La salute e il bell’aspetto delle gambe passano anche attraverso l’utilizzo di speciali colle e di laser sempre più precisi e, è proprio il caso di dirlo, dall’esito sempre più capillare.

La cattiva circolazione venosa – quella che soprattutto d’estate provoca fastidi come un senso di pesantezza nelle gambe, crampi notturni e la comparsa di centinaia di piccoli segni rossi sulla superficie della pelle degli arti inferiori – è un problema che per questioni ormonali riguarda soprattutto le donne e che oggi può essere infatti curata con la cosiddetta scleroterapia o con l’utilizzo di laser.

In che cosa consistono queste due tecniche? La domanda è stata posta alla dottoressa Marzia Baldi, dermatologa Responsabile degli Ambulatori di Dermatologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo, sul periodico “Viversani & Belli“.

Questo il riassunto della risposta:

«Quando si escludono problemi circolatori ai grandi vasi e si devono affrontare i tipici disturbi dovuti a una cattiva circolazione superficiale si può ricorrere a una terapia combinata di scleroterapia e di laserterapia. La scleroterapia prevede l’esecuzione di tante piccole iniezioni di speciali sostanze – mousse o colle – nelle gambe al fine di chiudere i capillari ed eliminare le cosiddette varici reticolari, disturbo estetico molto frequente nelle donne. Lo stesso risultato può essere ottenuto con i laser, che chiudono i capillari attraverso il calore prodotto dalla luce emessa dall’apparecchio utilizzato».

Sono trattamenti che in genere sono eseguiti nella stagione invernale, per evitare che l’esposizione al sole tipica dei mesi caldi provochi una pigmentazione impropria sulla pelle difficile poi da rimuovere, come conferma la specialista: «Sono trattamenti che richiedono tempi di recupero della pelle abbastanza lunghi. Le macchie che si possono formare sulla cute vengono trattate con speciali creme, ma è fondamentale che non ci sia esposizione al sole. Altri trattamenti di mantenimento che possono essere previsti, nel post intervento, sono l’utilizzo di calze elastiche, il linfodrenaggio manuale e lo svolgimento di una pacata ma costante attività sportiva».