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Tumore al seno: i segnali da non sottovalutare

Riconoscere i cambiamenti della mammella e rivolgersi tempestivamente a uno specialista sono passaggi importanti per arrivare a una diagnosi precoce del tumore al seno. La presenza di un nodulo, una secrezione di sangue dal capezzolo o una retrazione della pelle sono alcuni dei segnali che meritano attenzione, anche in assenza di dolore.

Ne abbiamo parlato con il dottor Francesco Valenti, Responsabile del Percorso Donne ad Alto Rischio Eredo-Familiare di Humanitas Gavazzeni, che spiega quali sono i principali campanelli d’allarme, quando è opportuno rivolgersi al senologo e perché i controlli periodici sono fondamentali.

Che cos’è il tumore al seno?

Il tumore al seno è una malattia caratterizzata dalla crescita incontrollata di cellule della mammella. È una patologia che può presentarsi con varie caratteristiche e per la quale le possibilità di cura sono negli ultimi tempi migliorate grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie.

Oggi, soprattutto quando la malattia viene individuata in modo precoce, le possibilità di trattamento sono elevate e in molti casi è possibile ottenere la guarigione. La scelta del percorso terapeutico dipende dalle caratteristiche del tumore, dalla sua estensione e dalle condizioni della paziente.

Quali sono i segnali del tumore al seno da riconoscere?

I cambiamenti della mammella non indicano necessariamente la presenza di una malattia, ma è importante saper riconoscere quelli che richiedono una valutazione specialistica.

I principali segnali da non sottovalutare sono tre:

  • la comparsa di un nodulo non dolente, cioè non accompagnato da dolore, che prima non era presente e che può essere individuato attraverso l’autopalpazione o durante un controllo
  • una secrezione ematica dal capezzolo, cioè una perdita di sangue dal capezzolo, da distinguere dalle secrezioni sierose o lattiginose, che possono avere anche cause fisiologiche
  • una retrazione della cute della mammella, riconoscibile dalla comparsa di un solco o di un avvallamento della pelle che prima non c’era.

Questi segnali non sono sufficienti, da soli, per formulare una diagnosi di tumore al seno, ma rappresentano motivi validi per rivolgersi al proprio senologo e approfondire il cambiamento osservato.

Il dolore al seno è un sintomo del tumore?

Il dolore mammario è un disturbo che può essere frequente ma che, nella maggior parte dei casi, non è legato alla presenza di un tumore. Può infatti essere associato alle variazioni ormonali che caratterizzano le diverse fasi della vita della donna e del ciclo mestruale.

In alcuni casi, tuttavia, anche il dolore può accompagnare una patologia mammaria. Per questo motivo, soprattutto se il disturbo è nuovo, persistente o associato ad altri cambiamenti, è opportuno parlarne con il medico.

Il criterio più importante è prestare attenzione a ciò che cambia rispetto alla propria condizione abituale. La comparsa di un nodulo, un’alterazione della cute o del capezzolo, una secrezione ematica o una tumefazione a livello dell’ascella richiedono una valutazione specialistica, indipendentemente dalla presenza di dolore.

Come si può prevenire il tumore al seno?

Non esiste una strategia in grado di prevenire tutti i casi di tumore al seno. È però possibile favorire la diagnosi precoce attraverso controlli senologici e accertamenti strumentali eseguiti con la periodicità indicata dal medico.

La mammografia, l’ecografia mammaria e, quando indicata, la risonanza magnetica consentono di individuare eventuali alterazioni della mammella anche prima che siano percepibili al tatto.

La scelta degli esami e la frequenza dei controlli dipendono da diversi elementi, tra cui l’età, la storia personale e familiare, l’eventuale presenza di sintomi e il rischio individuale. Non esiste quindi un calendario valido per tutte le donne: è lo specialista a indicare il percorso più appropriato.

È inoltre importante ricordare che, in presenza di un segnale sospetto, non bisogna attendere il successivo controllo programmato, ma rivolgersi al medico per una valutazione.

Come si svolge il percorso senologico in Humanitas Gavazzeni?

Humanitas Gavazzeni offre percorsi diagnostici personalizzati, definiti in base all’età, ai sintomi, alla familiarità e agli eventuali fattori di rischio della paziente.

Il percorso può comprendere diverse fasi:

  • visita senologica: per valutare i sintomi, raccogliere la storia clinica e stabilire gli approfondimenti necessari
  • esami diagnostici: possono essere prescritti mammografia digitale, ecografia mammaria, risonanza magnetica ed eventuali prelievi di tessuto mediante ago-biopsia per l’analisi istologica
  • definizione del trattamento: il percorso terapeutico può comprendere chirurgia e terapie farmacologiche, come chemioterapia, immunoterapia o terapia ormonale, quando indicate
  • follow-up: dopo il trattamento o nell’ambito della sorveglianza clinica, vengono programmati controlli periodici personalizzati.

Un approccio multidisciplinare

La gestione del tumore al seno richiede spesso la collaborazione di più specialisti, tra cui chirurghi senologi, oncologi, radiologi, radioterapisti, medici nucleari e altri professionisti coinvolti nel percorso di cura.

Nei casi in cui emerga un sospetto di predisposizione ereditaria, può essere indicata anche una valutazione specifica del rischio genetico.

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