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Obesità e tiroide un legame che non esiste

Che l’ipotiroidismo abbia tra le sue conseguenze anche quella dell’aumento del peso, lo si sa da sempre. Ma questo non significa che questa patologia – che colpisce il funzionamento della tiroide e che ha tra i suoi sintomi la stanchezza, l’intolleranza al freddo, la sonnolenza diffusa e la stitichezza – sia in grado di generare una vera e propria obesità.

In presenza di ipotiroidismo si può infatti parlare di un incremento del peso corporeo contenuto, nell’ordine di qualche chilogrammo, e niente più, come spiega la dottoressa Rosa Miranda Testa, Responsabile dell’Ambulatorio di Endocrinologia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Dottoressa Testa, è vero che l’ipotiroidismo non può essere considerato una causa di obesità?

«Sì, è vero. L’ipotiroidismo, pur nelle sue forme più gravi, comporta solo l’aumento di qualche chilogrammo a causa dell’accumulo di liquidi che, comunque, è destinato a diminuire dopo l’inizio della terapia con cui il corpo del paziente viene rifornito di ormoni tiroidei. Per essere più precisi, si tratta di un accumulo nello strato sottocutaneo di acidi idrofili, detti mucopolisaccaridi, che impediscono il rilascio delle sostanze liquide corporee».

Non è dunque un accumulo di grasso?

«No, non si tratta di grassi. Anche se per decenni l’ipotiroidismo è stato considerato una malattia causa di obesità secondaria, quella derivante da cause ben conosciute, oggi possiamo dire che questa non è la verità. L’insufficiente produzione di ormoni da parte della tiroide, infatti, produce un rallentamento dei processi metabolici, e una diminuzione della richiesta di energie del nostro corpo, che si adegua alla nuova situazione imparando a vivere con molte meno calorie rispetto a una situazione di non malattia».

È come se il nostro corpo, dunque, cercasse e trovasse da sé una soluzione a una situazione di anormalità…

«Esattamente. In questo caso il corpo rallenta il suo metabolismo e diminuisce le sue necessità, creando una situazione che produce ai sintomi propri dell’ipotiroidismo, che sono la stanchezza, la sonnolenza, lo svolgimento “lento” di molte azioni quotidiane, ecc. Ma visto che impara a utilizzare meno calorie, il corpo comincia anche ad avere bisogno di ingerire meno cibi. Da ciò deriva il fatto che chi è affetto da ipotiroidismo è anche caratterizzato da uno scarso appetito. Insomma, in presenza di un funzionamento scarso della tiroide il nostro organismo provvede a bilanciare entrate e uscite, evitando che si creino situazioni degenerative tra le quali è ricompresa, appunto, l’obesità».