Agretti

Agretti   Che cosa sono gli agretti? Dal nome scientifico Salsola kali – ma conosciuti anche anche come barba di frate, lischi, roscano o miniscordi – sono una pianta della Famiglia delle Chenopodiaceae. Hanno una conformazione particolare: sono infatti sottili, lunghi, e uniti in piccoli gruppi, dalla colorazione verde intensa. Hanno un sapore leggermente acre, da cui deriva anche il nome.   Quali sono le proprietà nutrizionali? 100 gr. di agretti, cotti in acqua senza aggiunta di sale, apportano circa 45 calorie, ripartite nel seguente modo: 47% carboidrati 43% proteine 10% lipidi   Nello specifico, 100 gr. di agretti, cotti in acqua senza aggiunta di sale, contengono: 79,4 g di acqua 5,6 g di carboidrati 5,6 g di zuccheri solubili 2,3 g di fibra totale (fibra solubile 0,41 g; fibra insolubile 1,88 g) 4,8 g di proteine 0,5 g di lipidi Tra i minerali i più riscontrati ci sono il fosforo ed il calcio seguiti da potassio, sodio, magnesio e ferro. Tra le vitamine vanno segnalate quelle A e C nonchè alcune vitamine del gruppo B, soprattutto B3 (Niacina o vitamina PP). Quando non mangiare gli agretti? Non sono al momento conosciute interazioni tra il consumo di agretti e l’assunzione di medicinali o altre sostanze.   Stagionalità degli agretti Gli agretti vengono piantati a dicembre e si raccolgono da marzo a fine maggio. Sono pertanto reperibili sul mercato nella stagione primaverile.   Possibili benefici e controindicazioni Atteso l’importante apporto di fibre, essi risultano essere un valido supporto per aumentare il senso di sazietà e facilitare il transito intestinale; possono altresì risultare leggermente lassativi. Il loro limitato apporto di calorie ne fa un alimento ideale per i regimi alimentari a basso contenuto calorico. Hanno infine proprietà diuretiche e depurative. Ad oggi non sono note controindicazioni al loro impiego, salvo non si sia allergici a questo vegetale.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aguaje

Aguaje   Che cos’è l’aguaje? Si tratta del frutto della Mauritia flexuosa, specie che appartiene alla famiglia della Arecaceae nota anche come moriche, canangucha, burití, e mirití o aguaje. Tale pianta – dall’aspetto simile a una comune palma – è diffusa nel Centro e nel Sud America.   Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aguaje? 100 gr. di tale frutto apportano 526 Calorie, il 46% sotto forma di carboidrati, il 38,6% sotto forma di grassi e l’11% sotto forma di proteine. Inoltre 100 gr. di aguaje contengono: 0,85 mg di riboflavina 2,57 mg di niacina 0,11 mg di tiamina 91 µg di carotene 415,4 mg di calcio 69,9 mg di fosforo fibre (41,9%) vitamina A vitamina C vitamina E 12,9 mg di ferro Le quantità di vitamina A – che si rinvengono sotto forma di carotenoidi – possono essere anche di cinque volte superiori di quelle rilevabili nelle carote. Tale frutto è altresì una buona fonte di fitoestrogeni e di acido oleico.   Quando non mangiare l’aguaje? Non risultano esservi condizioni accertate in cui il suo impiego potrebbe interferire con medicinali o altre sostanze.   Stagionalità dell’aguaje I suoi frutti maturano da dicembre a giugno.   Possibili benefici e controindicazioni dell’aguaje Il suo elevato contenuto in carotenoidi lo rende un possibile alleato della salute di tessuti molli, membrane mucose, pelle, ossa e denti. La cute può trarre benefici anche dal buon contenuto di vitamina C e E, tipico di questo frutto. Sembra anche che l’aguaje possieda una naturale attività antinfiammatoria che potrebbe aiutare a lenire rossori e problematiche dermatologiche (come la psoriasi e l’eczema). Dal frutto è difatti possibile ricavare un olio – ricco di acido oleico, tocoferolo (vitamina E) e carotenoidi (soprattutto beta carotene) – molto impiegato in cosmesi soprattutto per prodotti pensati per la cura della pelle. L’effetto ricercato è di tipo idratante, in particolar modo per curare la pelle durante l’inverno e l’invecchiamento, ma non solo. L’olio estratto dalla polpa presenta proprietà lenitive e viene utilizzato per trattare le ustioni. Infine, l’olio di aguaje sembra riuscire a filtrare e assorbire le radiazioni ultraviolette presenti nei raggi solari, e potrebbe pertanto contribuire nella prevenzione del cancro.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aguglia

Aguglia   Che cos’è? Dal nome scientifico Belone belone è un pesce che appartiene alla famiglia Belonidae ed è diffuso nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico orientale.   Quali sono le proprietà nutrizionali? 100 g di aguglia apportano circa 108 Calorie e: 19,5 g di proteine 76,1 g di acqua 3,2 g di lipidi, fra cui: 1,07 g di acidi grassi polinsaturi (di cui 0,935 omega 3 e 0,118 omega 6), 0,653 g di acidi grassi saturi, 0,895 g di acidi grassi monoinsaturi e 85 mg di colesterolo 0,433 mg di vitamina C 0,405 mg di vitamina B6 0,105 mg di riboflavina 7,10 mg di niacina 0,760 mg di vitamina E 0,480 mg di acido pantotenico 7,7 µg di vitamina B12 301 mg di potassio 213 mg di fosforo 79 mg di calcio 5,16 µg di vitamina D 4,20 µg di biotina 3,10 µg di vitamina A (retinolo equivalente) 0,018 mg di manganese 29,5 µg di selenio 19 µg di iodio 1 µg di folati 62 mg di sodio 23,4 mg di magnesio 2,72 mg di zinco 0,610 mg di ferro 0,064 mg di rame   Quando non mangiare l’aguglia? Non risultano esservi interazioni fra il suo consumo e l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Nel dubbio è sempre consigliabile chiedere consiglio al proprio medico.   Stagionalità dell’aguglia L’aguglia è reperibile tutto l’anno.   Possibili benefici e controindicazioni dell’aguglia In quanto pesce ricco di omega 3, acidi grassi alleati della salute cardiovascolare, l’aguglia è una buona opzione dal punto di vista alimentare, anche perché fonte di grassi monoinsaturi. Purtroppo, però, in esso sono celate anche quantità significative di colesterolo, lipide che se assunto in eccesso può mettere in pericolo sia cuore che arterie. Gli esperti consigliano di non assumere oltre i 300 mg al giorno di colesterolo se si è in condizioni di buona salute e di limitarsi a un massimo di 200 mg al giorno qualora di soffra di malattie cardiovascolari. E’ altresì una fonte di proteine di qualità elevata, di nutrienti alleati della salute delle ossa (vitamina D, calcio, fosforo), di potassio (che controllando la pressione e la frequenza cardiaca aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare) e di vitamine importanti per il buon funzionamento del metabolismo (in particolare di vitamine del gruppo B e di iodio).   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Alchechengi

