.
  • Via libera a dolci salutari

Dai il buon esempio distribuendo dolci salutari come barrette ricche di fibre, frutta secca, snack di frutta o cioccolato fondente (70% cacao). Se non riesci a rinunciare ai dolci tradizionali, preferisci le scatole che prevedono porzioni più piccole. “Prepara – continua la Dott. Albani – dei dolcetti “fatti in casa”, magari dei biscotti o delle torte, utilizzando ingredienti sani, come uova, burro, latte e farina, privi di coloranti e conservanti artificiali e aiutandoti con degli stampini a tema per decorarli”.
  • Evita grassi Trans, oli idrogenati o parzialmente idrogenati

Ingredienti che si trovano spesso in merendine, barrette, snack e patatine fritte. Attenzione anche ai grassi saturi: scegli dolci che contengano al massimo 2 o 3 grammi di grassi saturi per porzione. L’etichetta nutrizionale ci aiuta a tale scopo. “Spendere qualche minuto in più al supermercato (anche se siamo sempre di fretta) – spiega la dottoressa – ci permette di poter portare in casa gli alimenti giusti. È molto importante perché ciò che mettiamo in dispensa resta a disposizione 24 h su 24″.
  • Mangia zucchero con moderazione

Zuccheri in eccesso vengono immagazzinati come grassi nel sangue sotto forma di Trigliceridi. Alti livelli di trigliceridi sono un fattore di rischio per la formazione di placche sulle pareti delle arterie. Un altro ingrediente da evitare è lo sciroppo di fruttosio, una forma di zucchero processato e altamente concentrato in dolci e caramelle. “A tal proposito – aggiunge la Dott.ssa Albani – meglio dosare il consumo di caramelle a 2-3 al massimo nell’arco della giornata, meglio favorire una bella merenda che possa saziare ed evitare ulteriori “pasticci”.
  • Salta il dessert dopo cena

Assicurati che i bambini finiscano il loro pasto e le porzioni di frutta e verdura previste prima di consumare altre caramelle, soprattutto se già mangiate durante la giornata. Con l’aumento dell’obesità tra i bambini, è importante che i genitori ricreino in casa delle abitudini alimentari corrette e salutari sin dall’infanzia. “È importante inoltre – conclude la dottoressa – insegnare ai bambini a scegliere momenti ben precisi deputati al consumo dei cibi, così da evitare comportamenti di compensazione (in caso di noia, rabbia, capricci, tristezza)”. Utilizza un’occasione di festa, come quella di Halloween, per insegnare ai tuoi bambini cos’è la moderazione. Queste abitudini corrette sicuramente “getteranno le basi” per comportamenti altrettanto adeguati anche nell’età adulta.  

Humanitas MAMA, al via le iscrizioni gratuite

Sabato 15 ottobre, dalle 10.00 alle 17.00, si terrà il primo Humanitas MAMA, open day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X dedicato alle mamme di oggi e di domani  e alle loro famiglie.

Le novità di Humanitas MAMA

Durante l’intera giornata sarà possibile incontrare ginecologi, ostetriche, neonatologi e anestesisti, visitare gli spazi dedicati alla maternità e conoscere i servizi dell’ospedale, come l’ambulatorio di osteopatia neonatale e di allergologia pediatrica, l’ambulatorio babygreen sulla corretta alimentazione per le mamme vegane e vegetariane e il corso di massaggio neonatale. I bambini potranno partecipare a momenti di intrattenimento organizzati con realtà del territorio (incontri di lettura ad alta voce, concerti, laboratori di gioco…) sempre affiancati dai medici dell’ospedale, mentre i genitori potranno seguire il corso di disostruzione delle vie aeree o imparare a trasportare in maniera sicura in automobile il proprio bimbo. L’evento è patrocinato dell’ATS Città metropolitana di Milano.

