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Giornata Nazionale Parkinson, il convegno di Humanitas Gavazzeni: verso cure sempre più personalizzate e multidisciplinari

In occasione della Giornata Nazionale Parkinson, che si celebra il 28 novembre 2026, la Neurologia di Humanitas Gavazzeni organizza nell’Auditorium Villa Elios il convegno “Parkinson: tra consuetudini e falsi miti. Evoluzione dei modelli di cura e presa in carico in ottica di rete.

Un appuntamento rivolto ai professionisti che si occupano della malattia di Parkinson, con l’obiettivo di condividere conoscenze, esperienze e nuove evidenze scientifiche per migliorare la gestione di una patologia complessa, che richiede interventi personalizzati e la collaborazione di diverse figure professionali.

Ne parliamo con il dottor Jean Marc Melgari, nueologo dell’Unità Operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni, referente del Centro Parkinson e responsabile scientifico del convegno.

Malattia di Parkinson: quali sono le principali sfide nella gestione della patologia oggi?

«La malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer. In Italia si stimano oltre 300mila persone affette, un numero che è destinato a raddoppiare intorno al 2040.

È una malattia complessa, caratterizzata da un’evoluzione progressiva e da manifestazioni cliniche molto diverse da persona a persona. Accanto ai sintomi motori più conosciuti, come lentezza nei movimenti, rigidità muscolare, tremore a riposo e instabilità, ci sono numerosi disturbi non motori che possono incidere significativamente sulla qualità della vita: alterazioni del sonno, disturbi cognitivi, problemi gastrointestinali, difficoltà nella regolazione della pressione arteriosa e aspetti psicologici.

Ogni paziente ha quindi caratteristiche ed esigenze differenti. Questo rende indispensabile un approccio terapeutico altamente personalizzato, che tenga conto dell’evoluzione della malattia e delle necessità della singola persona».

Quali sono oggi le principali possibilità terapeutiche e quali innovazioni stanno emergendo?

«La terapia farmacologica rimane un elemento fondamentale. La levodopa rappresenta ancora un trattamento di riferimento e deve essere gestita in modo razionale, sulla base delle evidenze scientifiche e delle caratteristiche del paziente. Tra le prospettive più interessanti c’è una nuova formulazione di levodopa a rilascio misto, immediato e prolungato, che dovrebbe consentire una migliore copertura dei sintomi durante la giornata. Un’altra possibilità terapeutica di recente introduzione è l’apomorfina sublinguale, che permette un intervento rapido nei momenti di blocco motorio improvviso. Diversi altri farmaci (tra cui inibitori delle MAO-B, inibitori delle COMT e dopaminoagonisti) sono di grande aiuto e debbono essere utilizzati in modo strategico e personalizzato.

Per alcuni pazienti sono inoltre disponibili terapie avanzate, come i trattamenti infusionali mediante pompe e la stimolazione cerebrale profonda (DBS), una procedura neurochirurgica che modula i circuiti cerebrali alterati. Anche in questo ambito la tecnologia sta introducendo sistemi sempre più intelligenti, capaci di adattare i parametri di stimolazione in base all’attività cerebrale. La ricerca procede anche attraverso un utilizzo più efficace e mirato di molecole già conosciute, con l’obiettivo di ottimizzare i risultati delle cure».

Perché è importante superare un approccio esclusivamente farmacologico?

«Perché la malattia di Parkinson non si esaurisce nei disturbi motori e non può essere affrontata soltanto attraverso i farmaci. È necessario integrare interventi farmacologici e non farmacologici, che comprendono fisioterapia, logopedia, riabilitazione, supporto psicologico e neuropsicologico. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai caregiver, le persone che quotidianamente si prendono cura del paziente e che devono essere a loro volta sostenute e valorizzate.

La gestione del Parkinson richiede una rete di professionisti e realtà diverse, che comprende neurologi, altri medici specialisti, fisioterapisti, logopedisti, psicologi, strutture sanitarie e socio-sanitarie, ATS, Case di Comunità, associazioni e Terzo settore. È proprio questa integrazione che permette di rispondere in modo più completo ai bisogni della persona».

Da qui nasce il titolo del convegno: “Tra consuetudini e falsi miti”. Qual è il messaggio che si vuole trasmettere?

«La gestione del Parkinson richiede un equilibrio tra l’esperienza clinica maturata dagli operatori e le evidenze scientifiche disponibili in letteratura. Il trattamento è, per certi aspetti, un lavoro sartoriale: deve essere costruito sulle caratteristiche di ogni paziente, integrando competenze ed esperienze con le migliori evidenze scientifiche. Il titolo del convegno vuole proprio richiamare la necessità di confrontarsi sulle pratiche consolidate, distinguendo ciò che è realmente supportato dalla ricerca da consuetudini e falsi miti.

L’obiettivo è mettere a disposizione dei professionisti un’occasione di aggiornamento e confronto, ma soprattutto rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella presa in carico, nella consapevolezza che la qualità della cura dipende anche dalla capacità di lavorare insieme».

Giornata Nazionale Parkinson, un’occasione per accendere l’attenzione sulla malattia

Promossa da Fondazione LIMPE, la Giornata Nazionale Parkinson ricorre ogni anno l’ultimo sabato di novembre ed è dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla patologia e sulle esigenze delle persone che ne sono affette.

Il Parkinson rappresenta una delle principali sfide nell’ambito della cronicità neurologica: i suoi effetti coinvolgono non soltanto i pazienti, ma anche i familiari e i caregiver, con importanti ripercussioni sulla qualità della vita. La giornata costituisce quindi un’importante occasione per promuovere conoscenza, consapevolezza e attenzione verso una presa in carico sempre più completa.

Il convegno di Humanitas Gavazzeni, professionisti a confronto per una presa in carico integrata

Il convegno “Parkinson: tra consuetudini e falsi miti. Evoluzione dei modelli di cura e presa in carico in ottica di rete” è in programma il 28 novembre 2026 presso l’Auditorium Villa Elios di Humanitas Gavazzeni, in via Mauro Gavazzeni 21 a Bergamo.

Responsabile scientifico dell’iniziativa è il dottor Jean Marc Melgari. Il programma prevede approfondimenti sulle principali criticità cliniche della malattia e sulle strategie terapeutiche disponibili, con particolare attenzione alla gestione della terapia farmacologica, alla selezione del paziente per terapie infusionali o stimolazione cerebrale profonda, ai disturbi non motori, alla riabilitazione e al ruolo del caregiver.

L’incontro vuole essere soprattutto un momento di confronto tra le diverse professionalità e realtà che, sul territorio, contribuiscono alla gestione della malattia di Parkinson, con l’obiettivo di consolidare un modello di assistenza integrato e costruito intorno ai bisogni della persona.

Per informazioni e iscrizioni, clicca qui.

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