Alchechengi   Che cos’è l’alchechengi? E’ il frutto del Physalis alkekengi – specie facente parte della famiglia delle Solanaceae ed originaria dell’Asia – che produce bacche dal diametro di circa 17 mm, avvolte una ad una in un calice dalla consistenza cartacea, che possono essere ingerite sia cotte che crude e che rappresentano l’unica parte commestibile della pianta.   Quali sono le proprietà nutrizionali dell’alchechengi? Una sua porzione apporta circa 70 calorie, la maggior parte delle quali sotto forma di carboidrati (il 77% circa), le restanti suddivise pressoché in modo uguale tra grassi e proteine. Fra le sue proprietà nutrizionali spicca il contenuto in vitamina C, che è praticamente all’incirca doppio rispetto a quello dei limoni. Al suo interno si rinvengono altresì inoltre calcio, carotenoidi e flavonoidi.   Quando non mangiare l’alchechengi? Il suo impiego potrebbe potenziare l’effetto dei farmaci diuretici, esponendo al rischio di alterazioni idro-elettrolitiche. Pare che possa anche esercitare un’attività antiestrogenica.   Possibili benefici dell’alchechengi Il loro consumo sembra avere dei effetti benefici a livello degli occhi e dell’apparato digerente; aiuterebbe inoltre a disintossicare il sangue, a combattere le infezioni a bocca e gola e a gestire complicanze alla prostata e il diabete. La medicina popolare lo vede impiegato come diuretico e antiartritico, sotto forma di decotto o di estratto di bacche. Tradizionalmente è usato per la cura dei disturbi delle vie urinarie (inclusi i calcoli) e di quelli della pelle, della gotta e della febbre. Alle sue proprietà antiflogistiche e antipiretiche si aggiungono altresì quelle antitussive, lassative ed espettoranti. I suoi flavonoidi sembrano essere, infine, un ingrediente ideale per un infuso dall’effetto rilassante.   Possibili controindicazioni dell’alchechengi Il loro consumo è controindicato in caso di ipersensibilità. E’ altresì sconsigliato in fase di gravidanza e durante l’allattamento; pare difatti che un’assunzione impropria possa incrementare il rischio di aborto.   Stagionalità dell’alchechengi Fiorisce in luglio mentre i suoi frutti sono tipici dell’autunno. Oltre ad essere consumati freschi, possono essere essiccati e/o lavorati al fine di estrarne il succo.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Amarene

Amarene   Che cosa sono le amarene? Sono i frutti di una specie che appartiene alla famiglia delle Rosaceae, il Prunus cerasus. Ne esistono più di 250 varietà ma solo alcune di esse trovano spazio in ambito commerciale. Il colore dei frutti – che possono arrivare a una lunghezza di 20 mm e una profondità di 18 mm – varia dal rosso intenso a quello più chiaro; al loro interno racchiudono un seme di colore marrone chiaro.   Quali sono le proprietà nutrizionali delle amarene? Con 100 gr. di amarene si assumono 84,2 g di acqua e solo 42 Calorie, il 92% delle quali sotto forma di carboidrati (10,2 g di zuccheri solubili e 1,1 g di fibra). Il restante 8% è di proteine, mentre i lipidi sono praticamente assenti. Fra i micronutrienti, la vitamina più importante è la C: in 100 grammi di amarene ne sono infatti presenti 7 mg, a fronte di un contenuto di riboflavina (vitamina B2), tiamina (vitamina B1), di niacina (vitamina B3 o PP) e vitamina A (retinolo equivalente) pari rispettivamente a 0,05 g, 0,03 g, 0,4 g e 24 µg. Nello specifico, il contenuto di vitamina A può arrivare ad essere quasi 10 volte maggiore a quello tipico delle ciliegie. Il minerale più abbondante è invece il potassio (114 mg in 100 gr. di frutto), seguito dal fosforo (17 mg), dal calcio (15 mg), dal sodio (2 mg) e dal ferro (0,4 mg). Infine, nelle amarene sono presenti derivati cumarinici, un glicoside tipico (il 2,3-dihydro-wogonin-7-mono-beta-D-glucoside), flavonoidi e numerose molecole dall’attività antiossidante, tra cui degni di nota sono il kempferolo e la quercetina. Fra le ultime molecole identificate al suo interno è incluso il cyanidin-3-glycoside, molecola che sembra poter associarsi al miglioramento dell’iperglicemia e della sensibilità all’insulina. All’interno del succo di amarene sono state invece identificate le seguenti molecole: acido citrico, amigdalina, quercetina, antocianine, acido malico, tannini, glucosio e saccarosio.   Quando non mangiare le amarene? Ad oggi non sembrano esservi prove certe della possibile interazione tra la sua assunzione e quella di farmaci o di altre molecole; anzi, il succo di amarena – sotto forma di sciroppo – s’impiega per mascherare il sapore poco gradevole di alcuni medicinali.   Stagionalità delle amarene La stagione delle amarene è l’estate, e il loro mese è luglio. In Italia i frutti iniziano ad essere raccolti verso la metà giugno per essere quindi indirizzati al mercato o alla trasformazione. Le amarene possono infatti essere trasformate in succo o conservate in vari modi (sciroppate, candite, sotto spirito o sotto forma di confetture o sciroppi).   Possibili benefici e controindicazioni delle amarene Ricerche scientifiche hanno rinvenuto anche all’interno delle amarene composti che potrebbero giustificare un’azione di tipo antiossidante e antinfiammatoria; secondo uno studio della Michigan State University (East Lansing, Stati Uniti) alcuni di questi composti antinfiammatori sarebbero 10 volte più attivi rispetto all’aspirina, in confronto alla quale presenterebbero anche il vantaggio di non indurre effetti collaterali indesiderati. Le antocianine eserciterebbero invece un’azione antiossidante che potrebbe aiutare a contrastare le malattie cardiovascolari, a inibire la crescita dei tumori e, forse, ritardare i processi di invecchiamento. Ad oggi non sembrano esservi controindicazioni al consumo delle amarene che – escluso un caso di contaminazione da parte di una micotossina (la patulina) – sembrano sicure anche sotto il profilo tossicologico.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Anatra