Il programma

Tutto il programma sulla pagina dedicata all’evento di Humanitas MAMA.
mama salute

Su iscrizione gratuita

  • Seduta di osteopatia neonatale
  • Ecografia 3D per mamme dalla 22esima alla 30esima settimana di gravidanza
Scopri di più
mama gym

Su iscrizione gratuita

  • Corso di massaggio neonatale
  • Riabilitazione del Perineo
  • Yoga in gravidanza
Scopri il programma e registrati gratuitamente
mama baby

Su iscrizione gratuita

  • Musica in fasce®. Laboratorio musicale per piccolissimi secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon
  • Corso il linguaggio segreto dei neonati.
  • Musica per le nostre pance. Laboratorio musicale per futuri mamma e papà secondo il metodo Gordon.
Scopri il programma e registrati gratuitamente
mama play

Accesso libero

PER TUTTA LA GIORNATA DISEGNA CON NOI!
  • Storie ad alta voce. Letture animate.
  • Giocare fa bene! Segui gli stili di vita sani e vincerai nel gioco e nella vita.
Scopri di più
visita punto nascita

Su iscrizione gratuita

Visite guidate al Punto Nascita, alle sale parto e al nido dell’ospedale. Scopri di più
mama photo

Accesso libero

Fai la tua foto con il pancione o con la tua famiglia, e conserva il ricordo di una giornata speciale.
mama talk

Su iscrizione gratuita

  • Manovre salvavita pediatriche.
  • Meglio saperlo prima. Come trasportare in auto in sicurezza il tuo bebè.
  • Noi ci vogliamo bene! Talk show con lo chef e divulgatore scientifico Marco Bianchi e i medici di Humanitas San Pio X.
Scopri il programma e registrati gratuitamente
mama nursery Uno spazio accogliente e riservato per il cambio e la pappa del bebè.
mama bar Con centrifugati, macedonie di frutta, piatti sani e gustosi. Per una merenda o un pranzo in salute.

Humanitas MAMA, grande successo per lo speciale Open Day del Punto Nascita

Grande successo per il primo Humanitas MAMA, lo speciale open day di Humanitas San Pio X dedicato alla salute delle mamme di oggi e di domani che sabato 15 ottobre ha dato vita a tanti corsi ed eventi.

Una giornata dedicata dai nostri esperti alle mamme di oggi e di domani

Per tutta la giornata ginecologi, neonatologi, anestesisti e ostetriche di Humanitas San Pio X hanno risposto ai dubbi e alle curiosità delle tante coppie e mamme con passeggini o pancione. Sold out le iscrizioni alle visite guidate al Punto Nascita, le sedute di osteopatia neonatale e le ecografie 3D offerte alle famiglie. Grande interesse per i corsi di massaggio neonatale, yoga in gravidanza, riabilitazione del perineo, i laboratori musicali per piccolissimi e per i futuri genitori realizzati con l’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale (AIGAM) e il corso sul linguaggio segreto dei neonati in collaborazione con il Gruppo di Educazione Pediatrica e Ostetrica (GEPO). Mamme, papà e nonni hanno imparato le manovre salvavita pediatriche insieme alla Croce Rossa Milano e a come trasportare in maniera sicura in auto il proprio bebè, grazie ai consigli della Polizia Locale.

Spazio ai più piccoli

Per l’occasione, l’area accettazione dell’ospedale si è trasformata in MAMAPLAY dove i bambini da 2 a 8 anni hanno disegnato, ascoltato le storie raccontate dai lettori della Libreria dei Ragazzi, e imparato a seguire stili di vita sani nel grande Gioco dell’Oca della Salute.

Noi ci vogliamo bene

Nel pomeriggio, invece, spazio alla corretta alimentazione in pre-concepimento, gravidanza, allattamento e svezzamento nel talk show “Noi ci vogliamo bene”, insieme a Marco Bianchi, chef e divulgatore scientifico di Fondazione Veronesi, la nutrizionista Simona Ferrero, la Dott.ssa Paola Marangione, responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, e il Dott. Alessandro Bulfoni, responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia.

Un ricordo speciale

Infine ogni pancione ha avuto la sua foto, da solo, in coppia o in famiglia. All’interno del video troverete alcuni dei momenti più belli raccontati da chi ha partecipato in prima persona a questa giornata unica per raccontare tutte le novità del Punto Nascita.

