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Epilessia

Pubblicato in Sistema nervoso

SINTESI


Che cos’è l’epilessia?

L’epilessia è un disturbo neuorologico, una patologia che riguarda il sistema nervoso centrale che causa un’interruzione dell’attività delle cellule nervose del cervello provocando convulsioni – la cosiddetta crisi epilettica – che possono sfociare in comportamenti insoliti e, in alcuni casi, anche in perdita di coscienza.

Quali sono le cause dell’epilessia?

La metà dei casi di epilessia – le forme che per questo vengono definite primarie o idiopatiche – ha una causa sconosciuta.

 

Per l’altra metà esistono vari fattori capaci di scatenare le convulsioni epilettiche:

  • fattori genetici, con la trasmissione della malattia che avviene a livello familiare
  • traumi cranici, che provocano una disfunzione delle cellule del cervello
  • malattie infettive, come Aids, encefalite virale e meninigite
  • tumori cerebrali o ictus (molto frequente, come causa di epilessia, soprattutto tra gli over 35) o altre condizioni patologiche che interessano il cervello
  • disturbi dello sviluppo come l’autismo e la neurofibromatosi
  • lesioni prenatali, come infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza, malnutrizione o carenza di ossigeno durante il parto.

DIAGNOSI


Come si può diagnosticare l’epilessia?

L’epilessia può essere diagnosticata nell’ambito della visita neurologica, con il medico specialista che esamina i sintomi e la storia medica del paziente, cui possono essere affiancati vari esami, volta per volta disposti dal neurologo:

  • esame neurologico con cui vengono verificate le abilità motorie, la funzione mentale e altre capacità comportamentali del paziente
  • test neuropsicologici, con cui vengono analizzate le capacità di memoria, pensiero e linguaggio
  • varie tipologie di elettroencefalogramma per verificare la presenza di eventuali anomalie cerebrali
  • esami del sangue per verificare l’eventuale esistenza di infezioni o malattie genetiche che possano essere ricondotte all’epilessia.

 

Altri esami che possono essere richiesti dal neurologo a integrazione delle analisi già compiute, quando queste non sono risolutive nella diagnosi di epilessia, sono: risonanza magnetica, Tomografia assiale computerizzata (TAC), tomografia a emissione di positroni (PET) o, in casi particolari, anche tomografia a emissione di fotone singolo (SPECT).

TRATTAMENTI


Come viene curata l’epilessia?

L’epilessia può essere tenuta sotto controllo nella maggior parte dei casi, con interventi che possono essere di natura farmacologica o chirurgica.

 

MEDICI


Area medica di riferimento

Per avere maggiori informazioni sull’epilessia, rivolgersi all’Unità Operativa di Neurologia - Ambulatorio per l'Epilessia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

FAQ


Quali sono i sintomi dell’epilessia?

L’epilessia si manifesta attraverso la crisi epilettica, situazione in cui la persona malata può restare immobile a fissare un punto fisso per interi secondi o può avere violente e incontrollate contrazioni di braccia e gambe. La crisi epilettica può provocare anche confusione temporanea o perdita di coscienza, oltre a sintomi psichici come estraneità o déjà-vu.

 

Quanti tipi di crisi epilettiche ci sono?

Le crisi epilettiche vengono classificate in due categorie:

  • convulsioni focali (o parziali), originate da scariche delle cellule nervose concentrate in una sola regione della corteccia cerebrale
  • convulsioni generalizzate, generate da scariche di cellule nervose che si verificano in tutta la corteccia cerebrale.

 

Le convulsioni focali si dividono, a loro volta in:

  • semplici, che non comportano perdita di conoscenza e possono esplicarsi in manifestazioni motorie (limitate a una parte specifica del corpo, come un braccio), sensitive (che provocano un forte formicolio), sensoriali (che provocano allucinazioni e alterazione di tatto, gusto, udito, olfatto)
  • complesse, che comportano modifica o perdita di coscienza, o esecuzione di movimenti ripetitivi come sfregarsi le mani, camminare in cerchio, masticare.

 

Le convulsioni generalizzate, a loro volta, si suddividono in:

  • crisi di assenza (piccolo male), tipica dei bambini e dei ragazzi e caratterizzata da perdita di coscienza per un periodo breve, non superiore ai 20 secondi
  • convulsioni atone, che causano la perdita del controllo muscolare
  • convulsioni toniche, che causano un irrigidimento dei muscoli, soprattutto quelli di schiena, braccia e gambe
  • contrazioni cloniche, con movimenti muscolari – soprattutto di collo, viso e braccia – ripetuti e ritmici
  • crisi miocloniche, con sussulti improvvisi di braccia e gambe
  • crisi tonico-cloniche (grande male), con crisi che possono durare 5-10 minuti, caratterizzate da contrazioni intense distribuite su tutto il corpo, con respirazione rumorosa e spesso perdita di urine. Alla fine di queste crisi, le più gravi tra tutte quelle epilettiche, il paziente non serba alcun ricordo di quello che gli è accaduto.

 

 

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