Anatra   Che cosa è la carne di anatra? Con questo termine si indicano diversi uccelli che fanno parte della famiglia Anatidi. Sia quella selvatica (Anas platyrhynchos) che quella domestica (che discende dalla prima) possono essere impiegata per l’alimentazione umana, anche se oggi la quasi totalità della carne di anatra rinvenibile in commercio appartiene ad animali allevati. L’anatra ha carni molto grasse e pregiate che vengono largamente impiegate e apprezzate soprattutto nella cucina francese e cinese.   Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di anatra? Cento gr. di carne cruda di anatra domestica sviluppano mediamente 160 calorie e contengono approssimativamente: 21 g di proteine 8 g di lipidi 80 g di acqua oltre a: 14 mg di magnesio 1,9 mg di zinco 0,3 mg di rame 0,19 mg di Tiamina (vitamina B1) 0,18 mg di Riboflavina (vitamina B2) 7,7 mg di Niacina (vitamina B3 o vitamina PP) 110 mg di sodio 290 mg di potassio 1,3 mg di ferro 12 mg di calcio 200 mg di fosforo 22 µg di selenio 80 µg di vitamina A retinolo eq.   Quando non mangiare carne di anatra? Non sono ad oggi ancora note interazioni tra il consumo di carne d’anatra e l’assunzione di medicinali o altre sostanze.   Periodo reperibilità/stagionalità dell’anatra La sua carne è reperibile nei nostri mercati tutto l’anno.   Possibili benefici e controindicazioni dell’anatra La carne d’anatra è molto energetica: 100 gr. di carne cruda sviluppano infatti circa 160 Calorie: può quindi essere utilizzata come alimento da somministrare in caso di debolezza. Grazie al suo buon contenuto in ferro (1,2 mg), la sua carne può inoltre essere consigliata ai soggetti anemici. Poiché non si tratta di carne magrissima (essa difatti contiene 8 gr. di lipidi ogni 100 gr di carne cruda quando le carni magre ne contengono al massimo 5 g di lipidi, mentre quelle grasse ne contengono in quantità superiori, da 5 a 40), può risultare di difficile digestione e ne è pertanto sconsigliato il consumo a coloro che soffrono di disturbi a carico dell’apparato digerente. La carne di anatra allevata risulta di solito più grassa dell’anatra selvatica; quest’ultima ha però sapore più robusto e consistenza meno tenera.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il   parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai   consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Anguilla o capitone

Anguilla o capitone   Che cos’è l’anguilla? Dal nome scientifico Anguilla anguilla, è una specie della famiglia Anguillidae. A volte la femmina – che può superare il metro di lunghezza – viene chiamata capitone, mentre il maschio – molto più piccolo – è definito ceca.   Quali sono le proprietà nutrizionali dell’anguilla? 100 g di anguilla cruda apportano circa 131 calorie e: 18,44 g di proteine 68,26 g di acqua 11,66 g di lipidi, di cui: 126 mg di colesterolo 4 mg di vitamina E 3,5 mg di niacina 2,358 g di grassi saturi 7,190 g di grassi monoinsaturi 0,947 g di grassi polinsaturi (di cui circa 653 mg di omega 3 e 196 mg di omega 6) 3477 UI di vitamina A 932 UI di vitamina D 15 µg di folati 3 µg di vitamina B12 0,150 mg di tiamina 0,067 mg di vitamina B6 0,040 mg di riboflavina 51 mg di sodio 30,50 mg di ferro 20 mg di magnesio 1,62 mg di zinco 13,3 µg di selenio 272 mg di potassio 216 mg di fosforo 20 mg di calcio   Quando non mangiare l’anguilla? Non risultano esservi interazioni note fra il consumo di anguilla e l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Nel dubbio è opportuno chiedere consiglio al proprio medico.   Periodo di reperibilità dell’anguilla L’anguilla reperibile sul mercato potrebbe essere un prodotto allevato. Per quanto riguarda la pesca, alcune regioni la vietano in specifici periodi dell’anno (in Veneto e Lombardia dall’1 ottobre al 31 dicembre).   Possibili benefici e controindicazioni dell’anguilla Essa è una buona fonte di lipidi dalle proprietà salutari, in particolare di acidi grassi monoinsaturi e di omega 3, entrambi alleati di una buona salute cardiovascolare. Sono altresì una buona fonte di vitamina E (a cui sono legate proprietà antiossidanti), di vitamina D (alleata della salute delle ossa), di vitamina A (importante per la salute degli occhi, per lo sviluppo e per le difese immunitarie) e di vitamina B12 (coinvolta nella sintesi degli acidi nucleici e dell’emoglobina, nel metabolismo dei grassi e nel funzionamento del sistema nervoso). Con l’anguilla si assumono anche discrete quantità di fosforo, importante sia per la salute di ossa e denti che per quella di cuore, muscoli e reni, per il buon funzionamento del metabolismo e per la trasmissione dell’impulso nervoso. Purtroppo, però, l’anguilla è fonte di elevate dosi di colesterolo.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Anice stellato

