Andare al lavoro o da un luogo all’altro della città a piedi o in bicicletta aiuta a ridurre il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari. In particolare, questo rischio è diminuito del 24% quando si utilizza la bici. Questo il risultato di una ricerca effettuata dall’Imperial College di Londra e dall’Università di Cambridge, pubblicata di recente sulla rivista scientifica “The Lancet Planetary Health”.

Sono così evidenti e riconosciuti questi benefici? L’abbiamo chiesto al dottor Alberto Cremonesi, responsabile della Cardiologia di Humanitas Gavazzeni e direttore del Dipartimento Cardiovascolare dello stesso ospedale di Bergamo.

Perché l’andare in bicicletta è così salutare per il cuore?

«Perché pedalando rafforziamo la muscolatura del nostro corpo, compresa quella del cuore, facciamo calare la pressione del sangue e agevoliamo il miglioramento della circolazione. Inoltre l’andare in bici rilassa la mente e produce effetti benefici dal punto di vista dello stress e dell’ansia. Una situazione che in generale incide positivamente sul nostro organismo e soprattutto sulla salute del nostro cuore, che è messa in continuo pericolo da condizioni come il sovrappeso, la sedentarietà, la colesterolemia, il diabete e la pressione alta. Il movimento ci rende più forti nei confronti di ictus, infarti e dall’aterosclerosi, cioè dalla formazione di quelle placche nelle arterie che sono tra i peggiori nemici del sistema cardiovascolare».

Gli stesso benefici possono esser ottenuti anche camminando…

«Sì: con una camminata veloce di 30 minuti al giorno contribuiamo a rafforzare la cassa toracica e a migliorare la ventilazione polmonare. Ma se non riusciamo a dedicare tutto questo tempo a questa attività aerobica, che produce anch’essa ottimi benefici anti stress e anti ansia, può essere comunque utile spostarsi da un luogo all’altro a piedi, a passo spedito. L’importante è indossare scarpe adatte alla camminata e magari, se si vogliono tenere sotto controllo le reazioni del proprio fisico, in particolare durante un allenamento, essere provvisti di un cardiofrequenzimetro»,

Qual è l’utilità di questo strumento?

«Il cardiofrequenzimetro, che può essere portato al polso, permette di capire se l’allenamento che stiamo svolgendo crea uno stato di fatica “corretto”, rispettoso delle nostre reali capacità fisiche o se stiamo esagerando con lo sforzo e stiamo sottoponendo il nostro cuore a un’attività troppo elevata. Alcuni di questi strumenti sono addirittura in grado di eseguire un elettrocardiogramma e di inviarlo in tempo reale al medico curante, permettendogli di tenere sotto controllo la salute del nostro muscolo cardiaco. Sono strumenti insostituibili, preziosi alleati di noi cardiologi, che avranno un ruolo sempre più rilevante nella medicina del futuro».

Come si devono comportare le persone che hanno subito il contagio da Covid-19?

«Devono sapersi prendere i giusti tempi, a seconda di come e quanto hanno subito gli effetti del contagio. I quadri clinici collegati al Covid-19 sono stati numerosi e si sono manifestati in forme molto differenti tra loro: da semplici influenze paucisintomatiche, caratterizzate da scarsità di sintomi, a sindromi complesse, con gravi coinvolgimenti sia dei polmoni sia di altri organi vitali, tra cui anche il cuore. Per questo La ripresa dell’attività fisica deve essere graduale e deve evitare sforzi intensi e prolungati. È essenziale, da questo punto di vista, confrontarsi con il proprio medico, lui saprà consigliare su che cosa può essere fatto e cche cosa, al contrario, deve essere evitato».

 

(Ispirato all’articolo: “Camminare e pedalare. Così il cuore resta in forma”, pubblicato sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” del 7 giugno 2020)