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Tumore della mammella: prevenzione e cura

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne in Italia.

Negli ultimi decenni, a fronte di un aumento delle diagnosi, si è registrata una progressiva riduzione della mortalità, grazie anche ai progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie.

«I progressi della diagnostica e delle terapie hanno contribuito in modo significativo a migliorare la prognosi delle pazienti – sottolinea il dottor Massimo Grassi, Responsabile della Breast Unit e co-Responsabile della Senologia di Humanitas Gavazzeni. – Oggi è sempre più importante garantire un percorso di diagnosi e cura integrato, in cui competenze diverse lavorano insieme per accompagnare la paziente nelle diverse fasi della malattia».

Tumore della mammella: quando iniziare la prevenzione?

«Bisogna cominciare fin dai 20 anni – spiega il dottor Grassi –. A partire da quell’età ogni donna dovrebbe inserire tra i suoi impegni una visita senologica e una visita ginecologica».

Sarà poi lo specialista a valutare l’eventuale necessità di associare alle visite anche esami strumentali.

Dai 40 anni in poi, oltre alla visita senologica, è consigliata l’esecuzione di una mammografia o di altri accertamenti radiologici. Il percorso di prevenzione deve però tenere conto anche della presenza o meno di familiarità per questa patologia.

«Una familiarità importante richiede un controllo annuale e un’attenzione particolare non solo clinica ma anche strumentale, ben prima della dovuta mammografia dei 40 anni», aggiunge il dottor Grassi.

La Breast Unit: un percorso di cura multidisciplinare

Nel percorso di cura del tumore della mammella, essere seguite all’interno di una Breast Unit significa poter contare su una presa in carico che considera i diversi aspetti della diagnosi e della cura. In Humanitas Gavazzeni, la Breast Unit riunisce un team multidisciplinare composto da professionisti con competenze specifiche, che collaborano e si coordinano nelle diverse fasi del percorso diagnostico-terapeutico.

«È dimostrato che una paziente seguita all’interno di una Breast Unit può ottenere risultati migliori, sia in termini di sopravvivenza sia di qualità delle cure – spiega il dottor Grassi. – La presenza di un team multidisciplinare permette di mettere in comune competenze diverse e di accompagnare la paziente nelle varie tappe del percorso di cura. In Humanitas Gavazzeni, il team coinvolge il chirurgo senologo, il chirurgo plastico, l’oncologo medico, il radiologo senologo, il radioterapista, l’anatomopatologo, il medico nucleare, la psicologa e la Breast Care Nurse. Ogni professionista contribuisce con la propria competenza alla definizione e alla gestione del percorso, con un coordinamento che consente di affrontare in modo integrato i diversi aspetti della malattia».

Durante il percorso, alla presa in carico clinica si affiancano il supporto psicologico e l’assistenza riabilitativa, parte integrante della cura. Anche l’associazione senza fini di lucro “Amiche per Mano”, costituita nel 2016 da ex pazienti del reparto di Senologia, è parte integrante del percorso e offre il proprio supporto alle donne che affrontano la malattia.

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