Anice stellato   Che cos’è l’anice stellato? L’Illicium vero è una specie nativa della Cina e del Vietnam i cui semi vengono impiegati come spezie. Introdotto in Europa nel XVII secolo, oggi viene coltivato quasi esclusivamente nel sud della Cina, in Indocina e in Giappone. Detto anche anice stellato cinese, è diverso da quello giapponese (Illicium anisatum), specie non adatta all’uso alimentare perché altamente tossica.   Quali sono le proprietà nutrizionali l’anice stellato? 100 gr di anice stellato apportano circa 22 calorie e: vitamina C (2% del fabbisogno in un’alimentazione da 2.000 calorie giornaliere) 1 mg di sodio calcio (4% del fabbisogno in un’alimentazione da 2.000 calorie giornaliere) ferro (13% del fabbisogno in un’alimentazione da 2.000 calorie giornaliere) 3 g di carboidrati 1 g di proteine L’anice stellato è una fonte di acido scichimico e di linaloolo.   Quando non mangiare l’anice stellato? Non sono ancora note condizioni in cui il consumo di anice stellato possa interagire con l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Nel dubbio è bene chiedere consulto al proprio medico.   Periodo reperibilità/stagionalità E’ commercialmente rinvenibile tutto l’anno.   Possibili benefici e controindicazioni Gli sono attribuite proprietà stimolanti, sedative, carminative, stomachiche e diuretiche. Inoltre il linaloolo che è presente al suo interno è dotato di proprietà antiossidanti. In Oriente viene utilizzato per combattere i dolori addominali e i disordini mestruali, per aumentare la produzione di latte nelle donne in fase di allattamento, per alleviare la flatulenza, per contrastare gli acciacchi tipici dei mesi più freddi dell’anno, per combattere coliche, reumatismi e lombalgie, per promuovere l’appetito e il buon sonno. Gli sono inoltre ascritte proprietà antibatteriche e antimicotiche che vengono sfruttate all’interno di rimedi contro disturbi delle vie respiratorie tipo bronchite, asma e tosse secca. Non solo, l’acido scichimico presente al suo interno è utilizzato come ingrediente per rimedi contro l’influenza; più in generale, l’anice stellato – nella sua forma naturale – sembra poter aiutare il sistema immunitario a combattere questa diffusa malattia. Sono però essere necessarie prove più approfondite che giustifichino la sua efficacia a scopo medicinale.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aragosta

Aragosta   Che cos’è l’aragosta? Si tratta di uno dei crostacei più pregiati. Appartenente al genere Palinurus, fra le specie più apprezzate è inclusa l’aragosta mediterranea, Palinurus elephas.   Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aragosta? 100 gr di aragosta fresca apportano circa 85 calorie ripartite nel seguente modo: 20% lipidi 5% carboidrati 75% proteine Una volta bollita, la stessa quantità di aragosta apporta 107 calorie che sono ripartite nello stesso modo. Più specificatamente, in 100 gr. di aragosta bollita sono presenti circa: 72 g di acqua 1,3 g di zuccheri solubili 20,2 g di proteine 2,4 g di lipidi (inclusi acidi grassi omega 3) 85 mg di colesterolo 350 mg di fosforo 68 µg di selenio 74 mg di calcio 41 mg di ferro 22 mg di magnesio 2,75 mg di zinco 0,5 mg di rame vitamina A in tracce   Quando non mangiare l’aragosta? Il carapace dell’aragosta è una fonte di glucosamina, molecola che potrebbe interagire con il paracetamolo, con gli antidiabetici, con il warfarin e con alcuni antitumorali. Nel dubbio è sempre consigliabile chiedere consiglio al proprio medico.   Periodo di reperibilità dell’aragosta L’aragosta mediterranea non può essere pescata dall’1 gennaio al 30 di aprile. La sua rinvenibilità sul mercato durante tutto il corso dell’anno è resa possibile dal suo allevamento.   Possibili benefici e controindicazioni dell’aragosta Il consumo di crostacei come l’aragosta è stato associato a una riduzione del rischio di diabete, obesità e malattie cardiache nonchè al miglioramento dei livelli di colesterolo nel sangue. In effetti anch’essa è una fonte di omega 3, acidi grassi amici della salute cardiovascolare, e non solo. Agli omega 3 sono stati difatti associati effetti benefici a livello psicologico sia per gli adulti che per i bambini. Anche il selenio in essa contenuto è importante per il buon funzionamento dell’organismo, in particolare per quello della tiroide. Rame e ferro contribuiscono invece a ridurre il rischio di anemia. I crostacei possono essere causa di intolleranze alimentari. Inoltre l’aragosta può contenere al suo interno mercurio tossico per la salute; per tale motivo è opportuno non consumarla troppo spesso, soprattutto durante la gravidanza. Al fine di ridurre il rischio di patologie di origine alimentare, è opportuno acquistare aragoste fresche solo se sono state conservate a una temperatura non superiore ai 4° C e non bisogna esporle, troppo a lungo, a temperature più elevate.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aringa

Aringa   Che cos’è l’aringa? Dal nome scientifico Clupea harengus, è un pesce facente parte della famiglia delle Clupeidae che vive in prevalenza nella parte settentrionale dell’Oceano Atlantico.   Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aringa? 100 g di aringa fresca apportano circa 216 calorie ripartite nel seguente modo: 69% lipidi 31% proteine In particolare, 100 gr. di aringa fresca presentano al loro interno: 0,12 mg di tiamina 12 µg di vitamina A (retinolo equivalente) tracce di vitamina C 320 mg di potassio 113 mg di fosforo 63 mg di calcio 0,9 mg di ferro 60,1 g di acqua 16,5 g di proteine 16,7 g di lipidi, di cui: 3,3 g di grassi saturi, 8,63 g di grassi monoinsaturi, 2,61 g di grassi polinsaturi (soprattutto omega 3) e 85 mg di colesterolo 3,5 mg di niacina 0,18 mg di riboflavina Le sue proprietà nutrizionali possono però variare in base al metodo di conservazione. In particolare, 100 gr. di aringa affumicata apportano 194 calorie e: 9 µg di vitamina A (retinolo equivalente) tracce di vitamina C 254 mg di fosforo 66 mg di calcio 1,4 mg di ferro 62,5 g di acqua 19,9 g di proteine 12,7 g di lipidi 82 g di colesterolo 3,3 mg di niacina 0,28 mg di riboflavina   100 gr. di aringa marinata apportano invece 199 calorie e: 60,2 g di acqua 18,3 g di proteine 14 g di lipidi 150 mg di fosforo 98 mg di potassio 30 mg di calcio 97 mg di colesterolo 3,3 mg di niacina 0,21 mg di riboflavina 0,05 mg di tiamina 46 µg di vitamina A (retinolo equivalente) tracce di vitamina C 1.030 mg di sodio   Infine, 100 gr di aringa sotto sale apportano 218 calorie e: 3 mg di niacina 0,29 mg di riboflavina 0,04 mg di tiamina 48 µg di vitamina A (retinolo equivalente) tracce di vitamina C 112 mg di calcio 48,8 g di acqua 19,8 g di proteine 15,4 g di lipidi 110 mg di colesterolo   Quando non mangiare l’aringa? L’aringa potrebbe interagire con l’utilizzo di ossazolidinoni.   Periodo di reperibilità dell’aringa Si riproduce durante tutto l’anno.   Possibili benefici e controindicazioni dell’aringa E’ un valido alleato per la salute dei globuli rossi, delle ossa e del sistema nervoso. Gli omega 3 sono altresì rinomati per i loro benefici effetti a livello del sistema cardiovascolare e di numerosi organi e tessuti (per esempio pelle e occhi). L’aringa è considerato un pesce sicuro, soprattutto per il modesto contenuto di mercurio.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Asimina

