L’osteoporosi colpisce soprattutto le donne, ma non risparmia nemmeno gli uomini.

Rende più deboli le ossa a partire dai 50 anni – per le donne la maggiore incidenza dipende dalla menopausa – ed è per questo una patologia che in futuro sarà sempre più frequente, come spiega la dottoressa Marcella Montini, responsabile dell’Area Endocrino metabolica di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dottoressa Montini, qual è il meccanismo che conduce all’osteoporsi?

«Nelle donne, con l’avvento della menopausa viene a mancare la protezione degli ormoni estrogeni, che non vengono più prodotti dal corpo, provocando una perdita di calcio e sali minerali nelle ossa. Una situazione per cui l’attività distruttiva dell’osso prevalga su quella ricostruttiva, provocando un aumento del rischio di fratture».

Quali sono le fratture causate più di frequente dall’osteporosi?

«Le più frequenti e disabilitanti tra tutte le fratture dovute all’osteoporosi sono quelle che riguardano il femore, l’osso della gamba. Si tratta di incidenti che, a causa dell’alto indice di invecchiamento della popolazione, sono destinati ad aumentare di numero già nel futuro più prossimo. Solo in Italia, si stima, si passerà dalle 86mila registrate nel 2000, alle circa 150mila del 2020».

Come si può combattere l’osteoporosi dal punto di vista medico?

«L’osteoporosi è molto difficile da diagnosticare, nella maggior parte dei casi viene scoperta solo dopo che sì è verificata la prima frattura. Si può però agire in via preventiva fin dall’età di 26/29 anni, tenendo sotto controllo il proprio peso, combattendo la sedentarietà e apportando il giusto apporto alimentare di calcio».