Si aprirà il 22 gennaio, a Lipsia (Germania), il LINC: Leipzig Interventional Course, uno tra i più importanti congressi di interventistica vascolare a livello mondiale. Un appuntamento periodico per fare il punto sull’avanzamento della valutazione e del trattamento di pazienti con malattia vascolare complessa, favorire la collaborazione tra colleghi di diverse specialità (cardiologi, radiologi, angiologi, chirurghi vascolari e cardiochirurghi) e promuovere lo sviluppo di terapie endovascolari che abbiano una reale ricaduta nella pratica clinica quotidiana.

E proprio il 22 gennaio, da Humanitas Gavazzeni verranno trasmessi 4 casi in Live Surgery per approfondire alcune tecniche operatorie che il Cardio-Vascular Team del dottor Alberto Cremonesi ha contribuito a ottimizzare negli ultimi anni, come l’angioplastica carotidea per trattare in via endovascolare l’aterosclerosi carotidea.

L’ospedale bergamasco è tra i pochi centri le cui sale operatorie saranno collegate con Lipsia. Insieme all’Italia, altri paesi come Germania, Stati Uniti, Irlanda, Francia e Svizzera.

In sala operatoria, i dottori Fausto Castriota e Antonio Micari, rispettivamente responsabile e  co-responsabile Cardiologia Interventistica e Strutturale di Humanitas Gavazzeni, insieme all’équipe trasmetteranno casi di angioplastica carotidea e di angioplastica periferica per il salvataggio d’arto.

Altri specialisti di Humanitas Gavazzeni interverranno al congresso di Lipsia: Roberto Ferraresi, capo sezione laboratorio Emodinamica Periferica Interventistica, e Giacomo Clerici, responsabile del Centro di Terapia del Piede Diabetico, per portare la loro esperienza nel campo della cura dell’arteriopatia periferica e nella prevenzione delle amputazioni.

Maggiori dettagli sul congresso sul sito ufficiale: www.leipzig-interventional-course.com

Aterosclerosi carotidea e ictus cerebrale

L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità permanente nella popolazione generale e la prima causa di disabilità negli anziani. In Italia l’incidenza oscilla tra 140 e 290 casi di ictus per 100.000 abitanti all’anno.

Le persone più a rischio soffrono di aterosclerosi, diabete e ipertensione arteriosa. Spesso sono fumatori e hanno problemi di obesità. Le comorbidità riguardano patologie delle coronarie, delle arterie carotidi e arterie periferiche (gambe).

L’ictus cerebrale è spesso dovuto proprio ad aterosclerosi carotidea: le arterie carotidi sono le principali arterie che fanno confluire sangue al cervello. La stenosi carotidea è un restringimento dovuto a una placca aterosclerotica che riduce il flusso di sangue e quindi d’ossigeno al cervello. Nella maggior parte dei casi, questa stenosi si localizza a livello della biforcazione carotidea, ossia dove la carotide comune si divide in carotide interna (che porta sangue al cervello) e in carotide esterna (che garantisce il flusso al viso).

I pazienti posso presentare ischemia cerebrale, transitoria o permanente (ictus). Tra i sintomi comuni a entrambe queste situazioni vi sono deficit di forza e movimento di parte del corpo, disturbi della parola, disturbi della vista, disorientamento, disturbi della sensibilità di una parte del corpo.

Quando il restringimento della carotide arriva all’80%, occorre intervenire. L’angioplastica carotidea è un trattamento ad alta specializzazione che permette di agire sulla stenosi della carotide per riavviare il corretto afflusso di sangue al cervello, evitando distacco di emboli.

L’intervento è mininvasivo ed eseguito in anestesia locale con paziente cosciente. Questi fattori riducono i rischi per i pazienti più complicati e più fragili, e abbreviano sensibilmente i tempi di ricovero. La tecnica viene praticata ormai di prassi nei casi in cui la rivascolarizzazione carotidea sia clinicamente indicata. In mani esperte ha risultati ottimali, con una probabilità di complicanze sotto l’1%.