Se si pratica sport, il rischio di infortunio è sempre dietro l’angolo e può riguardare tutte le parti del corpo. A seconda della disciplina praticata, alcuni distretti sono più vulnerabili rispetto ad altri. Ad esempio vi sono articolazioni come la spalla che – per la complessità della loro conformazione – risultano essere particolarmente “a rischio”. Il perché lo chiediamo agli specialisti dell’Unità Operativa Chirurgia della Spalla di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Quali sono i pericoli che corrono le nostre spalle quando pratichiamo sport?

«Innanzitutto queste articolazioni possono essere “vittime” di eventi traumatici come cadute e scontri con avversari, soprattutto negli sport che si caratterizzano per il confronto fisico come il calcio, il basket, il rugby che prevedono contatti a volte anche violenti, o in attività collegate alla velocità: sci, ciclismo e motociclismo su tutti».

Le altre cause più frequenti di danni, invece, quali sono?

«Sono quelle dovute all’impiego “intenso” di questa articolazione. Si pensi ad esempio al tennis, alla pallavolo, al baseball, al lancio del giavellotto. Si tratta di discipline cosiddette “over head” in cui l’arto viene utilizzato oltre il livello del capo e la mobilità della spalla gioca un ruolo fondamentale. A lungo andare vi possono essere problemi imputabili a ripetuti microtraumi che possono portare anche a danni di una certa entità».

I guai alle spalle possono essere più o meno frequenti a seconda dell’età di chi pratica lo sport?

«È indubbio che la giovane età sia un fattore protettivo. La maggiore elasticità, la tonicità muscolare e il trofismo osseo, sono tutti elementi che giocano a favore di una maggiore resistenza agli infortuni. Ma essere giovani – per quanto riguarda la spalla – non è sempre e comunque un vantaggio. Nel caso di una lussazione post-traumatica, difatti, l’avere un’età inferiore ai 20-22 anni espone in misura maggiore alla recidiva, anche se non si verifica un secondo trauma. Questo succede perché il tessuto non è ancora del tutto “maturo” e la riparazione che la natura attua risulta essere meno efficiente».

In generale, che cosa si può fare perché la spalla sia meno soggetta a problemi?

«La prevenzione, anche in questo caso, è davvero importante. È necessario praticare sport con un’adeguata preparazione atletica. L’impegno sportivo, insomma, deve essere rapportato alle caratteristiche di ciascuno e al grado di preparazione. Ma non basta: è necessario anche saper eseguire i gesti tecnici specifici di ogni sport con cognizione di causa. Per questo è sempre meglio affidarsi ad allenatori e istruttori che siano esperti e preparati».