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Reflusso, gastrite e ulcera: come riconoscerli e curarli

Reflusso gastroesofageo, gastrite e ulcera sono le più comuni tra le patologie che colpiscono l’apparato digerente e rappresentano una delle principali ragioni di consulto medico. Ne parliamo con il dottor Nicola Gaffuri, responsabile della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli di Bergamo.

Dottor Gaffuri, quanto sono diffuse queste patologie e come si manifestano?

«Reflusso gastroesofageo, gastrite e ulcera sono condizioni molto frequenti. Il reflusso gastroesofageo è caratterizzato dalla risalita dei succhi gastrici nell’esofago e si manifesta tipicamente con sintomi come bruciore retrosternale, rigurgito acido o alimentare e, in alcuni casi, con tosse persistente o raucedine. La gastrite è invece un’infiammazione della mucosa dello stomaco che talvolta non dà alcun sintomo ma può causare dolore, nausea, senso di pesantezza. L’ulcera gastrica o duodenale, infine, rappresenta una lesione più profonda della parete dello stomaco o dell’intestino e richiede un’attenzione particolare».

Quali sono le principali cause di reflusso, gastrite e ulcera?

«Le cause di queste patologie sono multifattoriali. Tra le più importanti troviamo l’infezione da Helicobacter pylori, l’assunzione prolungata di farmaci antinfiammatori, il fumo, alcune abitudini alimentari scorrette e lo stress, sia fisico sia mentale. Lo stress, in particolare, non è l’unico responsabile, ma può influire sull’intensità dei sintomi e favorire la comparsa o la riacutizzazione delle lesioni. Agisce, per così dire, come un acceleratore di disturbi già presenti».

Come si arriva a una diagnosi corretta?

«La diagnosi parte sempre da una valutazione clinica accurata. Quando i sintomi sono persistenti o compaiono “segnali di allarme” come anemia, sanguinamento o calo di peso, diventa fondamentale ricorrere a esami strumentali. In questo contesto, la gastroscopia ha un ruolo centrale perché permette di osservare direttamente la mucosa dell’esofago e dello stomaco, identificare infiammazioni, ulcere o sanguinamenti ed effettuare biopsie mirate».

Quanto è importante l’esame della gastroscopia?

«È uno strumento indispensabile per poter giungere a una diagnosi precisa e tempestiva, soprattutto nei pazienti che denunciano sintomi importanti o prolungati. Consente non solo di vedere le lesioni, ma anche di capirne la natura e impostare il trattamento più adeguato».

Quale ruolo ha oggi l’Intelligenza Artificiale in endoscopia?

«L’evoluzione tecnologica sta cambiando profondamente anche questo ambito. L’Intelligenza Artificiale, in particolare, può supportare il medico nell’individuazione precoce delle lesioni, aumentando l’accuratezza diagnostica e la sicurezza dell’esame. È importante chiarire che l’Intelligenza Artificiale non sostituisce l’esperienza del medico, ma rappresenta un valido alleato nella pratica clinica quotidiana».

Esistono alternative alla gastroscopia tradizionale?

«Sì, in pazienti selezionati si può procedere anche con una gastroscopia transnasale, una metodica meno invasiva che utilizza strumenti di diametro ridotto che vengono introdotti dal naso. Questo approccio migliora la tollerabilità dell’esame e può essere particolarmente utile in alcuni contesti clinici, individuati dal medico specialista».

Come si possono curare reflusso, gastrite e ulcera?

«Il trattamento dipende dalla singola patologia e dalla causa che ne è alla base. Può includere modifiche dello stile di vita, farmaci antiacidi o antisecretivi, la terapia di eradicazione dell’Helicobacter pylori e, quando indicato, un monitoraggio endoscopico. Una gestione efficace nasce sempre da una diagnosi corretta e personalizzata».

Quanto è importante la prevenzione in questo ambito?

«La prevenzione, i controlli adeguati e l’attenzione ai sintomi sono fondamentali per tutelare la salute gastrointestinale e ridurre il rischio di complicanze. Rivolgersi tempestivamente allo specialista permette di intervenire in modo mirato e sicuro».

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