Il Servizio di Radiologia in Humanitas Gavazzeni introduce un significativo aggiornamento tecnologico nella diagnostica per immagini: l’applicazione dell’intelligenza artificiale (IA) alla risonanza magnetica (RM). Si tratta di una tecnologia già attiva nella pratica clinica quotidiana, in grado di migliorare la qualità delle immagini e, in molti casi, di ridurre i tempi di esecuzione degli esami, mantenendo elevati gli standard diagnostici.
Un beneficio particolarmente rilevante riguarda la risonanza magnetica multiparametrica della prostata, esame chiave nella diagnosi del tumore prostatico. Grazie all’IA, le immagini delle zone sospette risultano più definite e le sequenze ad alta risoluzione più leggibili. L’esame dura circa 4-5 minuti in meno rispetto al protocollo tradizionale, con una qualità diagnostica superiore.
«Impiegare queste tecnologie è prima di tutto un atto di cura», spiega la dottoressa Roberta Meroni, Responsabile della Radiologia Oncologica in Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli. «La Diagnostica per immagini è spesso il primo contatto tra il paziente e il percorso di cura. L’IA non sostituisce il radiologo, ma ci aiuta a ridurre le variabili tecniche, permettendo una maggiore attenzione sull’interpretazione clinica e quindi sul benessere stesso della persona».
Concretamente, l’Intelligenza Artificiale agisce nella fase di ricostruzione delle immagini: riduce il rumore di fondo, aumenta il contrasto tra i tessuti e migliora la definizione dei dettagli anatomici. In molti protocolli, i tempi di acquisizione si riducono dal 10% al 30%. Esami più brevi significano meno rischio di artefatti da movimento e maggiore comfort, soprattutto per pazienti anziani o claustrofobici.
L’IA, va ribadito, non formula diagnosi, ma migliora la qualità tecnica dell’immagine. L’interpretazione resta una competenza medica, basata sull’integrazione tra immagini, dati clinici e storia del paziente.
Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente tra gli uomini in Italia. Nel 2025 si sono stimati circa 31.200 nuovi casi, pari al 17% di tutti i tumori maschili. Tuttavia, grazie alla prevenzione, in dieci anni i casi che sono riusciti a superare la patologia sono cresciuti del 55%: erano 217.000 nel 2014 e sono diventati 485.000 nel 2024. Inoltre, nel 2026, rispetto al periodo 2020-2021, è stimata una riduzione della mortalità del 7,4%. La sopravvivenza a cinque anni supera infine il 90%, con percentuali ancora più alte quando la malattia viene individuata in fase precoce. Con questa evoluzione tecnologica, Humanitas Gavazzeni porta nella pratica quotidiana strumenti già disponibili solo in pochi centri. Risultato: immagini più precise, esami più efficienti, pazienti più a loro agio

