Non sempre e non solo l’alito cattivo è conseguenza di una cattiva igiene orale. Ci sono infatti molte altre cause alla base di questo fastidioso problema: a volte può essere anche il segnale della presenza di disturbi di natura patologica.

Approfondiamo l’argomento con gli specialisti del Centro Odontoiatrico di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

L’accumulo della placca

Quella dell’igiene orale non curata a dovere è la prima causa dell’alito cattivo. Questo comportamento, infatti, consente alla placca di depositarsi sui denti, provocando l’infiammazione e il sanguinamento delle gengive. Il sangue che resta nel solco gengivale viene attaccato dai batteri con conseguente produzione di gas responsabili dell’alitosi.

La placca può essere rimossa con un’accurata pulizia con spazzolino, filo interdentale o scovolino. Ma se si è già formato il tartaro diventa necessaria una seduta di igiene orale da effettuarsi presso uno studio dentistico.

La presenza di carie

Le carie sono lesioni dei denti provocate dalla placca che si è accumulata erodendo lo smalto, oltre che dai residui di cibo che rimangono tra dente e dente e vengono attaccati dai batteri producendo cattivo odore.

Inizialmente la carie non produce alcun sintomo, oltre all’alitosi, per cui la presenza di questo problema può essere un campanello d’allarme che spinga a fare un controllo dal dentista per evitare che la carie diventi troppo profonda e danneggi irrimediabilmente il dente.

L’arrivo di un dente del giudizio

I denti del giudizio che stanno crescendo ma non sono ancora spuntati del tutto hanno la loro corona parzialmente coperta dalla gengiva, che ne costituisce una sorta di cappuccio sotto cui possono infilarsi i batteri. Essendo anaerobi, questi batteri non hanno bisogno dell’ossigeno per vivere e quindi possono proliferare per tutto il tempo di crescita del dente, fino a quando non spunterà definitivamente, creando gas maleodoranti.

In questa situazione, quindi, il problema dell’alitosi dovrebbe scomparire da solo a meno che il dente non cresca storto e quindi non crei un ascesso capace di provocare un’infiammazione alla gengiva.

L’influenza della bronchite

Un’infezione alle vie respiratorie provoca una produzione abbondante di muco capace di generare un alito cattivo che quindi non trae la sua origine dalla bocca ma deriva dall’azione di espirazione dell’aria. Questo perché nel muco si annidano batteri in grado di generare cattivi odori, avvertiti ogni volta che si espelle aria dalla bocca o dal naso.

La cattiva abitudine di fumare

Il fumo provoca alitosi perché le sostanze tossiche contenute nelle sigarette si depositano sui denti e vengono assorbite dalle mucose della bocca. Al tempo stesso, l’assunzione del fumo provoca una riduzione della salivazione che tra le varie funzioni ha anche quella di lavare i batteri all’interno della bocca. Quando questa è scarsa, i batteri possono accumularsi più facilmente e produrre, come conseguenza, i gas responsabili dell’alitosi.

L’alitosi di origine alimentare

L’alimentazione può influire sulla presenza di cattivi odori provenienti dalla bocca. Anzitutto, l’alito cattivo può derivare dall’aver ingerito alcuni alimenti come l’aglio o la cipolla, le cui sostanze maleodoranti vengono espulse dal nostro organismo attraverso la respirazione.

Ma non è tutto. L’alitosi può essere provocata anche da diete – ipocaloriche o comunque squilibrate – che siano in grado di provocare un’alterazione del metabolismo e di conseguenza la produzione di sostanze che possano provocare alito cattivo.

Attenzione quindi alle diete iperproteiche, ricche di latticini, carne e pesce, le cui proteine possono essere utilizzate dai batteri come fonte per la produzione di zolfo, una delle sostanze che più di ogni altra contribuisce a creare alitosi.

Che cosa fare quando perdura nel tempo

In conclusione, si può dire che l’alitosi può avere molte cause e che in genere si tratta di un sintomo temporaneo e non preoccupante.

C’è però da aggiungere che quando si protrae nel tempo può essere il segnale che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Meglio dunque, in questo caso, sottoporsi a una visita odontoiatrica, soprattutto nei casi in cui questo sintomo sia associato ad altri come il sanguinamento delle gengive o la fuoriuscita di pus dalle stesse gengive.

 

(ispirato all’articolo “Alito cattivo” di Elena Cassin, pubblicato su Viversani&Belli n. 22 del 24 maggio 2019)