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Lesione del legamento crociato anteriore (LCA), l’infortunio che fa più paura agli sciatori

La lesione del legamento crociato anteriore (LCA) è uno degli infortuni più temuti dagli sportivi e in particolare dagli sciatori, siano essi professionisti o semplici appassionati. La rottura del crociato è un evento che mette alla prova la stabilità del ginocchio e richiede un percorso di recupero rigoroso per poter tonare a muoversi con fiducia.

Quali sono i motivi per i quali quest’infortunio è così impattante? Ne parliamo con il dottor Luca Usai, specialista di Ortopedia e Traumatologia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

Lesione del legamento crociato anteriore: cause

Nello sci, la lesione del crociato anteriore avviene solitamente a causa di un evento a media-alta energia ed è causata dal connubio tra la velocità che si acquisisce scendendo lungo le piste innevate e i movimenti che riguardano l’articolazione del ginocchio: di rotazione quando si eseguono le curve, o di sollecitazione, quando si atterra dopo avere effettuato un salto. Situazione che si aggrava ulteriormente durante le cadute, soprattutto quando lo sci rimane attaccato allo scarpone e il ginocchio subisce torsioni innaturali e violente.

Perché la lesione del legamento crociato anteriore è così grave per gli sportivi?

Questo tipo di trauma causa:

  • Instabilità immediata: il ginocchio perde il suo “perno” centrale, rendendo difficile o impossibile il carico.
  • Limitazione funzionale: il dolore e il gonfiore riducono drasticamente la mobilità.

Non si tratta solo di uno stop all’attività sportiva: la lesione dell’LCA può avere ripercussioni significative anche sulla vita quotidiana e lavorativa, specialmente per chi svolge professioni che richiedono sforzi fisici o lunghi periodi in piedi.

Lesione legamento crociato anteriore: trattamento

La soluzione è per la grande parte dei casi chirurgica e consiste nella ricostruzione del legamento. Nel caso di sportivi che intendono tornare alla pratica dello sport, l’intervento chirurgico è indispensabile.

Quali sport sono sconsigliati per chi ha subito un intervento?

In via teorica nessuno: chi si sottopone a un intervento chirurgico del genere lo fa proprio per poter riprendere la sua attività sportiva in sicurezza. È chiaro però che chi vuole tornare a praticare sport – come lo sci di discesa, il basket, il calcio, la pallavolo, ecc. – che sono caratterizzati da elevate esigenze funzionali, da alti livelli agonistici e da ricorrenti pericolosità tecniche, deve saper mettere in campo attività di riabilitazione e di allenamento, di muscoli e cervello, proporzionali al risultato che vuole ottenere.

Lesione legamento crociato anteriore: recupero

Il recupero da questo tipo di intervento richiede una riabilitazione protratta per vari mesi. Questo ancora più per chi pratica sci o altri sport che richiedono cambi repentini di direzione. I tempi di recupero variano a seconda dell’attività svolta ma anche dal livello – agonistico o no – dell’atleta: si può andare dai 6 ai 10 mesi.

La riabilitazione è lunga, deve essere costante e in certi casi può prevedere limitazioni anche dell’attività lavorativa, soprattutto quando questa richiede lo svolgimento di sforzi particolari.

La riabilitazione può essere effettuata anche a casa propria?

La riabilitazione che fa seguito a un intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore deve essere costantemente monitorata da un chirurgo ortopedico, seguita nelle varie fasi da un medico fisiatra e basata su un progetto il più possibile personalizzato predisposto e attuato con l’aiuto di un fisioterapista. In questo ambito l’ideale è poter disporre di una palestra dotata di attrezzi e macchinari che, oggi anche grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, consentono di raggiungere i migliori risultati possibili. Questo non toglie che molti degli esercizi riabilitativi possano – anzi debbano – essere effettuati anche in casa, in base alle indicazioni fornite dagli specialisti.

Il Centro di Riabilitazione Hi-Tech e Sport Lab

Per chi desidera portare la preparazione fisica a un livello superiore, a Bergamo presso il centro Humanitas Medical Care di via Camozzi è presente il Centro di Riabilitazione Hi-Tech & Sport Lab, dedicato alla valutazione funzionale, alla prevenzione e alla riabilitazione in ambito muscolo-scheletrico e sportivo.

Il Centro si rivolge non solo a pazienti che affrontano un percorso riabilitativo dopo traumi o interventi chirurgici, ma anche a persone fisicamente attive e sportivi che desiderano prepararsi in modo consapevole a attività ad alto impegno fisico, come gli sport sulla neve.

Grazie a telecamere 3D a infrarossi, sensori di posizione, pedane stabilometriche e sistemi basati sull’intelligenza artificiale, il team di medici fisiatri e fisioterapisti può analizzare in maniera oggettiva il movimento corporeo, correggere schemi motori e impostare programmi di allenamento e riatletizzazione scientificamente mirati agli obiettivi individuali.

Questa combinazione di competenze specialistiche e strumenti tecnologici avanzati consente di ottimizzare la forza, l’equilibrio, la coordinazione e la resistenza, caratteristiche essenziali per diminuire il rischio di infortuni e per predisporsi in modo efficace e sicuro agli sport sulla neve.

LCA: l’infortunio che fa più paura agli sciatori
Guarda il video del dottor Luca Usai

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