Asimina   Che cos’è l’asmina? Si tratta del frutto dell’Asimina triloba, specie che appartiene alla famiglia delle Annonaceae. Nativa degli Stati Uniti Occidentali, questa pianta produce dei frutti dal sapore dolce che possono visivamente sembrare l’incrocio fra una banana e un mango, in quanto sono caratterizzati da una buccia giallo-verdastra e da una polpa arancione soffice e cremosa. Attualmente negli Stati Uniti ne sono note 27 varietà, che crescono tra il nord della Florida al sud dell’Ontario, fin nei territori del Nebraska orientale.   Quali sono le proprietà nutrizionali dell’asimina? 100 gr. di asimina apportano 80 calorie e: 1,2 g di proteine 1,2 g di lipidi (32% saturi, 40% monoinsaturi, 28% polinsaturi) 2,6 g di fibra circa 675 g di acqua 18,8 g di carboidrati Fra le vitamine e i minerali, 100 gr di asimina apportano: 63 mg di calcio 47 mg di fosforo 7 mg di ferro 2,6 mg di manganese 0,5 mg di rame 0,9 mg di zinco 18,3 mg di vitamina C 1,1 mg di niacina 0,09 mg di riboflavina 0,01 mg di tiamina 87 UI di vitamina A 345 mg di potassio 113 mg di magnesio Le proteine dell’asimina apportano tutti gli aminoacidi che sono essenziali per l’organismo. Inoltre questo frutto è fonte di acetogenina, una molecola dalla potenziale azione antitumorale.   Quando non mangiare l’asimina? Non risultano interazioni scientificamente documentate tra il suo impiego e quello di farmaci o altre sostanze.   Stagionalità dell’asimina E’ un frutto autunnale. Una volta raggiunta la piena maturazione, può essere conservata solo per alcuni giorni a temperatura ambiente, mentre in frigorifero può durare anche per una settimana. Se riposta al freddo prima della sua maturazione, può essere conservata anche per 3 settimane ed essere quindi portata a temperatura ambiente per consentire la sua maturazione prima del consumo.   Possibili benefici e controindicazioni dell’asimina E’ utile per la salute soprattutto per la sua densità di nutrienti. La sua ricchezza in minerali, vitamine ed aminoacidi essenziali è paragonabile – o addirittura superiore – a quella delle banane, delle mele e delle arance. La sua acetogenina pare poter svolgere un’azione antitumorale basata sulla capacità di impedire la comunicazione tra le cellule del cancro, che condurrebbe alla loro morte. Può scatenare allergie ed in taluni soggetti può essere causa di dermatiti allergiche.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Azzeruole

Azzeruole   Che cosa sono le azzeruole? Sono i frutti del Crataegus azarolus, specie che appartiene alla famiglia delle Rosaceae, diffusa tra il sud dell’Europa e le regioni occidentali dell’Asia. Secondo la maggior parte degli esperti di botanica la sua origine può essere collocata in Asia Minore o a Creta; questa pianta è oggi diffusa anche in Italia, in particolare in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia-Romagna e Sicilia. Il suo frutto – dal sapore acidulo simile a quello delle nespole – può essere ingerito crudo, utilizzato per preparare dolci, conserve o gelatine, oppure messo sotto spirito. Se coltivato in zone dal clima temperato, sviluppa una polpa fragrante e zuccherina.   Quali sono le proprietà nutrizionali delle azzeruole? Le azzeruole sono fonti di: fibre minerali (soprattutto fosforo e ferro) vitamine (soprattutto vitamina A e vitamina C) tannini glucosio fruttosio acidi organici (acido malico e acido citrico)   Quando non mangiare delle azzeruole? Non risultano esservi interazioni tra il loro consumo alimentare e l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Piante strettamente imparentate con il Crataegus azarolus sono però state associate a potenziali effetti collaterali e possono interagire con l’azione di farmaci betabloccanti e calcio antagonisti, con gli inibitori della fosfodiesterasi, con i nitrati, con la digossina e con la fenilefrina; per questo motivo, in caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico.   Periodo reperibilità/stagionalità Fiorisce tra aprile e maggio, mentre la maturazione dei frutti si conclude a settembre. In Italia sono tre le varietà di maggior interesse commerciale: l’azzeruolo rosso d’Italia, l’azzeruolo bianco d’Italia e l’azzeruolo giallo del Canada.   Possibili benefici e controindicazioni delle azzeruole Quelle fresche sono note per le loro proprietà dissetanti e rinfrescanti. Pare inoltre che possano esercitare effetti ipotensivi, diuretici e antianemiche, che contribuiscano a proteggere la salute degli occhi e che offrano un aiuto rivitalizzante alla pelle. I loro tannini sono inoltre dotati di proprietà astringenti. Ai frutti di numerose specie del genere Crataegus sono state associate anche proprietà cardiotoniche.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Babaco