Humanitas MAMA, in arrivo il nuovo Open Day del Punto Nascita

Sabato 15 ottobre dalle 10.00 alle 17.00 si terrà il primo Humanitas MAMA, open day del Punto Nascita di Humanitas San Pio X dedicato alle mamme di oggi e di domani  e alle loro famiglie.

Le novità di Humanitas MAMA

Durante l’intera giornata sarà possibile incontrare ginecologi, ostetriche, neonatologi e anestesisti, visitare gli spazi dedicati alla maternità e conoscere i servizi dell’ospedale, come l’ambulatorio di osteopatia neonatale e di allergologia pediatrica, l’ambulatorio babygreen sulla corretta alimentazione per le mamme vegane e vegetariane e il corso di massaggio neonatale. I bambini potranno partecipare a momenti di intrattenimento organizzati con realtà del territorio (incontri di lettura ad alta voce, concerti, laboratori di gioco…), sempre affiancati dai medici dell’ospedale, mentre i genitori potranno seguire il corso di disostruzione delle vie aeree o imparare a trasportare in maniera sicura in automobile il proprio bimbo. L’evento è patrocinato dell’ATS Città metropolitana di Milano. A breve sul sito www.sanpiox.net  il calendario completo degli incontri, gratuiti previa iscrizione.

Humanitas San Pio X al Baby Shower di FattoreMamma

Negli Stati Uniti, il Baby Shower è il tradizionale festeggiamento con il quale si accoglie la futura nascita di un bambino. Il termine shower si riferisce alla doccia di regali, utili al bambino, che le future mamme ricevono durante questa festa. Partendo da questa idea, FattoreMamma, in collaborazione con PeriodoFertile, ha organizzato la seconda giornata dedicata alle future mamme e neomamme con bambini fino a sei mesi per aiutarle a prepararsi con serenità all’arrivo del neonato.

Il programma

La giornata prevede numerose iniziative, laboratori, attività e interventi di professionisti che risponderanno alle domande e alle curiosità delle partecipanti. Per scoprire di più, consulta il PROGRAMMA COMPLETO della giornata.

Humanitas San Pio X tra i partner dell’evento

All’evento parteciperanno anche gli specialisti di Humanitas San Pio X con tre incontri:
  • alle 11.30, la Dott.ssa Paola Marangione, Responsabile dell’Unità Operativa di Neonatologia e Patologia Neonatale, e il Dott. Valeriano Genovese, ginecologo dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, si occuperanno di nutrizione in gravidanza, svezzamento e allattamento.
  • alle ore 12.00, la Dott.ssa Paola Marangione spiegherà come ridurre i rischi legati alla SIDS (Sudden Infant Death Syndrome)
  • dalle 14.30 alle 15.15, Maria Assunta Facchi, ostetrica senior consultant dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia illustrerà  la ginnastica specifica per la riabilitazione del pavimento pelvico (laboratorio riservato alle gestanti)

Dove e quando?

Il Baby Shower Party si terrà domenica 4 dicembre dalle ore 10 alle 16.30 presso l’Hotel Westin Palace di Milano (Piazza della Repubblica 20) Per partecipare basta iscriversi e registrarsi sul sito. Vi aspettiamo numerose.

Humanitas San Pio X sede d’esame per il Diploma Europeo di Chirurgia della Mano

Oggi, 18 marzo 2016, presso l’Ospedale Humanitas San Pio X di Milano si terrà la prova scritta dell’European Board of Hand Surgery Diploma Examination sotto l’egida della Federazione Europea di Chirurgia della Mano. Questo è il quarto anno consecutivo che la Struttura ospita, come unica sede italiana, il prestigioso evento di cui i responsabili organizzativi sono il Dott. Loris Pegoli e il Dott. Giorgio Pivato, uno dei 9 membri europei della Federazione in qualità di Charmain Relation Committee. Per favorire il facile accesso alla prima prova scritta, per ogni Nazione è stata scelta una sede di riferimento dove i partecipanti riceveranno, dalla segreteria centrale di Budapest (ore 12 Greenwich Mean Time), l’accesso alle domande d’esame presenti su piattaforma. Tutti i partecipanti hanno due ore di tempo per rispondere ai quesiti e già da lunedì riceveranno il risultato del test. I candidati con esito positivo alla prova scritta, potranno accedere a quella orale dell’esame, che quest’anno si terrà a Santander in concomitanza con il Congresso Europeo della FESSH, Federation of European Societies for Surgery of the Hand (www.fessh.com).

