Quella al polmone è la seconda causa di morte “tumore-correlata” nel mondo occidentale. Una malattia che colpisce indifferentemente uomini e donne e che oggi – evidenzia il dott. Luigi Bortolotti, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica di Humanitas Gavazzeni Bergamo – quando individuata nella sua fase iniziale, può essere curata e, in molti casi, anche guarita.

Quali sono le cause del tumore al polmone?

«Tra le cause conosciute, la prima è sicuramente l’abitudine al fumo. Non bisogna mai smettere di sottolinearlo perché – nonostante le campagne perennemente in atto – il numero dei fumatori, soprattutto tra i più giovani, non tende a diminuire. Altre cause di tumore al polmone sono le inalazioni continue di sostanze considerate cancerogene come l’amianto, lo smog cittadino o certe emanazioni di gas industriali».

Può influire una componente genetica?

«Gli studi finora eseguiti non sono riusciti a dimostrare una sicura predisposizione di tipo famigliare al tumore al polmone. L’opinione attuale è pertanto che questa patologia dipenda in via generale da dei fattori “esterni”».

Questo sembrerebbe facilitare, per così dire, l’aspetto della prevenzione…

«Solamente in parte; non si può difatti dire che per evitare di ammalarsi di questo male sia sufficiente non fumare o adottare, soprattutto nei luoghi di lavoro a rischio, tutte le precauzioni protezionistiche previste dalla legge in materia di inalazione di sostanze pericolose. Vi sono difatti alcuni tipi di tumore al polmone, la cui causa non è fumo-correlata e non ancora del tutto conosciuta e che quindi rendono l’aspetto preventivo più difficoltoso. L’abolizione del fumo resta comunque di fondamentale importanza al fine di evitare la maggior parte delle neoplasie polmonari».

La diagnosi precoce è fondamentale. Quando è il caso di sottoporsi a una visita?

«Lo si deve fare qualora si riconoscano alcuni sintomi che possono essere associati a questa patologia. Parlo soprattutto di difficoltà di respirazionedolore toracico, tosse continua e refrattaria alle terapie mediche, presenza di sangue nel catarro. È però da evidenziare che spesso il tumore al polmone nella sua prima fase può essere del tutto asintomatico. Per questo motivo è utile, pur in assenza di segnali, sottoporsi a una visita toracica periodica, soprattutto qualora si rientri nelle categorie a rischio come i fumatori e gli ex fumatori di età superiore ai 65 anni, o chi vive-lavora in ambienti che possano essere considerati, sotto questo punto di vista, pericolosi. Nei casi sospetti il medico curante prescriverà delle indagini radiologiche che permettano di arrivare a una diagnosi quanto più precoce possibile».