Protesi totale mininvasiva dell’anca in displasia

In che cosa consiste il trattamento di protesi totale mininvasiva dell’anca in displasia?

Il trattamento di protesi totale mininvasiva dell’anca in displasia consiste nella sostituzione dell’articolazione – che risulta dolorante a causa di una degenerazione artrosica conseguente alla displasia, cioè all’anomalo funzionamento dei tessuti articolari dell’anca – con una protesi in titanio.

Nello specifico, la protesi è costituita da vari materiali, la parte a contatto con l’osso è sempre di titanio mentre la sua parte articolare più frequentemente è costituita da una testina in metallo con un rivestimento in ceramica che viene, di solito, accoppiata con un inserto in polietilene o in ceramica così da favorire il movimento dell’articolazione, diminuirne l’usura e ridurre i rischi allergici.

 

Quando viene eseguito il trattamento di protesi totale mininvasiva dell’anca in displasia?

La protesi diviene necessaria quando la displasia, ovvero l’alterazione della morfologia del tessuto, con tutti i meccanismi da cui è caratterizzato, è tale da non consentire più un agevole movimento e da provocare un intenso dolore all’altezza dell’anca.

Le protesi utilizzate nell’intervento vengono scelte prima dell’intervento, sulla base di una pianificazione digitale che mira a ricostruire la geometria articolare così da rispettare al massimo l’anatomia del paziente e il suo tessuto osseo.

 

Come viene eseguito il trattamento di protesi totale mininvasiva dell’anca in displasia e qual è la sua durata?

L’intervento di protesi totale mininvasiva dell’anca in displasia viene eseguito attraverso una piccola incisione di 6-8 cm posizionata lungo la faccia laterale della coscia.

Un approccio mininvasivo che permette di rispettare quanto più possibile l’anatomia del paziente e consente a quest’ultimo di recuperare nel minor tempo possibile, riducendo anche i tempi di post ricovero e il dolore post operatorio.

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