I movimenti fetali, indice di benessere

Avvertire i movimenti del bambino è certamente una delle sensazioni più emozionanti legate alla gravidanza. Se la maggior parte delle donne, fin dall’inizio della gestazione, percepisce la presenza del figlio nel proprio corpo, sentirlo muovere rafforza quella primitiva sensazione e consente la costruzione di un legame unico. Tra la 16 e la 17 a settimana è possibile iniziare ad avvertire i primi fremiti anche se non sono facilmente riconoscibili e molte donne li scambiano per movimenti intestinali. Alcune gestanti descrivono questa sensazione come “bollicine nella pancia”. I movimenti fetali iniziano a essere riconosciuti come tali tra la 18a e la 20a settimana. I bambini in utero si muovono moltissimo, ma non tutti i loro movimenti vengono percepiti. Spesso le immagini ecografiche rivelano bambini che si allungano, si girano, fanno “capriole” o “giocano” con il cordone ombelicale.

Come capire se un bambino si muove abbastanza?

Vediamo insieme al Dott. Bulfoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X perché i movimenti del feto sono importanti. “Con il procedere delle settimane – spiega il Dott. Bulfoni – ogni donna impara a riconoscere i movimenti del proprio bimbo; questi diventano rassicuranti perché suggeriscono che il bambino sta bene ed è sereno”. I movimenti, infatti, sono indice di salute e benessere fetale; ciononostante, non è appropriato suggerire un numero di movimenti che il bambino dovrebbe compiere nell’arco di una giornata: ogni gravidanza differisce dall’altra, così come ogni bambino. In genere, tutti i feti alternano momenti di attività a momenti di quiete. Per ogni mamma però, con il passare dei giorni, i movimenti del bambino diventano familiari e permettono di capire quando il piccolo dorme e quando gioca, come reagisce agli stimoli esterni o a ciò che la mamma mangia o beve o alle posizioni che assume. Più che al numero di movimenti fetali dunque, l’attenzione va posta alle abitudini di movimento del proprio bambino e a eventuali cambiamenti. È bene sottolineare che se per un’intera giornata non si dovessero avvertire movimenti, occorre consultare il ginecologo o recarsi in pronto soccorso, per gli opportuni accertamenti.

Come cambiano i movimenti fetali con il procedere della gravidanza?

Tra la 26a e la 30a settimana i movimenti fetali risultano meno attutiti in seguito alla diminuzione del liquido amniotico, per cui quando il bambino si sposta si possono notare cambiamenti all’aspetto della pancia. A questo punto della gravidanza la maggior parte dei bambini è ancora a testa in su, in presentazione podalica. Tra la 30a e la 35a settimana i movimenti appaiono più vigorosi, ma più rallentati, meno vivaci, a causa della diminuzione dello spazio nella cavità uterina. In queste settimane i bambini che non l’hanno ancora fatto, si girano e assumono presentazione cefalica, si mettono cioè a testa in giù, in vista del parto. La maggior parte dei feti arriva al termine della gravidanza in posizione cefalica, mentre solo una minima percentuale ha una presentazione podalica, che rende in genere difficile il parto naturale e necessita di taglio cesareo. A causa della mancanza di spazio, superata la 36a settimana è difficile che il feto cambi presentazione. Tra la 35a e la 40a settimana i movimenti sono ancora ben percepibili, anche se gradualmente tendono a cambiare, proprio per questioni di spazio. Anche in queste ultime settimane vale la regola precedente: ogni mamma sa riconoscere i movimenti del proprio bambino e si accorge di eventuali stranezze o anomalie. “Ogni futura mamma deve controllare i movimenti fetali, soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza” afferma il Dott. Bulfoni. Se non si avvertono movimenti per qualche ora è consigliabile dapprima provare a stimolare il bambino: toccando la pancia, cambiando posizione, mangiando o bevendo qualcosa di dolce. Se la situazione non cambia, è consigliabile consultare il ginecologo o recarsi in pronto soccorso, nella maggior parte dei casi si verrà sottoposti a tracciato per verificare le condizioni di salute del piccolo. Nell’arco delle 12 ore è corretto che il feto compia non meno di 10 movimenti ( ogni calcetto o altro è considerato un movimento); nel caso in cui non si raggiunga il numero di movimenti previsti, è meglio fare un controllo attraverso un’ecografia ostetrica e/o un NST (non stress test – monitoraggio tococardiografico). “Spesso – continua il Dott. Bulfoni – la gravidanza è in regolare evoluzione, altre volte la semplice riduzione del liquido amniotico può aver ridotto la percezione dei movimenti, altre volte ancora è l’inizio dell’instaurarsi di alcune patologie del II trimestre”. “Quello che viene sempre raccomandato alla paziente – conclude il Dott. Bulfoni – è di non rimandare mai al giorno dopo il controllo in caso di assenza o riduzione dei movimenti, potrebbe essere troppo tardi”. È importante non farsi prendere dall’agitazione e ricordare che è meglio un controllo in più per eccessivo scrupolo, che uno in meno.

