Dormire bene è fondamentale. Durante il sonno, il nostro fisico e la nostra testa si rigenerano e riconquistano quelle forze che sono necessarie ad affrontare una nuova giornata.

Ma non sempre, durante la notte, procede tutto per il meglio: i disturbi del sonno – tra i più diffusi vi sono: insonnia, ipersonnia, sindrome delle apnee ostruttive, sindrome delle gambe senza riposo, sonnambulismo e bruxismo – sono pronti a colpire quando meno ce lo aspettiamo, influendo sulla nostra capacità di concentrazione e di svolgimento delle attività quotidiane.

Quanto è importante individuare e prevenire le cause che potrebbero condurre a questa situazione? La risposta, in occasione della Giornata Mondiale del sonno che ricorre il 15 marzo 2019, a Paola Merlo, responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Quanto e come bisogna dormire per stare bene?

«Intervenire sulla regolamentazione del sonno è un’opera di prevenzione e medicina che realizza il completo benessere della persona. Mediamente in età adulta le ore di sonno necessarie per star bene sono 8/9, e diminuiscono con l’aumentare dell’età».

I disturbi del sonno sono molti, quali sono le loro cause?

«Avere disturbi del sonno può essere causato da abitudini sbagliate – semplici pertanto da superare – ma anche da vere e proprie patologie. Non si tratta solo di non dormire: sulla nostra salute vi possono essere delle ripercussioni negative anche dal dormire troppo o nei momenti sbagliati».

Come possono essere prevenuti i disturbi del sonno?

«Quando sono di natura patologica, intervenendo sulla malattia d’origine tramite uno specifico percorso terapeutico. Negli altri casi, invece, è necessario intervenire sul proprio stile di vita con determinati accorgimenti che vanno dallo smettere di fumare e di bere alcolici al controllare il proprio peso corporeo, soprattutto qualora si sia in condizioni di obesità o sovrappeso; dall’adottare un sistema alimentare sano allo svolgere un’attività fisica moderata ma costante; dall’evitare di bere bevande che possano influire sul sonno (come caffè o te), soprattutto dopo cena o prima di coricarsi, al tentare di mantenere – quanto più possibile – il corretto equilibrio naturale tra sonno e veglia».