Che nella stagione estiva la sete aumenti non è certo una novità. Il caldo, il sudore, la fatica, l’affanno, sono situazioni caratteristiche della bella stagione che, lo sappiamo tutti, possono influire in modo sensibile sulla nostra esigenza di assumere liquidi.

Ma l’aumento della sete, anche d’estate, può dipendere da cause del tutto indipendenti da quelle citate, vediamole una per una con l’aiuto del dottor Amidio Testa, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina di Humanitas Gavazzeni Bergamo, prendendo spunto da un articolo pubblicato sul settimanale Viversani&Belli (n. 27 – 13 luglio 2018).

 

La sete che deriva da caldo e umidità

La presenza di elevate temperature esterne e l’alto tasso di umidità provocano la sudorazione, meccanismo attraverso cui l’organismo evita che la temperatura interna si alzi troppo.

La perdita di liquidi attraverso il sudore comporta però anche una perdita di vitamine e sali minerali per cui l’ipotalamo “accende” lo stimolo della sete, così che l’organismo possa vedere reintegrata la quantità di acqua persa.

La sete che deriva dall’avere mangiato salato o molto zuccherato

Il consumo esagerato di sale provoca l’aumento della concentrazione di sodio nel sangue e rende così più difficili gli scambi che avvengono per osmosi tra le cellule. Per questo il sangue deve essere diluito, azione che può essere eseguita bevendo molta acqua.

Anche una cresciuta concentrazione di glucosio nel sangue, conseguenza dell’avere mangiato molti zuccheri, può generare scompensi che devono essere riequilibrati bevendo.

La sete continua e costante, che non si placa mai

La continua necessità di bere è uno dei primi sintomi del diabete di tipo 2, la forma che si manifesta come conseguenza di cattive abitudini alimentari o di una vita troppo sedentaria, che non consentono la normale produzione di insulina, elemento necessario per abbassare la glicemia nel sangue. Da qui l’esigenza di diluire in continuazione il sangue, che provoca una sete continua e costante.

La sete accompagnata da un senso di spossatezza

Il fatto che alla sete si affianchi una stanchezza continua e persistente può essere il segnale della presenza di un’emorragia gastrica o intestinale. La perdita di sangue attraverso le feci, anche se molto ridotta, nel lungo periodo – si parla di 15-20 giorni – può provocare una perdita di liquidi tale da accendere sensibilmente lo stimolo della sete.

La sete accompagnata da altri disturbi come vomito o diarrea

La sete che si accompagna a sintomi come vomito o diarrea in genere è il segnale che si è vittime di un’infezione batterica o virale. Sono tutti disturbi che provocano grandi perdite di acqua, che deve dunque essere sostituita con l’assunzione di nuovi liquidi. Se però la sensazione intensa di sete perdura per più di 3-5 giorni e ci si sente particolarmente deboli e privi di forze è consigliabile rivolgersi al proprio medico.