Si svolgerà mercoledì prossimo 23 ottobre la Giornata di prevenzione sull’Osteoporosi organizzata da Humanitas Gavazzeni che propone, nella propria struttura ospedaliera, un incontro medico divulgativo e visite specialistiche gratuite rivolte in particolare alle donne in menopausa.

L’incontro sull’osteoporosi si svolgerà mercoledì 23 ottobre dalle ore 12 alle ore 13 nell’Auditorium di Villa Elios (ingresso libero), mentre le visite specialiste si svolgeranno in ospedale in quella stessa giornata dalle ore 9 alle ore 11.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30, previa prenotazione obbligatoria al numero telefonico 035.4204688 (attivo da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle ore 16). Ancora disponibili alcuni posti.

La giornata rientra nell’ambito dell’H-Open day organizzato, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Osteoporosi del 20 ottobre, dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) insieme ad altri 70 ospedali premiati con i “Bollini Rosa”, cioè a misura di donna, impegnati nel sensibilizzare le italiane verso una malattia che si previene e si risolve non solo grazie a uno stile di vita e a una dieta corretta, ma anche con l’ informazione.

«Le fratture osteoporotiche cosiddette di fragilità, sono purtroppo causa di disabilità, anche di grado elevato sia fisica che psichica, e la loro incidenza aumenta esponenzialmente con l’età. La più frequente e disabilitante è certamente quella del femore – dice Marcella Montini, responsabile dell’area Endocrino metabolica di Humanitas Gavazzeni –. È quindi assolutamente necessario individuare con accuratezza le persone a rischio elevato per avviare un trattamento preventivo efficace».

I numeri parlano chiaro: a causa dell’alto indice di invecchiamento, si stima che entro il 2050 le fratture di femore saliranno. Solo in Italia, si passerà da 86 mila fratture di femore, registrate nel 2000, a circa 150 mila entro il 2020. Fondamentali sono dunque, da un lato, l’attenzione per la malattia nella fase di prevenzione e di prescrizione delle cure, che devono ridurre il rischio di frattura e di rifrattura, e dall’altro, la motivazione del paziente al proseguimento della terapia, spesso interrotta o non adeguatamente seguita.