Con un unico esame del sangue è oggi possibile verificare se si è affetti da una o più tra quasi 300 allergie respiratorie e alimentari.

L’esame si chiama Alex test – dove Alex sta per “Allergy Explorer” – e l’aspetto da sottolineare è che, senza dover immettere sostanze nell’organismo, permette di investigare sulla predisposizione delle persone a reagire nei confronti di ben 282 allergeni, sostanze che in genere sarebbero innocue ma che in persone “sensibilizzate” provocano allergie.

Ne parliamo con gli specialisti del Laboratorio Analisi cliniche di Humanitas Gavazzeni Bergamo, dove l’esame viene eseguito.

«Alex test è il primo test allergologico in vitro che consente di misurare simultaneamente la presenza di immunoglobuline E – gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a uno stimolo che viene percepito dall’organismo come una minaccia – specifiche per, come detto, 282 sostanze».

Quali sono i vantaggi che derivano dall’esecuzione di questo esame?

«Il vantaggio più evidente è dato dal fatto che attraverso Alex test è possibile comprendere con più precisione quadri complessi di allergie, cioè quelle situazioni in cui si verifichino le cosiddette cross-reazioni tra allergeni inalanti e allergeni alimentari. Questo significa avere un grado più completo possibile delle sensibilizzazioni proprie di ogni paziente».

Quali conseguenze derivano dal punto di vista della cura?

«Una maggiore precisione diagnostica contribuisce a rendere più efficiente la fase della cura, che diviene sempre più precisa e, soprattutto, personalizzata. I test classici, che utilizzano estratti allergenici, sono certamente utili per identificare le sorgenti allergeniche, ma è solo attraverso un approccio diagnostico molecolare aggiuntivo, che è quello proprio di Alex test, che è possibile avere tutte le informazioni utili per raggiungere una decisione terapeutica ottimale».

Quali sono, nello specifico, gli allergeni che vengono analizzati con Alex test?

«L’analisi spazia su tutti gli allergeni classici, che vanno da quelli propri di acari e polveri, al lattice, al cibo animale e a quello vegetale, a insetti e veleni, a microorganismi, pollini e a epitelio e forfora. Un consiglio: una volta ottenuto l’esito dell’esame è importante che questo venga interpretato e contestualizzato nel problema clinico da parte di uno specialista in allergologia e immunologia clinica, l’ideale è dunque sottoporsi a una visita allergologica».