Babaco   Che cos’è il babaco? Si tratta del frutto della Carica pentagona Helb., specie che appartiene alla famiglia delle Caricaceae, la stessa cui appartiene anche la più rinomata papaya. Originaria dell’America del Sud, tale pianta è probabilmente il risultato dell’incrocio spontaneo fra Carica pubescens e Carica Stipulata. Oggi è coltivata anche in Israele, negli Stati Uniti, in Australia, in Nuova Zelanda e anche in Italia. Sia la sua polpa che la sua buccia sono commestibili. Il frutto può essere consumato anche acerbo; una volta maturo la sua polpa e il suo sapore possono rammentare quelli dell’ananas.   Quali sono le proprietà nutrizionali del babaco? 100 gr. di babaco apportano 21 calorie sotto forma di: grassi (8,6%) carboidrati (78,1%) proteine (13,3%)   In particolare, 100 gr di babaco apportano: 1,1 g di fibre, di cui: 0,38 g di fibra solubile 0,70 g di fibra insolubile 28 mg di vitamina C 1,20 mg di niacina 0,20 mg di tiamina 0,05 mg di riboflavina 169 mg di potassio 13 mg di calcio 7 mg di fosforo 1 mg di sodio 0,30 mg di ferro 27 µg di vitamina A (retinolo equivalente) 92,5 g di acqua 4,5 g di carboidrati 0,7 g di proteine 0,2 g di lipidi   Quando non mangiare il babaco? Non risultano esservi interazioni tra il consumo di babaco e l’assunzione di medicinali.   Periodo reperibilità/stagionalità E’ pronto per il consumo tra la primavera e l’estate.   Possibili benefici e controindicazioni Il suo tipico elevato contenuto in vitamina C (possono bastarne anche solo 2 fette per soddisfare il fabbisogno giornaliero di questo micronutriente) conferisce a tale frutto proprietà antiossidanti. La stessa vitamina C può inoltre supportare il buon funzionamento dell’intero sistema immunitario; fra le altre proprietà associabili a questo micronutriente è inoltre inclusa la promozione della sintesi di collagene. Il babaco rappresenta inoltre una buona fonte di minerali, fra cui potassio (che è utile per la salute cardiovascolare e per contrastare la ritenzione idrica). Tale frutto, infine, è noto per le sue proprietà antinfettive, digestive e rinfrescanti (soprattutto se consumato sotto forma di frullato o sorbetto).   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Barbabietola rossa

Barbabietola rossa   Che cos’è la barbabietola rossa? La Beta vulgaris var. rapa forma rubra – da non confondere con quella bianca utilizzata per la produzione dello zucchero – è un ortaggio che appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae. Dal sapore leggero e dolciastro, si presta ad essere inserita all’interno di molte ricette ed è un’ottima base per i centrifugati.   Quali sono le proprietà nutrizionali? 100 gr. di barbabietola rossa cruda apportano circa 19 calorie, ripartite come segue: 77% carboidrati 23% proteine In particolare, 100 gr. di barbabietole contengono: 84 mg di sodio 300 mg di potassio 0,04 mg di ferro 20 mg di calcio 21 mg di fosforo 0,03 mg di tiamina (vitamina B1) 0,02 mg di riboflavina (vitamina B2) 0,2 mg di niacina (vitamina B3 o vitamina PP) 7 mg di vitamina C 91,3 g di acqua 1,1 g di proteine tracce di lipidi 0 mg colesterolo 4 g di carboidrati 4 g di zuccheri solubili 2,6 g di fibra totale   Al suo interno si trovano inoltre altre sostanze molto benefiche per l’organismo umano, come antociani e flavonoidi.   Quando non mangiare la barbabietola rossa? Finora non sono state accertate interazioni tra il consumo di barbabietola rossa e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.   Stagionalità della barbabietola rossa Si raccolgono tra agosto e febbraio.   Possibili benefici e controindicazioni Atteso il loro buon contenuto in sali minerali e vitamine, risultano essere rimineralizzanti e ricostituenti nonchè particolarmente benefiche (soprattutto negli stati influenzali). Le fibre e l’elevato quantitativo di acqua le rendono anche depurative e digestive. Poiché alcuni composti chimici presenti nell’ortaggio sembrano essere in grado di rivitalizzare i globuli rossi, il loro impiego è particolarmente raccomandato ai soggetti anemici. È consigliabile consumarle crude, appena stufate o gratinate. Sono invece da evitare prolungate cotture. Attesa la presenza di elevate quantità di sali minerali e di ossalati, ne è sconsigliato l’impiego a chi soffre di calcolosi renale. Infine, poiché stimolano la produzione di succhi gastrici, il loro consumo non è consigliato a soggetti che soffrono di acidità di stomaco.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Barracuda

Barracuda   Che cos’è il barracuda? Dal nome scientifico Sphyraena sphyraena, è un pesce appartenente alla famiglia Sphyraenidae. Noto anche come “luccio di mare”, è presente nel Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico (in particolar modo nelle sue zone orientali). Ama i fondali sabbiosi e vive preferibilmente sotto costa. Esiste anche un’altra specie di barracuda – la Sphyraena viridensis (o barracuda bocca gialla), molto simile alla Sphyraena sphyraena – originaria dei mari tropicali ma oramai ben adattata anche all’interno del Mar Mediterraneo. E’ un grande predatore: si ciba di altri pesci, crostacei e calamari. Raramente può attaccare l’uomo, ma solo per sbaglio: sembra difatti che sia attratto da eventuali oggetti metallici scintillanti scambiati per pesce azzurro. Sulle nostre tavole viene di solito servito bollito o in umido.   Quali sono le proprietà nutrizionali? 100 g di barracuda apportano circa 81 calorie e:   0 g di carboidrati 6,12 g di lipidi 79 g di acqua 18,9 g di proteine   Quando non mangiare il barracuda? Non risultano esservi accertate interazioni fra il consumo di barracuda e l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Nel dubbio è opportuno chiedere consiglio al proprio medico.   Stagionalità del barracuda Viene pescato tutto l’anno ma le sue catture si fanno più intense durante i mesi estivi.   Possibili benefici e controindicazioni del barracuda In Italia viene venduto fresco, affumicato o sott’olio. Le sue carni – tenere e saporite – sono fonti di proteine di qualità elevata. Il suo contenuto in grassi è invece moderato. Alcune tipologie di barracuda – in particolare il grande barracuda che vive nelle acque dell’Oceano Atlantico – sono state associate alla ciguatera (un’intossicazione alimentare causata dalla ciguatossina). In caso di assunzione, tale tossina può scatenare perdita o calo delle energie, contrazioni muscolari involontarie, perdita delle capacità di coordinare i muscoli, appannamento della vista, sfoghi cutanei, convulsioni, parestesie, pruriti e difficoltà di deglutizione. È possibile altrtesì che la ciguatera alteri la percezione del caldo e del freddo: un disturbo che può protrarsi anche per alcuni mesi.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Bergamotto

