Si celebra il 14 novembre 2013 la Giornata Mondiale del Diabete istituita dalle Nazioni Unite nel 2006. Non darla vinta al diabete significa prevenire la condizione e le sue complicanze.

In Italia il numero di persone con diabete è aumentato il 12 anni di quasi il 50%. Si è passati da 2,15 a 3,27 milioni di persone (pari al 4,9% della popolazione) con poco meno di 100mila casi in più ogni anno. Almeno un altro milione di persone hanno il diabete senza saperlo e che innalzano la percentuale stimata al 6% circa.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un costante aumento del diabete nel mondo e in particolare nei Paesi emergenti, sia per l’incremento dell’attesa di vita che per l’aumento nella popolazione di sovrappeso, obesità e stile di vita sedentario.
Il diabete mellito è una malattia a crescente diffusione in tutto il mondo, caratterizzata da un eccesso di zuccheri (glucosio) nel sangue definito “iperglicemia”.

Il glucosio costituisce la principale fonte di energia per la cellula, ma il soggetto diabetico non può utilizzarlo correttamente come “carburante” in quanto manca dell’ormone insulina (diabete tipo 1 o giovanile) oppure, pur non essendo carente di questa sostanza, soffre di un suo difetto di funzionamento (diabete tipo 2 o dell’adulto). L’insulina funge da “apriporta” per l’ingresso intracellulare di glucosio che viene poi bruciato a fini energetici.

Le cause del diabete sono da rintracciarsi in fattori genetici e ambientali (nel tipo 2: sovrappeso, obesità, stile di vita sedentario, gravidanze  multiple e ravvicinate; nel tipo 1: produzione di anticorpi male indirizzati che uccidono le beta cellule pancreatiche, responsabili della produzione di insulina).

La patologia connessa con il diabete è particolarmente rilevante per le complicanze tardive della malattia, che possono insorgere a carico di numerosi organi e apparati: complicanze micro vascolari specifiche quali neuropatia, nefropatia, retinopatia diabetica, e problematiche a carico dei vasi arteriosi di maggior calibro (infarto del miocardio, ictus cerebrale, insufficienza circolatoria degli arti inferiori).

Il complesso di queste lesioni può essere gravemente compromissorio della qualità della vita di questi pazienti.