Stipsi (stitichezza)

Che cos’è la stipsi (stitichezza)?

La stipsi, o stitichezza, è un’alterazione delle funzioni dell’intestino che provoca una difficoltà a evacuare le feci. In genere si ritiene ci sia stipsi se le evacuazioni intestinali sono meno di tre alla settimana.

Ma non è solo una questione di frequenza: altri sintomi di stitichezza sono la durezza e la forma irregolare delle feci, la sensazione di non avere evacuato del tutto e quella di “blocco” intestinale, con conseguenti dolori e crampi diffusi nell’area addominale.

In linea di massima, la stipsi può essere di due tipi:
• stipsi da rallentato transito (quando la peristalsi alterata del colon non permette il transito del contenuto colico con la regolare velocità)
• stipsi da ostruita defecazione (quando il problema riguarda la parte finale del retto, quella rettoanale).

 

Quali sono le cause della stipsi (stitichezza)?

La stipsi, o stitichezza, può essere causata da uno scarso apporto di fibre nella dieta osservata o dallo scarso movimento fisico effettuato.

Esistono anche altre cause dovute a cambiamenti, anche momentanei, degli stili di vita, come l’invecchiamento, la gravidanza, il cambio di ambiente durante un viaggio.

Almeno il 50% delle donne in gravidanza soffre di stipsi. Questo è dovuto alle modificazioni ormonali proprie della gestazione. Uno dei principali responsabili di questo disturbo è il progesterone, che ha un’azione miorilassante – tesa a diminuire le contrazioni dell’utero nei primi 7-8 mesi di gravidanza – che però contribuisce anche a indurire e disidratare le feci, provocando stitichezza.

L’ingrossamento dell’utero con il passare delle settimane rende anch’esso più difficoltose le operazioni di evacuazione delle feci. Anche in questo caso una buona dieta a base di fibre e il consumo di almeno 2 litri d’acqua possono costituire un’efficace terapia anti stipsi.

La stipsi può essere anche conseguenza di altre patologie, come ad esempio la malattia di Parkinson o l’ictus, o può essere causata dall’uso di certi farmaci.

 

Come può essere individuata la stipsi (stitichezza)?

La diagnosi della stipsi, o stitichezza, viene fatta anzitutto attraverso l’osservazione delle feci.

Una diagnosi attenta deve però basarsi anche su altre indagini più approfondite, come il clisma opaco, la colonscopia, la defecografia, la manometria anorettale e lo studio dei tempi di transito intestinale.

 

Come si può curare la stipsi (stitichezza)?

La stipsi, o stitichezza, può essere trattata attraverso modifiche dello stile di vita e del regime alimentare – prevedendo un maggiore consumo di fibre e di liquidi – o con la prescrizione da parte del medico di farmaci che hanno l’obiettivo di ammorbidire le feci facilitandone l’evacuazione.

Se la stipsi ha origine nervose o muscolari il medico può consigliare una terapia di neuromodulazione sacrale.

In presenza di stipsi, non bisogna esagerare nell’uso di lassativi perché a lungo andare questi possono provocare un effetto di assuefazione. Il fatto che siano liberamente acquistabili in farmacia non deve inoltre far pensare che i lassativi non abbiano effetti collaterali. Tra questi ci sono l’occlusione intestinale, il meteorismo, le contrazioni colichediarrea e dolori addominaliproblemi renalidisidratazione. Per questo prima di farne uso occorre rivolgersi al proprio medico, che provvederà, nel caso, a prescriverli.

 

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