Bergamotto   Che cos’è il bergamotto? E’ il frutto del Citurs bergamia, specie che appartiene alla famiglia delle Rutaceae dall’origine ancora incerta. Il bergamotto è coltivato in Calabria e se ne conoscono tre varietà principali: il fantastico, il femminello ed il castagnaro.   Quali sono le proprietà nutrizionali? Il bergamotto è composto per l’80% circa di acqua. Un frutto medio apporta circa 42 Calorie e: 10,7 g di carboidrati, di cui: 1,4 g di fibre 8,48 g di zuccheri 0,65 g di proteine 0,25 g di grassi, di cui: 0,031 g saturi 0,052 g polinsaturi 0,048 g monoinsaturi vitamina C (36% del fabbisogno giornaliero in una dieta da 2000 calorie) vitamina A (11% del fabbisogno giornaliero in una dieta da 2000 calorie) 133 mg di potassio 2 mg di sodio calcio (3% del fabbisogno giornaliero in una dieta da 2000 calorie) ferro (1% del fabbisogno giornaliero in una dieta da 2000 calorie) Il bergamotto è inoltre fonte di magnesio, acido citrico e flavonoidi.   Quando non mangiare il bergamotto? Può interagire con farmaci che aumentano la sensibilità della pelle alla luce solare, soprattutto se utilizzato sotto forma di olio da applicare sulla cute.   Periodo reperibilità/stagionalità del bergamotto La sua stagione inizia ad ottobre e termina a marzo.   Possibili benefici e controindicazioni del bergamotto Recenti studi scientifici hanno associato a tale frutto la potenziale capacità di ridurre i livelli di colesterolo LDL (quello comunemente definito “cattivo”); la sua efficacia parrebbe essere addirittura paragonabile a quella delle statine, farmaci di elezione per il controllo del rischio cardiovascolare. In effetti fra i benefici attribuibili al bergamotto viene citato il supporto nella lotta contro il colesterolo, ma sembrerebbe anche che tale agrume sia utile anche per controllare i trigliceridi e – più in generale – per proteggere la salute del cuore. In molti casi, però, i benefici cui si fa riferimento non derivano tanto dal consumo alimentare del frutto, bensì dall’uso dell’olio essenziale ricavato dalla sua buccia, le cui applicazioni spaziano principalmente nei campi dell’aromaterapia e della cosmetica.   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Bieta

Bieta   Che cosa è la bieta? La beta vulgaris è un ortaggio molto conosciuto e diffuso nella cucina italiana. Le tipologie di bieta più diffuse sono due: la bieta a foglie larghe (o bieta erbetta) e la qualla a coste. La bieta erbetta ha foglie piuttosto sottili e dimensioni contenute, la bieta a coste invece ha foglie grandi e larghe – dal colore verde intenso – con un’importante nervatura centrale, da cui il nome. La varietà più nota è quella a coste bianche, ma ne esistono anche altre diverse varietà con coste rosse o argentee. La bieta viene chiamata anche “bietola”.   Quali sono le proprietà nutrizionali? 100 gr. di bieta bollita in acqua, senza aggiunta di sale, apportano circa 33 calorie, ripartite come segue: 64% carboidrati 31% proteine 5% lipidi   In particolare, 100 gr. di bieta cotta in acqua senza aggiunta di sale contengono: 76,8 g di acqua 2,8 g di proteine 0,2 g di lipidi 6 g di carboidrati 6 g di zuccheri solubili 52 mg di magnesio 1,5 mg di zinco 18 mg di vitamina C 1,6 g di fibra totale 20 mg di sodio 220 mg di potassio 2 mg di ferro 130 mg di calcio 62 mg di fosforo luteina, zeaxatina, quercetine, vitamina K   Quando non mangiare la bieta? A oggi non sono ancora note interazioni tra il consumo di bieta e l’assunzione di medicinali o altre sostanze.   Stagionalità della bieta Viene raccolta tutto l’anno, tranne nei mesi più freddi.   Possibili benefici e controindicazioni Grazie all’apporto di fibre e acqua, la bieta , regola i livelli di glucosio nel sangue, facilita il transito intestinale ed aumenta il senso di sazietà. Il suo limitato apporto energetico ne fa un alimento ideale in regimi a basso contenuto calorico. Atteso il suo contenuto in zeaxatina,luteina, quercetine e altre sostanze antiossidanti, essa aiuta a prevenire l’invecchiamento. Come altri ortaggi a foglia verde intenso, la bieta è ricca di calcio (utile per la salute di ossa e denti) e di vitamina K (rinforza le ossa ed è utile a mantenere in buona salute il sistema nervoso poiché partecipa allo sviluppo della guaina mielinica che protegge i nervi). Il potassio contribuisce a tenere sotto controllo i valori della pressione sanguigna e il vantaggioso rapporto potassio/sodio fa sì inoltre che tale ortaggio abbia buone proprietà diuretiche. Grazie alla luteina, essa risulta protettiva per gli occhi, mentre la biotina produce benefici effetti per la salute di capelli e pelle e capelli. Finora non sono state accertate controindicazioni al suo consumo, salvo che si sia allergici a questo ortaggio.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Boga

