Il dottor Alfonso Agnino, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia in Humanitas Gavazzeni, è intervenuto alla XV edizione del Premio Letterario Caccuri, appuntamento tra i più autorevoli del panorama culturale italiano dedicato alla saggistica. L’incontro si è svolto la sera del 9 agosto in piazza del Convento a Caccuri (KR), all’interno di una serata che ha ospitato anche il procuratore Nicola Gratteri, lo scrittore Andrea Di Consoli e il cardiochirurgo Massimo Massetti.
Nel suo intervento, dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e medicina, Agnino ha dapprima ripercorso l’evoluzione della chirurgia cardiaca fino alla robotica contemporanea: dalla prima sutura cardiaca del 1895 al primo intervento a cuore aperto del 1952, dal sistema Da Vinci sviluppato da Alain Carpentier nel 1998 fino alla cosiddetta “Operazione Lindbergh” del 2001, il primo intervento chirurgico transatlantico della storia, eseguito a distanza tra New York e Strasburgo. Da qui la rapida evoluzione verso le tecniche chirurgiche moderne, coadiuvate da intelligenza artificiale e robotica. Che, secondo Agnino, non sostituiranno mai il chirurgo, ma contribuiranno al contrario ad amplificarne le capacità tecniche: non solo la precisione del singolo gesto, ma anche la capacità dell’équipe di lavorare in sinergia e di trasmettere competenze, grazie a strumenti che favoriscono la condivisione in sala operatoria e la formazione delle nuove generazioni di chirurghi, anche a distanza. La conclusione, infine, è stata uno sguardo al futuro: nell’arco di vent’anni la chirurgia in tempo reale da remoto potrebbe rendere l’intervento cardiochirurgico accessibile a chiunque, ovunque si trovi. Una prospettiva di globalizzazione e democratizzazione delle cure molto apprezzata dalla prestigiosa platea presente.
Il Premio Letterario Caccuri nasce nel 2012 per iniziativa dell’Accademia dei Caccuriani (il cui presidente, Adolfo Barone, è anche membro del Comitato Direttivo del Premio, insieme a Cataldo Calabretta e Olimpio Talarico) e porta ogni anno la saggistica italiana nel piccolo borgo della Presila crotonese, trasformandolo per alcuni giorni in un laboratorio di idee aperto a letteratura, giornalismo, istituzioni e scienza. La XV edizione, andata in scena dal 27 luglio al 10 agosto, si è chiusa con la vittoria di Cecilia Sala, che con I figli dell’odio si è aggiudicata la Torre d’Argento, il riconoscimento realizzato dal maestro orafo Michele Affidato. Al secondo posto, ex aequo, Tommaso Cerno (Le ragioni di Giuda), Pietro Grasso (‘U Maxi) e Luca Sommi (Solo amore). Tra gli ospiti dell’edizione anche l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, l’economista Carlo Cottarelli e la consigliera del Csm Claudia Eccher.




