In questi ultimi anni la radioterapia oncologica ha compiuto passi da gigante: tecnologie sempre più sofisticate permettono oggi di colpire i tumori con una precisione impensabile fino a pochi decenni fa, riducendo i danni ai tessuti sani.
Ne parliamo con l’aiuto del professor Rosario Mazzola, Responsabile di Radioterapia in Humanitas Gavazzeni e Professore Associato in Humanitas University.
Con la protonterapia si risparmiano le strutture critiche
Le nuove frontiere riguardano la capacità di adattare le diverse terapie su ogni paziente, integrandole al contempo con l’immunoterapia. L’obiettivo è aumentare il più possibile l’efficacia delle stesse, minimizzandone l’invasività.
In questo contesto, la protonterapia rappresenta uno dei progressi più rilevanti. A differenza della radioterapia tradizionale con raggi X, i protoni rilasciano la quasi totalità della loro energia direttamente all’interno della massa tumorale, grazie a una proprietà fisica: il picco di Bragg.
Questo significa che il tessuto sano intorno al tumore riceve una dose praticamente nulla. È una differenza fisica fondamentale: si traduce in meno effetti collaterali, sia acuti sia a lungo termine. In pratica, si concentra il raggio dove serve, risparmiando strutture critiche come il midollo spinale, gli occhi, il cuore.
La protonterapia coinvolge figure mediche diverse
In Humanitas, la protonterapia è diretta dalla prof.ssa Marta Scorsetti e viene effettuata nel nuovo Proton Building presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano: una struttura in cui tecnologia e alta competenza medica si fondono nell’Oncologia di precisione.
Una possibilità concreta per i pazienti di Humanitas Gavazzeni, i cui casi vengono presi in carico durante incontri multidisciplinari dalle équipe di Radioterapia di tutti gli ospedali del Gruppo.
Il lavoro di squadra è centrale, e in Oncologia rappresenta spesso la differenza tra un trattamento standard e uno davvero su misura. Nessuna decisione viene presa da un singolo specialista. I medici che si occupano di diagnosi e cura del cancro come i radio-oncologi, oncologi medici, chirurghi oncologi, radiologi, medici nucleari e patologi si confrontano quotidianamente per costruire il percorso migliore e su misura del singolo paziente.
La protonterapia, nello specifico, richiede una pianificazione molto accurata che coinvolge figure diverse: non solo il radio-oncologo, ma, ad esempio, anche il fisico sanitario, che elabora il piano di trattamento, oltre ai colleghi delle discipline coinvolte in base alla sede del tumore. È un lavoro corale, e la qualità del risultato dipende anche da questo.
Protonterapia, indicata per tumori complessi o in aree delicate
La protonterapia è particolarmente indicata per tumori complessi o localizzati in aree delicate, in prossimità di organi vitali o strutture critiche, come il sistema nervoso centrale, l’occhio o il midollo spinale. In Humanitas, la tecnologia si combina con l’expertise, tra gli altri, in tumori rari come cordomi e condrosarcomi, nei tumori cerebrali e spinali, nei sarcomi dei tessuti molli, nei tumori della base del cranio, dell’esofago, dei testicoli e in alcune neoplasie oculari, oltre che nei casi di recidiva in aree già sottoposte a radioterapia.
Rivolgersi a centri specializzati è questione di sicurezza ed efficacia. La protonterapia richiede elevate competenze medico-fisico per garantire efficacia e sicurezza. Un centro ad alto volume garantisce l’esperienza necessaria per trattare anche i casi più complessi.