Boga   Che cos’è la boga? Il Boops boops è un pesce di acqua salata che appartiene alla famiglia Sparidae. Amante dei fondali rocciosi e di quelli abitati dalla Posidonia oceanica, è un pesce costiero in grado di vivere in diversi ambienti. È diffuso nell’Oceano Atlantico, nel Mar Nero e nell’Oceano Atlantico.   Quali sono le proprietà nutrizionali della boga? 100 gr. di boga cruda (parte edibile) apportano circa 87 calorie suddivise nel seguente modo: 12% lipidi 4% carboidrati 84% proteine   Nello specifico, in 100 gr. di boga cruda (parte edibile) si trovano approssimativamente: 25 mg di colesterolo 0,7 g di zuccheri disponibili 2,1 mg di niacina 264 mg di fosforo 38 mg di calcio 1,2 mg di ferro 0,1 mg di riboflavina 0,08mg di tiamina 48 µg di vitamina A 348 mg di potassio 16,7 g di proteine 3,5 g di lipidi 76,1 g di acqua   Quando non mangiare la boga? Non vi sono al momento interazioni tra il suo consumo e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. Nel dubbio è opportuno chiedere consiglio al proprio medico.   Stagionalità della boga Depone le uova da gennaio a maggio e non risultano esservi particolari restrizioni alla sua pesca.   Possibili benefici e controindicazioni della boga Non è un pesce particolarmente apprezzato in cucina, soprattutto perché la sua carne tende – nel giro di qualche giorno – ad assumere un odore sgradevole. Ciò nonostante ha delle caratteristiche nutrizionali interessanti: ricca di proteine di qualità elevata, apporta vitamine del gruppo B (importanti per il buon funzionamento del metabolismo) e vitamina A (alleata della vista e del sistema immunitario nonché di fondamentale importanza durante la crescita). Inoltre il potassio in esso contenuto può aiutare a proteggere la salute cardiovascolare, controllando sia la pressione del sangue che la frequenza cardiaca; il calcio e il fosforo a proteggere la salute delle ossa e dei denti, il ferro a evitare anemie. Essa è però una fonte di colesterolo e secondo le Linee Guida per la Prevenzione dell’Aterosclerosi del Ministero della Salute, al fine di proteggere la salute cardiovascolare, è bene limitare l’assunzione di questa molecola a non più di 300 mg al dì (o a non più di 200 mg al dì, qualora si soffra di disturbi cardiovascolari).   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Carambola

Carambola   Che cos’è la carambola? Si tratta del frutto dell’Averroha carambola, specie che appartiene alla famiglia delle Oxalidaceae. Originaria della penisola malese, è coltivata in numerose zone del Sudest asiatico, nelle isole del Pacifico, negli USA, in Cina e in Brasile.   Quali sono le proprietà nutrizionali della carambola? 100 gr. di carambola apportano 31 calorie e: 34,4 mg di vitamina C 0,15 mg di vitamina E 0,367 mg di niacina 0,017 mg di piridossina 0,016 mg di riboflavina 0,014 mg di tiamina 61 UI di vitamina A 0,12 mg di zinco 0,08 mg di ferro 6,73 g di carboidrati 1,04 g di proteine 0,33 g di lipidi 2,80 g di fibre 12 µg di folati 133 mg di potassio 12 mg di fosforo 10 mg di magnesio 3 mg di calcio 2 mg di sodio   E anche una fonte di flavonoidi (in particolare di acido gallico, quercetina e epicatechine), per un totale di 143 mg di flavonoidi ogni 100 gr di frutto.   Quando non mangiarla? Essa può interagire con molti medicinali, aumentando gli effetti avversi o la tossicità inibendo – nell’intestino e nel fegato – l’enzima citocromo P450 3A4. Per tale motivo è opportuno chiedere consiglio al proprio medico sui rischi associabili al suo utilizzo.   Periodo reperibilità/stagionalità La sua reperibilità commerciale dipende dal paese di origine.   Possibili benefici e controindicazioni Il suo consumo contribuisce ad aumentare l’apporto di fibre, benefiche alleate della salute intestinale e cardiovascolare. Mangiare carambola aiuta altresì a fare il pieno di antiossidanti, dalla vitamina C ai flavonoidi, che proteggono le cellule dai radicali liberi. Le vitamine del gruppo B invece esercitano la loro azione come cofattori per diversi enzimi. Infine, il potassio contenuto in questo frutto contribuisce al controllo del battito cardiaco e della pressione arteriosa. Si tratta di uno dei frutti più ricchi di ossalati (molecole che possono promuovere la formazione di calcoli e interagire con l’assorbimento di importanti nutrienti, come magnesio e calcio).   Disclaimer Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Carne salada, fumada e salmistrata

Carne salada, fumada e salmistrata   Che cos’è carne salada, fumada e salmistrata? Carne salada, fumada e salmistrata sono tre varianti di un medesimo prodotto alimentare a base di carne – in genere di manzo, ma anche cavallo, maiale o capra – tipico del Trentino Alto Adige. La carne viene conservata tramite salagione o salamoia secca, utilizzando nella sua preparazione anche vino ed aromi. A causa di tale suo particolare processo di lavorazione la carne salada e salmistrata viene considerata di fatto come un salume. In alcuni casi il metodo di conservazione scelto è invece un’affumicatura abbinata alla salamoia ed il prodotto finale – che si ottiene dopo almeno 30 giorni di stagionatura – è detto carne fumada.   Quali sono le proprietà nutrizionali? Le proprietà nutrizionali della carne salada, fumada o salmistrata dipendono da vari fattori; nello specifico dalla carne, dal sale e dagli aromi utilizzati. 100 gr. di carne salada a base di manzo preparata con sale grosso, pepe, aglio, erbe aromatiche e bacche di ginepro apportano per esempio 130 calorie circa e: 1,3 g di grassi, fra cui: 0,638 g di acidi grassi saturi 0,564g di acidi grassi monoinsaturi 0,047 g di acidi grassi polinsaturi 53 mg di colesterolo 1.873 mg di sodio 195 mg di potassio 20,87 g di proteine 1,85 g di carboidrati 1,64 g di zuccheri   Quando non mangiarla? Non risultano esservi interazioni specifiche tra il consumo di carne salada, fumada o salmistrata e l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Nel dubbio è sempre opportuno chiedere consigli al proprio medico.   Reperibilità della carne salada, salmistrata e fumada Questa tipologia di carne è sempre reperibile.   Possibili benefici e controindicazioni Gli alimenti di origine animale sono un’ottima fonte di proteine di elevata qualità. Di solito il problema associato al loro impiego è la dose di grassi saturi e di colesterolo che portano unitamente alle proteine e agli altri nutrienti presenti al loro interno. Nel caso della carne salada, fumada e salmistrata tale fattore negativo è contenuto grazie dalla rimozione del grasso visibile prima della lavorazione della carne. Tuttavia, talee tipo di carne resta una fonte di alte dosi di colesterolo. Inoltre si tratta di un alimento ad elevato contenuto di sodio, il cui apporto non dovrebbe superare i 2 grammi al giorno.   Disclaimer Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.