Il bagnetto ai neonati

I neonati non hanno la necessità di essere lavati quotidianamente per questioni di igiene, tuttavia un bagnetto giornaliero è un momento molto piacevole per il bambino, poiché ricrea la situazione di immersione nel liquido amniotico che lo ha accolto per nove mesi; è, inoltre, un’occasione di contatto tra il genitore ed il bambino. Non c’è un orario ideale durante il quale fare il bagnetto, ma è preferibile in ogni caso farlo lontano dal pasto per non disturbare la digestione e in un momento di calma anche per la mamma. Occorre preparare tutto l’occorrente a portata di mano e soprattutto non lasciare mai solo il bambino sul fasciatoio.

Come si svolge?

La dimostrazione all’interno del nostro video.
  Il bagnetto può durare fino a quando il bambino mostra di gradirlo, controllando di tanto in tanto che l’acqua sia sempre sufficientemente calda. Questo, naturalmente, dopo la caduta del moncone ombelicale, perché fino a quando il moncone ombelicale non è caduto, occorre evitare il bagno ad immersione ed il bagnetto non va prolungato oltre i 5 minuti.

Il Dott. Stefano Acerboni nel team di Humanitas San Pio X

Il Dott. Stefano Acerboni entra a far parte del team di Humanitas San Pio X come Referente dell’Area Ostetrica dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia.

Chi è il Dott. Stefano Acerboni?

Il Dott. Stefano Acerboni proviene da una lunga e significativa esperienza presso l’Ospedale Policlinico Mangiagalli di Milano. Ha acquisito competenze di rilievo nell’ambito dell’ostetricia, della diagnosi prenatale e della patologia della gravidanza oltre che nell’ambito del contenzioso medico legale in ostetricia. Ha partecipato come relatore a diversi congressi sulla diagnosi prenatale e la colpa medica in ostetricia, mentre nell’ambito della ricerca e attività scientifica ha posto particolare attenzione al controllo del benessere fetale, insieme alla programmazione del parto, pubblicando diversi testi inerenti la valutazione del benessere fetale, l’oncologia ginecologica e la cronobiologia nella patologia ostetrica. Ha partecipato, inoltre, all’elaborazione e stesura di numerosi protocolli diagnostico-terapeutici in ambito ostetrico.

Cosa offre l’equipe di Ostetricia e Ginecologia?

L’attività svolta dall’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia è volta a favorire un precoce contatto ed una profonda conoscenza tra la coppia madre-neonato. L’équipe è particolarmente sensibile ed attenta a creare e mantenere condizioni ambientali di sicurezza e riservatezza per ridurre al minimo indispensabile le occasioni di separazione madre-neonato; Alle future mamme viene fornita un’assistenza ostetrica “one to one”, 24 ore 24, 365 giorni all’anno, nel più totale rispetto della fisiologia del travaglio di parto.