Settembre, si sa, è il mese in cui riprendono a pieno regime le attività legate allo studio. La scuola è ricominciata e per i ragazzi torna l’esigenza di acquisire le dovute forze e, soprattutto, una giusta concentrazione che duri per tutto l’arco della giornata.

Come farsi aiutare dall’alimentazione? A questa domanda risponde Claudio Macca, medico nutrizionista, responsabile dell’Ambulatorio di Nutrizione Clinica e Dietetica di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Quali sono gli alimenti che favoriscono la concentrazione?

«Purtroppo non esistono alimenti miracolosi, che siano in grado di assicurare concentrazione e memoria protratte nel tempo. È vero però che un’alimentazione sana è fondamentale nella crescita di un organismo efficiente. Questo vale per tutte le età, ma è ancor più importante nell’infanzia e nell’adolescenza, quando si costruisce il corpo che ci accompagnerò per tutta la vita. Dal questo punto di vista la dieta migliore è quella mediterranea. Più complicato è invece il processo che riguarda la concentrazione e la memorizzazione».

Quali consigli può dare? Che cosa è meglio mangiare e quando consiglia di farlo?

«Il primo consiglio è quello di prestare molta attenzione alla prima colazione mattutina. Si tratta infatti del pasto che ha il compito di interrompere il digiuno che perdura per tutta la notte, e si colloca nel momento migliore della giornata per assumere carboidrati e zuccheri semplici “restituendo” al fegato quanto dato nelle ore notturne. Per questo a colazione non devono mancare frutta fresca, apportatrice di fruttosio, e latte e/o yogurt, alimenti proteici ad alto valore biologico, in grado di assicurare anche una buona perfomance in ambito di memoria e concentrazione».

E per l’intervallo a scuola, invece, qual è lo spuntino giusto?

«La merenda di metà mattina funziona come “spezza fame” e permette di non arrivare troppo affamati al pranzo di mezzogiorno. Detto questo, è importante che questo spuntino non sia troppo calorico, non deve superare il 10-15% delle calorie totali giornaliere, né essere troppo ricco di zuccheri o grassi saturi. Sono da evitare, quindi, pizzette, patatine, focacce troppo condite e dolciumi fritti. Largo invece a frutta di stagione, frullati o succhi estratti fatti in casa, frutta secca o pane integrale con un velo di marmellata o di miele. Sono ammessi dolci o torte fatti in casa, quando allo sforzo mentale se n’è aggiunto uno fisico, come nel caso in cui ci sia stata una lezione di educazione fisica».

Sono questi, dunque, gli alimenti migliori per “nutrire” il cervello?

«Questi sono importanti, certo, ma il migliore alimento per il cervello non lo si mangia, lo si beve, visto che è l’acqua. Anche da questo punto di vista nessun altro alimento è essenziale e necessario quanto l’acqua. Per evitare problemi sotto il profilo cognitivo, della memoria e della vigilanza, infatti, il cervello deve essere sempre ben idratato e per questo è necessario assumere anche fino a due litri di acqua al giorno, a seconda di quali siano le condizioni ambientali».

 

(Tratto dall’articolo “Frutta e yogurt a colazione, così anche la memoria è servita” pubblicato domenica 15 settembre 2019 sul quotidiano “L’Eco di Bergamo”)