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Allenarsi con costanza per praticare lo sport in sicurezza

Perché lo sport sia sinonimo di salute è indispensabile arrivare preparati all’appuntamento con l’attività fisica, soprattutto in questo momento in cui stanno calando le restrizioni dovute al contenimento della pandemia e si sta ritornando poco alla volta alla vita cosiddetta “normale”.

Questo il primo messaggio lanciato dal team di ortopedici di Humanitas Gavazzeni che hanno partecipato al webinar “Prevenzione e sport. Dal ciclismo al calcio, ripartire in sicurezza” promosso da Ente Mutuo Regionale, la sanità integrativa degli iscritti a Confcommercio delle provincie Lombarde.

 

L’importanza dell’allenamento

«Per prevenire i traumi – ha avviato l’incontro online Gennaro Fiorentino, responsabile Ortopedia e Traumatologia di Humanitas Gavazzeni – è essenziale non improvvisare nulla, ma prepararsi fisicamente al ritorno alle attività sportive, anche quelle amatoriali».

Anche i cosiddetti sportivi della domenica, quindi, devono praticare la loro disciplina dopo avere svolto un percorso di preparazione qualitativo e graduale, che si sviluppi attraverso un’attenta preparazione fisica ma anche con il supporto di una corretta alimentazione.

L’attenzione del webinar è stata indirizzata su due sport molto popolari e diffusi: il calcio e il ciclismo. «La pratica dell’attività sportiva è in costante aumento, anche per quanto riguarda i più piccoli – ha sottolineato Luca Usai, ortopedico del team di Humanitas Gavazzeni che da più di tre anni segue 400 ragazzi del settore giovanile dell’Atalanta –. Dal punto di vista dei traumi, i calciatori più giovani sono maggiormente soggetti a infortuni agli arti superiori, mentre dai 13 anni in su prevalgono quelli agli arti inferiori».

Il momento più delicato, da questo punto di vista, è quello della crescita, quando le ossa si allungano con grande velocità e lo scheletro e le articolazioni diventano per questo più vulnerabili.

 

Calcio e ciclismo, prima regola non farsi del male

Tra tutti, nel calcio, l’infortunio più temuto è la lesione del legamento crociato, quello che richiede più tempo per la guarigione. È un trauma che si verifica sempre più spesso, sui campi da calcio, senza che vi sia bisogno di un contrasto duro: «In questi ultimi anni nei calciatori sono aumentate velocità e forza muscolare – ha aggiunto il dottor Usai – per cui può capitare che i calciatori si facciano male da soli. Uno spiacevole inconveniente che spesso si verifica vicino alle linee di fondo perché in quella zona del campo il corpo percepisce un ostacolo e fa un movimento contro natura. In caso di infortuni di questo tipo è fondamentale seguire il ritorno in campo degli atleti con percorsi riabilitativi personalizzati».

L’attenzione alla preparazione atletica va prestata anche da tutti coloro che si dedicano al ciclismo, sport in grande ascesa perché è uno dei simboli della rinascita post Covid-19 ed è una disciplina che promuove l’eco-mobilità.

«I ciclisti si fanno soprattutto male al polso, alla clavicola e al femore – ha spiegato il medico ortopedico di Humanitas gavazzeni Sebastiano Giambartino –. Tra le situazioni da evitare ci sono quelle caratterizzate da overtraining, il cosiddetto sovrallenamento per cui lo sforzo fisico eseguito da uno sportivo supera la sua capacità di recupero. Per quanto riguarda il ciclismo, in particolare, non ci si può limitare ai lunghi percorsi del weekend, senza essersi adeguatamente preparati durante la settimana. Altrettanto importante, per evitare traumi indesiderati è posizionarsi correttamente sulla sella e munirsi delle adeguate protezioni, prima tra tutte il casco».

 

(ispirato all’articolo “Riparte lo sport: attenti ai traumi, serve gradualità”, pubblicato sull'”Eco di Bergamo” il 14 maggio 2021 a firma Marina Belotti)